La classe non è acqua

Il problema del consumo di acqua in bottiglia anche quando l’acqua di rubinetto sia qualitativamente migliore è un esempio della perversa tendenza del profitto a prevalere sul buon senso, e della capacità del sistema pubblicitario di creare false verità e di suggestionare milioni di persone.
Produrre bottiglie di plastica, trasportarle in altri continenti, riempirle di acqua (molte volte proprio di acqua di rubinetto) e poi ritrasportarle attraverso paesi e continenti, per per poi infine, per la maggior parte, seppellirle o bruciarle, nella maggior parte dei casi è un processo assolutamente inutile ed incredibilmente costoso, soprattutto per il consumatore finale.

Durante il semestre di presidenza della UE la Svezia ha fatto una piccola cosa, ma una di quelle piccole cose che sono grandi segnali: a tutti i delegati dei paesi in visita è sempre e solo stata offerta acqua di rubinetto, seppure in bottiglie (riutilizzabili) di design.
Azione certo favorita dall’attitudine culturale: in qualunque posto pubblico la brocca dell’acqua o una fontanella sono liberamente e gratuitamente accessibili da chiunque (molto spesso anche in forma di… caffè, ma questa è un’altra storia).
Le città di Uppsala, Östersund e Jönköping hanno bloccato l’acquisto di acqua in bottiglie di plastica.

La fonte di queste notizie (grazie Annamaria Cesini per la segnalazione) è il sito ufficiale www.sweden.se, in questo e questo post.

Da notare la pubblicazione di un video piuttosto “coraggioso”, per nomi fatti e contenuti, che non è comune vedere su un sito istituzionale e governativo. E’ fatto bene e anche piuttosto divertente, eccone la versione sottotitolata: