Mondo Blog… e oltre

Adoro questi fine settimana.
Dopo il lavoro di sabato, il frigo è pieno di piatti freddi pronti per essere mangiati a cena durante la settimana, le lenzuola stellate oscilano placidamente sui fili da bucato, e sul davanzale si sta raffreddando la torta d’albicocche da portare in ufficio (manco fossi Nonna Papera) per affrontare come si deve il lunedì.
Quasi al termine del week-end, appongo con la mitica matita del Chang Fu Gong Hotel (ricordo di Pechino) le date di inizio e di fine lettura di un nuovo libro ordinato su BOL: 28-6-03/29-6-03, su “Mondo Blog”, di La Pizia.
L’ho comperato insieme a “Alice in Wonderland”, sarà una coincidenza?
Il libro è uno “spaccato di vita” su quello che ruota intorno ai Blog, raccontato e vissuto in prima persona e non, come spesso succede, a vanvera.
Ho provato una specie di vertigine a leggerlo, perchè in parte mi ci riconoscevo, e perchè la (mia) vita reale, la vita dei libri, e la vita sulla Rete si sovrapponevano e si scambiavano spesso di posto.
Ed in effetti non capita spesso di ragionare in termini di Link su un libro 🙂
Ho riscoperto le emozioni che si provano negli incontri a distanza, nella “fratellanza” che lega persone distanti, che magari non si sono mai viste, ma unite da un’idea, o uno scorcio di vita condivisa, come solo con i ritrovi di “vecchi” scout mi è capitato di provare.

Ho visto raccontate tutte le paranoie che girano sui blog, ritrovandomi completamente in ciascuna di esse.
Ho visto che non sono l’unico a dannarsi perchè i clienti non capiscono la differenza fra un layout jpg e un sito funzionante.

e….

(lo scrivo? Ma sì!)


Si può essere gelosi di un Blog?
Beh, sì, mi è capitato anche questo, quando ho letto che un mio amico è considerato “il papà spirituale” dei blog italiani. Ma non ero geloso del prestigio (???) che ne può derivare.
E’ che altra gente, altre persone, vivono scorci della sua vita (la visita alle torri gemelle, F., il Lambrusco, i racconti dei Webmaster cileni disadattati), li leggono sul sito, li leggono pure su un libro.
E io, così vicino, così lontano, nascosto nel mucchio, lurko, e non riesco più ad avere un rapporto vero con questa persona.
Condivido il dolore per la perdita di una persona e piango davanti a un monitor, anzichè sfruttando od offrendo una spalla.
E’ la prima volta che mi capita di provare queste emozioni per un’amicizia e per questo motivo.
Sono tante le cose che influenzano la strada di due persone, lo so, e solo sulla minor parte di esse abbiamo una vaga capacità di agire. Il tempo, le esperienze, incessantemente modificano le nostre relazioni, e ciascuna vita di cui godiamo uno scorcio è inevitabilmente di passaggio.
Non v’è intenzionalità in questo, lo so, ma inevitabilmente ci si stratifica in amici di corto e lungo raggio, e poi ci si saluta a Natale, magari ci si vede per una pizza, magari una di queste sere, e poi non ci si vede più.
Il tempo è finito, si amministra come si può.
Aprile 2002E’ solo che non mi va, uffa, io non voglio rinunciare a una persona con cui ho diviso un pezzettino di pioggia, di Stazione delle Corriere, di chitarre che bruciano in una stufa, di partite a scacchi in Aeroporto, di fumetti di “Canna Bianca”, visite a Piacenza nel giardino di un riccio e di un coniglio, “Il rock di Capitan Uncino”, uno stramaledetto paletto di rame da conficcare a martellate in un tombino…
Beh, devo dirlo, mi manca un casino.
E me lo ricordo tutte le volte che passo sotto casa sua e mentre passo sbircio per vedere se la luce della camera è accesa, o che leggo il suo Blog, o che sono orgoglioso per lui, per un suo (piccolo) premio letterario, o perchè è citato su un libro.
No, non ci sto. Adesso gli telefono.
O forse è domenica sera, è impegnato,
magari
uno di questi giorni
gli mando una mail.