L’amore non basta mai

Non posso fare a meno di guardare la Svezia con gli occhi di un estraneo, e con lo stesso punto di vista la racconto.
Per cui questa volta vi vorrei segnalare un film che parla della Svezia “piccola”, quella di un villaggio del Dalarna e dei suoi abitanti, e delle piccole storie che lo animano. Non è una commedia, una romantica storia d’amore come titolo o locandina italiane darebbero ad intendere (basti sapere che il titolo originale, “masjävlar” è più un’imprecazione), non è un film di ispirazione sociale o naturalistica, è solo un insieme di storie, raccontate con naturalezza, con semplicità.
Mia, una giovane donna in carriera alla Ericsson, torna controvoglia al paesino natio per festeggiare il compleanno del padre, e si trova ad affrontare questioni di famiglia, gelosie, vite che sarebbero potute essere, e vite che non sono più.
Il tutto raccontato con la sensibilità di una regista donna, Maria Blom.
Devo dire che in effetti è un film scritto da una donna per delle donne, io forse non sono riuscito a fare mie tutte le emozioni delle protagoniste, personificazioni di diversi ruoli della donna nella società, svedese si, ma molto molto simile a quella di qualsiasi altra realtà.
Se pur non apprezzerete tutte le sfumature, però, potrete sempre guardare questo film con la curiosità di un antropologo, perchè potrete trovarvi, in quasi tutti i singoli fotogrammi, il tratteggio della Svezia di campagna, dall’abbigliamento, all’arredamento e ai piccoli gesti (come quello di togliersi le scarpe all’ingresso), gli esterni, persino le marche di negozi e prodotti, fino alle piccole tradizioni (la canzoncina di compleanno, il modo di fare i brindisi), sulle quali la traduzione ed il doppiaggio alle volte non possono fare altro che incespicare.
Insomma, un buon modo di dare un’occhiata a cosa abbiano fuori, e soprattutto dentro, gli Svedesi.

5 commenti su “L’amore non basta mai”

  1. Lo vidi qualche anno fa, fu un grosso successo al cinema e lo passano anche in tv qualche volta. Devo dire che é interessante per vedere come molti svedesi vivono, cosa pensano etc… specialmente in campagna. Che poi la Svezia é divisa come con un muro invalicabile tra cittá (pochissime) e campagne (immense). Anche la cultura e le persone sono molto diverse tra le due realtá. Io scherzo sempre dicendo che ci vorrebbe il controllo passaporti quando si arriva a Stoccolma, tanto é come andare in un’altra nazione.

    Comunque il film non mi ha convinto al 100% quando lo vidi, un pochino sterotipato secondo me ed alcuni amici svedesi con cui lo ho visto.

  2. Anche per me è stato carino, ma con una storia un po’… così. Comunque ok per quando fuori piove 🙂
    Il prossimo sarà Kitchen Story!

  3. L’ho visto, non e’ malaccio ma un po’ stereotipato. Pare che gli svedesi amino molto rappresentare le differenze campagna/citta’, purtroppo in modo talvolta scontato. Un film da NON vedere e’ Bröllopsfotografen. L’evevano descritto come una commedia divertente e brillante, invece e’ una serie di stereotipi uno peggio dell’altro. O almeno si spera siano stereotipi.

    Complimenti per il blog. Una domanda curiosa: ho capito che ti sei trasferito nel 2008, parli bene lo svedese? io sono e rimango pigra.

    ciao!

    bixx

  4. Ciao!
    Si, mi sono trasferito a luglio 2008, e ora capisco e parlo (grossomodo) lo svedese, ma sono assai pigro anche io. A lavorare preferisco parlare inglese, e quindi non faccio tanta pratica… tu da quanto sei qua, bixx? e in che cittá?

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