8 feb 2010 22:21

Tornato!

Ecco, ora quasi tutto è tornato al suo posto.
Ho dovuto smadonnare alquanto perchè Wordpress non ha dato alcun problema, ma i MySql non voleva saperne di capire in che charset fossero salvati tutti i miei post, così il sito è stato per un po con strane lettere punti interrogativi invece di à,è,ò, e persino å, ä e ö.
Alla fine nemmeno Google ha saputo offrirmi una risposta (in realtà si era stratificato anche un problema derivato dal primo cambio di server), per cui mi sono messo come un amanuense a fare un “cerca e sostituisci” con un editor binario.
Ma alla fine, eccoci qui di nuovo :)
Se scovate qualcosa che non funziona a dovere fatemelo sapere che provvedo.
Ora si tratta di ricominciare a scrivere dei post! :)

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26 gen 2010 08:00

Il sogno italiano

tv4Evidentemente la gente insegue il proprio sogno ovunque esso si trovi:
su diretta segnalazione della conduttrice Filippa Lagerbäck a Svedesi Dentro (grazie, Filippa!), vi comunico che dai primi di marzo su tv4 andrà in onda un nuovo programma: “Drömmen om Italien”, ovvero “il sogno italiano”.

Cinque coppie svedesi cercheranno di cambiare vita trasferendosi a Lepedona, nelle Marche, per gestire un bed & breakfast, impararando l’Italiano, a cucinare con una mamma italiana e farsi accettare dagli abitanti, che alla fine decreteranno la coppia vincitrice. Il programma sarà visibile sul sito di tv4, e sarà parte in italiano e parte in svedese. Come giustamente Filippa tiene giustamente a precisare: “Insomma, una specie di reality culturale, pulito e tranquillo…”

Mi attrezzerò per guardarlo e farvi sapere come va!

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24 gen 2010 23:10

Il mondo piccolo

argineL’ho già scritto, certe domeniche sono fatte apposta per i film in bianco e nero. Dalle vacanze di Natale ho riportato un DVD con i film di Don Camillo, e stasera ho riguardato per l’ennesima volta il primo film, del 1952.

Come tutte le volte in cui l’ho guardato, con un sorriso stampato in faccia dall’inizio alla fine, sono arrivati alla mia mente soprattutto odori: l’odore del fieno d’estate,  della ghiaia polverosa dei caradòni, dell’acqua nei fossi, terra umida, dell’olezzo di stalla che arriva sulle ali del vento della notte,  o di metallo e olio di vecchi trattori all’ombra di fienili di mattoni d’argilla…

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24 gen 2010 19:57

Integrità morale

craxiMentre in Italia persone condannate in diversi gradi di giudizio per reati di mafia non rinunciano al loro posto in Senato, oppure fondatori di interi sistemi di corruzione e clientelismo politico scappati all’estero per sfuggire alla condanna del paese che governavano sono incensati e commemorati da direttori di TG, eredi politici e persino dal Presidente della Repubblica, qui in Svezia c’è stato negli ultimi giorni un dibattito politico su Mona Sahlin, il leader del Partito Socialdemocratico.

Secondo il riassunto che si può leggere su “TheLocal”, la questione imperversa su molti giornali, primo fra tutti il… “gossipparo” Aftonbladet, da quando la Sahlin è stata ritratta in una foto ufficiale con una borsetta Louis Vitton dell’inconcepibile valore di 6.000 SEK (circa 600 euro). Si saprà poi che la borsa le è stata regalata per il suo 50esimo compleanno, ma secondo voci interne alla sinistra stessa, una rappresentante del popolo è responsabile della sua immagine e del modello che la sua figura rappresenta: “Il consumismo deriva dalla ricchezza. L’effetto finale è che la gente prende denaro in prestito per poter comperare oggetti simili. Ecco perchè i leader politici, soprattutto di sinistra, devono essere responsabili. Devono essere attenti.

La Sahlin raccoglie anche consensi e levate di scudi: “Se fosse stata una borsa da uomo della stessa categoria di prezzo, nessuno avrebbe reagito in questo modo”, commenta il collega Claes Borgström. Persino il primo ministro Reinfeldt, che ricevette da Sarkozy una borsa del valore simile, commenta che i “politici non debbano rendere conto dei vestiti che indossano”.

Il dibattito rimane aperto.
E mentre da noi si approvano leggi che troncano i processi indipendentemente dal loro esito, e che la corruzione, la sfacciatagine e il relativismo della giustizia siano all’ordine del giorno, e che nemmeno di fronte alle condanne più infamanti ci si faccia indietro dal proprio ruolo di amministrazione della cosa pubblica (e, anzi, si è anche osannati da parte dell’opinione pubblica, secondo la logica del più forte e del più furbo) alcuni miei colleghi si indignano su questo tipo di cose.
E io vorrei che anche da noi si dovesse discutere di queste cose.

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24 gen 2010 17:28

Cronache norrlandesi

cartwheel(Notizia tratta da TheLocal.se)
Luogo: Piteå, 65°N

Una studentessa nel nord della Svezia si sta riprendendo dalle ferite per congelamento a dita di mani e piedi riportate facendo ripetutamente “la ruota” nella neve con indosso solo la biancheria intima, come parte di un evento organizzato dall’unione studentesca della sua università.

In una lettera di descrizione dell’accaduto all’Arbetsmiljöverket (L’autorità svedese per la sicurezza sui luoghi di lavoro) il preside della scuola spiega di aver ricevuto una telefonata dalla madre della ragazza.

Il genitore, preoccupato, ha detto che la ragazza è stata curata dalle ferite al pronto soccorso locale dopo la gara di “ruote” del 22 Dicembre, un giorno in cui la temperatura era intorno ai -13°.

“Questo tipo di evento non sarà consentito l’anno prossimo”, ha scritto il preside, che gestisce ragazzi fra i 16 e i 19 anni. Ha aggiunto che tutti gli eventi organizzati dovranno ricevere un’approvazione anticipata.

La madre ha rassicurato il preside che la figlia si è ristabilita perfettamente.

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12 gen 2010 20:55

Fa un po’ freschino

Mia madre mi ha insegnato che quando si fa il brodo è meglio sgrassarlo lasciandolo per un po fuori dalla finestra, in modo che il grasso si raffreddi e condensi in superficie. Mia madre non ha mai abitato dove stare intorno ai 10 sotto zero è la norma, evidentemente.
Ecco come si presentava la pentola del brodo una volta ritirata dal davanzale, un monoblocco solido di 4Kg:
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8 dic 2009 18:42

Arresti ad orologeria

Le dichiarazioni di Gioacchino Genchi, vicequestore di Palermo, sugli arresti di sabato:

Che dire?

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7 dic 2009 21:35

La Säpo apre ai non svedesi

SapoMentre in Italia un partito al governo fa boutades sul porre un tetto alla cassa integrazione per i lavoratori extracomunitari (a quanto pare se anche uno è in regola e versa contributi non è degno di ricevere gli stessi trattamenti di tutti gli altri, o magari di un francese o di un tedesco che vivono in Italia), in Svezia ci sono alcuni segnali di segno opposto.

La Rikspolisstyrelsens säkerhetsavdelning, o Säpo per gli amici, è l’agenzia per la sicurezza nazionale svedese, responsabile fra le altre cose del controspionaggio, della prevenzione degli attacchi terroristici, della protezione dei diplomatici e della famiglia reale, e della prevenzione e persecuzione dei crimini internazionali.

In una dichiarazione riporata dal quotidiano svedese Sydsvenskan e poi ripresa in inglese dal sempre utile The Local, il capo della Säpo Daniel Andersson afferma che la legge che oggi limita l’accesso di cittadini non Svedesi a ruoli di responsabilità debba essere rivista.

Il governo, secondo quanto riporta Sydsvenskan, rivedrà i regolamenti che consentono alla Säpo di porre automaticamente il veto alle assunzioni di personale di origine straniera per posizioni definite “sensibili”. “Questo tipo di modernizzazione è necessario”, dichiara Danielsson, soprattutto ora che il mercato del lavoro svedese è sempre più connesso con quello europeo.

Questo non vuol dire minori controlli, anzi. I controlli dovrebbero essere estesi anche ai dipendenti di aziende private che lavorano per lo Stato in infrastrutture critiche, come le centrali nucleari.

Anno dopo anno è sempre più difficle definire in cosa consista la “Sicurezza Nazionale”. Ed è sempre più difficile proteggere gli interessi della nazione, quando aziende ed individui sono connessi globalmente, fisicamente e digitalmente. Secondo Andersson una delle minacce più temibili per la Svezia di oggi è rappresentata dagli attacchi informatici, che possono mettere a rischio il sistema di governo, la sicurezza interna ed esterna, e i servizi essenziali.

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22 nov 2009 20:32

Intervistato da SR1

Probabilmente sapete che collaboro con il sito “Svedesi Dentro“, un portale dedicato a come la Svezia possa essere vista come un modello positivo di società.

Il racconto della mia esperienza al cinema a vedere Videocracy pubblicato su Svedesi Dentro è arrivato fino ad Erik Gandini, che ha segnalato a un suo amico reporter l’esistenza di un sito che deve avere per uno svedese un punto di vista particolarmente curioso.

Qualche settimana fa ho ricevuto da Lars Hermansson l’invito per un’intervista che ho accettato di buon grado. Ci siamo trovati davanti alla Kungsbiblioteket per una piacievole chiacchierata, che si è protratta in una passeggiata per Södermalm e in tratto in comune in metropolitana. Abbiamo discusso di varie cose sul modo di vedere la Svezia e l’Italia, e il risultato è stata una breve intervista che è andata in onda questa mattina in un programma di Sverige Radio 1 (la versione svedese della nostra Rai Radio 1) chiamato “Buongiorno mondo”, Godmorgon, världen! .

Per motivi di trasmissione l’intervista è stata ridotta a pochi minuti. Qui di seguito potete ascoltarne l’audio, e leggerne anche la traduzione che ho provato a farne dallo Svedese. Il taglio editoriale e la doppia traduzione hanno “compresso” molti concetti e punti di vista che sarebbero dovuti essere molto più articolati, io in questo post mi limito a riportare il testo così come è stato mandato in onda.


Premi il tasto “play” qui sopra per ascoltare l’intervista. Se non vedi il player, scarica l’MP3 da qui

Qui potete scaricare la versione originale svedese: den inre svensken, messa molto gentilmente a disposizione da Lars Hermansson, che ringraziona nche per la cortesia e la disponibilità. Di seguito ecco il testo da me tradotto:

Mentre l’Italia, attraverso l’esempio del suo primo ministro Silvio Berlusconi, sta sempre più all’esterno delle Comunità europea, ci sono italiani che vogliono immergervisi completamente, prendendosi cura del loro essere “Svedesi Dentro”.

Lars Hermansson hanno incontrato uno di loro.

“Nella cultura svedese, per come si vede da fuori, la società viene al primo posto. Quindi le cose pubbliche, le cose di tutti, e va dall’amministrazione a come si tengono i parchi, o il vicinato…”1

“Nella cultura svedese, la società viene in primo luogo, non l’individuo”, spiega Mauro Boffardi, uno dei quattro redattori della comunità online “Svedesi Dentro”, che tradotto letteralmente significa “Svedese dentro”. Coloro che fanno parte di questa rete intendono coltivare e sviluppare le qualità che essi percepiscono come tipicamente svedesi: avere il bene della società come primo valore, diffondere il rispetto per la natura e il prossimo, essere sempre onesti.

Svedesi Dentro raccoglie un paio di centinaia di membri attivi che sono coinvolti in discussioni sulla Svezia e sugli Svedesi. La maggior parte sono giovani, e Mauro li descrive come Italiani ordinari. L’interesse per questa inconsueta associazione continua ad aumentare e la home page ha molte migliaia di visitatori ogni giorno.

Nella dichiarazione della redazione, su una pagina del sito, si può leggere:

“Per spiegarlo in termini semplici, possiamo affermare che lo svedese è un esempio morale. Possiamo tutti aspirare a diventarlo e, anche se può sembrare strano, si può considerare con orgoglio essere Svedesi Dentro.”

Chiedo ovviamente a Mauro Boffardi se non creda che la loro visione dello svedese sia un po’ idealizzata.

“Credo quasi sicuramente di sì. Quando si conosce un paese si ragiona per stereotipi, e per quello che colpisce di più.”2

Sì, sicuramente sta idealizzando.

Quando si conosce un paese, dice Mauro, è facile partire da stereotipi e notare solo le differenze più vistose. E poi dice che la stragrande maggioranza dei membri di “Svedesi Dentro” spesso si lamentano dell’antica, e spesso autoattribuita proprietà degli italiani, chiamata “furbizia3“.

Non so quante volte ho sentito la frase:

Bisogna essere furbo per vivere in questo paese4

Ovvero: “Bisogna essere scaltro, astuto, malizioso, intelligente – il dizionario propone molti suggerimenti – per prosperare in questo paese.” Una spiegazione storica per come questa possa essere diventata una caratteristica nazionale è che l’Italia dalla fine dell’Impero romano alla sua unificazione nazionale nel 1861, è stata sottoposta alla sovranità di diverse culture – spagnola, francese, austriaca, e anche gli araba nel meridione – il che significa che la gente aveva necessità di sviluppare un certo egoistico pragmatismo, di prendersi cura di se stessi e dimenticare gli altri – per per sopravvivere. Atteggiamento che, ovviamente, può essere visto come peculiare del neo-liberismo, che è prevalente in molte parti del mondo. Chiedo a Mauro Boffardi se “Svedesi Dentro” abbia ambizioni politiche:

Non è una questione partitica. Non è una scelta di appoggiare questo o quel partito.

Mauro è sicuro che non ci siano partiti politici in Italia che potrebbe attrarre tutti coloro che sono coinvolti in “Svedesi Dentro”, ma poiché il movimento è basato su valori che sono percepiti tipici svedesi, come l’anti individualismo, l’uguaglianza sociale e5 la libertà,  “Svedesi Dentro” non si può definire apolitica. Ciò che si mette in gioco, dice Mauro, è il fatto che i cittadini che lavorino per questi valori, la nella vita privata e lavorativa. Ma in Italia è una strada in salita.

C’è poca speranza, è un sistema che è frutto di anni e anni e anni di storia del paese [...] ed è difficile da cambiare. Per cui a un certo punto uno si stanca di essere controcorrente e decide di cambiare, di fare qualcos’altro.

C’è davvero molta poca speranza, dice Mauro, la strategia italiana di una carriera basata in  parti uguali di nepotismo e di “furbizia6” è talmente profonda che è difficile vedere un qualsiasi cambiamento nel futuro prossimo.  E così sono molte le buone forze a lasciare il paese, dice Mauro. Che vive in Svezia ormai da un anno e mezzo e lavoro a tempo indeterminato in una società Internet. Sta considerando l’idea di acquistare un appartamento e di mettere radici qui. Cosa che ovviamente non è del tutto semplice. Racconta di quando ha visto il  documentario del regista Eric Gandini Videocracy qui in Svezia qualche tempo fa, un film molto critico sull’ottundimento dell’intelletto che la posizione dominante dei media di Silvio Berlusconi ha creato nella patria di Mauro.

Si sentiva il pubblico ridere per certe situazioni, era una risata non di scherno, di imbarazzo, di.. come è possibile che queste cose succedano [...]  ma quello che vedevo era qualcosa che faceva parte della mia cultura.

Le persone fra il pubblico ridevano di quello che vedevano, non con malizia, forse, ma più per sorpresa – come è possibile che le cose possano essere così? – Ma, dice Mauro, è con quello che io sono cresciuto con, è il mio background culturale, che fa ridere la gente. Se c’è qualcosa che rende difficile vivere in Svezia, ha detto Mauro, è il dover essere costantemente associato con l’Italia che Berlusconi rappresenta. Chiedo se la Svezia, dopo un anno e mezzo, corrisponda ancora a queste alte aspettative. Faccio notare che anche qui c’è l’ingiustizia sociale, la solitudine, il mobbing, le persone che soffrono e si uccidono. “Oh, sì, me ne rendo conto, naturalmente, sono cose che succedono in tutti i paesi, ma in una prospettiva internazionale questi problemi in Svezia sono molto più piccoli”, spiega Mauro.

Leggendo quotidianamente le notizie da casa e un po’ quello che succede in altri paesi del mondo, veramente si nota la differenza lo stesso.

Mauro Boffardo (sic! NdT), uno dei redattori del sito “Svedesi Dentro”, in cui si vede la Svezia come un modello e un paese in cui spostarsi.

Reporter: Lars Hermansson.

note:

1 Intendevo “Neighborhood”, come quartiere. Contaminazione dall’inglese! (NdT)
2 Oh Dio, ho risposto davvero “Credo quasi sicuramente di sì” ? (NdT)
3 In italiano nel testo (NdT)
4 In italiano nel testo (NdT)
5 In corsivo nel testo (NdT)
6 In italiano nel testo (NdT)

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22 nov 2009 17:58

Attila: citazione illustre

Qualche settimana fa, guardando il celeberrimo film “Attila il flagello di Dio” insieme ad amici ahimè sensibilmente più giovani (le buie e piovose serate di Novembre portano a questo e altro), mi sono reso conto che una delle più riuscite citazioni-gag non era stata compresa.
Uno dei personaggi del film si chiama “Renaulto”, è un Gallo (francese, quindi), e viene trovato incatenato in un arena. La sequenza altro non è che la parodia di una bellissima (allora) pubblicità della Renault 18, diretta nientemeno che da Sergio Leone. I più… anzyani la ricoderanno per l’inossidabile slogan “Il Diesel si scatena!”.
Per colmare questa gravosa lacuna dei più ggiovani, ho messo le due sequenze a confronto :) :

Per la cronaca, Renaulto più tardi nel film muore infilzato in combattimento, esalando queste ultime parole: “Io, Renaulto, trafitto da una Lancia!”.
Mi fa ridere della pubblicità, poi, che le catene non sono fissate in nessun modo alla macchina, se ci guardate bene :)

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