NON PROVATECI!

Ho visto qualche articolo qua e là (su Wired, ma anche su Repubblica) riguardo alla storia della gente che, leggendo un articolo dell’università della Florida, ha provato a sterilizzare spugne in un forno a microonde, ritrovandosi con principi di incendio, fumi tossici, e forni da buttare.
Pare che non seguissero le indicazioni dell’articolo (e nemmeno quelle del buonsenso), “infornando” spugne completamente asciutte.
Saltellando di link in link, ho trovato decine di esempi di gente che mette nel forno qualsiasi cosa (inanimata, per fortuna), con effetti incredibili: luci caleidoscopiche da lampadine, effetti da “ritorno al futuro” da un CD-ROM, plasma da acini d’uva, fino a pezzi di sapone, iPod Nano, Furby, e molto, molto altro.
Mentre ero sopraffatto dall’agghiacciante stupidità di certe persone (non oso immaginare cosa debbano aver respirato aprendo il forno, o che esplosioni possano aver rischiato), sono finito sulla pagina di uno studente olandese: “Cose divertenti da fare con il tuo forno a microonde“.
Fra i vari “suggerimenti” c’è anche la mail di uno studente dell’università di Belgrado che racconta la sua esperienza durante la guerra in Kosovo, nell’esercito Yugoslavo.
Sicuramente fa effetto sentir parlare della NATO come de “il nemico” (ma è una storia lunga), ma mi ha colpito l’uso che facevano dei forni a microonde come contromisura radar!
Effettivamente sapevo che radar e forni a microonde sono stati scoperti nella stessa occasione, ma da li a pensare che potessero essere utilizzati come “esche”…
Ecco la storia, scritta in un inglese un po incerto e poi tradotta da me in italiano 😛 :
Beh ciao di nuovo,

Visto che sembri interessato, ti racconto la versione lunga della storia.
Durante la guerra ci furono delle voci a riguardo, ma dopo un anno la gente ha iniziato a parlare, specialmente dopo la
trasmissione televisiva nazionale che ha rivelato alcuni dettagli della storia. Per questo ho detto che ora queste
informazioni non sono più riservate. Di fatto, puoi trovare qualcosa (incluse alcune foto) su internet. Per esempio, guarda
sulla “Venik’s aviation page”: http://www.venik.way.to. E’ di un tizio russo che ha un
sacco di foto, ma può essere difficile trovarle perché il suo sito è davvero intricato (NdT: ho cercato un link diretto,
l’unico che ho trovato ha una foto con didascalia in basso a sinistra: http://www.aeronautics.ru/nws001/counterpunch01.htm).
L’Esercito della Yugoslavia usava diversi tipi di esche durante la guerra. Eravamo in pesante inferiorità di numeri e di
potenza, e quello era l’unico modo di sopravvivere ai raid aerei. Abbiamo anche costruito MIG-29 di legno in scala 1:1, con
fumogeni che emettevano fumo dai “motori”, che venivano installati sulle piste dei nostri aeroporti militari. Era divertente
sentire la NATO dichiarare di avere distrutto 20/30 MIG-29 quando sapevo che ne possedevamo solo 16 all’inizio degli
attacchi 🙂
Alcune delle esche erano imitazioni dei radar. Abbiamo usato modelli di radar – di solito qualche costruzione metallica che
sembrava un radar messa sopra a un rottame di camion con qualcosa che emettesse onde in modo da sembrare un radar ai piloti
in avvicinamento – sia visivamente che elettromagneticamente (emettevano onde elettromagnetiche a piccola lunghezza d’onda).
Così dovevamo solo lasciarli lì per farli attaccare, perché non avevamo vicino niente per difenderli, in modo che colpissero
solo esche e scatole vuote. Abbiamo fatto così per 78 giorni.
La cosa più comune utilizzata per emettere onde della stessa frequenza di quella dei radar erano comuni forni a microonde.
Immagino tu sappia che l’energia di un’onda elettromagnetica sia direttamente proporzionale alla sua frequenza. La formula è
E=h*f, dove E è l’energia, f è la frequenza e h è la costante di
Planck
. Il radar deve emettere un enorme quantità di energia, perché le onde devono andare molto lontano (centinaia di
chilometri) per essere riflesse da un oggetto (in questo caso un aereo) e dopo rifare tutta la strada all’indietro e
rimanere forti abbastanza da poter essere ricevute in modo affidabile e da mostrare l’aereo in avvicinamento sullo schermo
del radar. Questo è il motivo per cui il radar utilizza lunghezze d’onda estremamente corte. Più è corta la lunghezza
d’onda, più è alta la frequenza. Più alta la frequenza – più alta l’energia. Semplice.
D’altra parte anche il forno a microonde ha bisogno di grandi quantità di energia perché il suo scopo primario è di cuocere,
che richiede molta energia. Per lo stesso motivo del radar utilizza onde corte. Queste lunghezze d’onda sono conosciute
comunemente come MICRO – ONDE.
Così qualcuno ha avuto l’idea di usare forni a microonde. Sarebbe stato molto meglio se avessimo sviluppato esche speciali,
me eravamo nel mezzo di una guerra, e una cosa del genere avrebbe richiesto mesi per essere prodotta.
I forni a microonde esistenti erano semplicemente modificati per funzionare con gli sportelli aperti ed essere utilizzati
come esche. Emettevano microonde come quelle dei radar terra-aria.
Riguardo alla tua domanda: possono i radar funzionare se circondati da microonde? Non ne sono sicuro. Penso che possano.
Perché no? Utilizzano una sola frequenza per in emissione e la stessa frequenza in ricezione. Probabilmente non vengono
disturbati dalle frequenze dei forni, che funzionano con frequenze molto vicine a diverse. I radar possono essere
configurati per funzionare con diverse frequenze e suppongo che anche i forni a microonde non lavorino tutti con la stessa
frequenza. Ci sono diversi dispositivi che trasmetto a frequenze diverse ma molto vicine nella banda delle microonde, ma
ciascuno riceve solo la propria frequenza. Penso che sia così, ma non ne sono sicuro.
Quello che so per certo è che usavamo anche dei vecchi radar sovietici (degli anni ’50) che usavano onde estremamente lunghe
(lunghe rispetto alle microonde ovviamente – tutto è relativo, disse qualcuno :-).
Questi radar venivano considerati disperatamente obsoleti, ma si rivelarono una sorpresa per la NATO. Semplicemente non
immaginavano che qualcosa che funzionasse su quelle frequenze fosse un vero radar antiaereo! Così, mentre sparavano contro
poveri forni a microonde, il vero radar era in funzione, dando le coordinate ai SAM (NdT: missili terra-aria). E quindi…
beh, puoi immaginare cosa succedeva dopo 🙂 (NdT: secondo Wikipedia
(EN)
, durante la guerra in Kosovo furono abbattuti in
tutto tre elicotteri, 32 droni e cinque aerei (fra cui il primo abbattimento
di un aereo stealth F-117), in buona parte a seguito di incidenti, più che per fuoco nemico. Secondo le fonti ufficiali
yugoslave, mai confermate da nessuno, gli aerei abbattuti furono 61, più 30 droni. Le perdite umane per la NATO furono di
due soldati morti in un incidente con un elicottero Apache).
Un tipico forno a microonde emette una potenza di circa 1-2 kW, un radar antiaereo circa 100kW. Non so se usassimo più forni
messi uno vicino all’altro per aumentarne la potenza, o qualcos’altro, ma certo funzionavano sulle corte distanze.
La tattica più comune che utilizzavamo era questa: tutti i piloti di certo non erano un branco di idioti che non sapessero
distinguere fra un radar e un’esca che fingesse di essere tale. Dopo le prime perdite impararono la lezione. Così l’attacco
tipico era: prima i grandi bombardieri (le fortezze volanti B-52) volavano alti sopra le nostre postazioni missilistiche,
sganciando decine di HARMs (Missili guidati anti radar) che cadevano lentamente appesi a speciali paracadute. Impiegavano
circa 10-15 minuti per cadere al suolo, e nel frattempo cercavano radar: se individuavano una fonte di onde radar si
sganciavano automaticamente ed attivavano i loro razzi puntando dritti verso il radar. Questo dava agli altri aeroplani
l’opportunità di attaccare a quote più basse con bombardamenti di precisione, senza il rischio di essere intercettati da
radar, dato che nessun radar poteva essere acceso senza essere distrutto da un HARM in pochi secondi. Ma un HARM è un pezzo
di ferramenta che NON può fare distinzioni. Era in quei momenti che accendevamo i nostri numerosi forni a microonde.
Ovviamente gli HARM si affrettavano a distruggere i “radar”, e in pochi minuti in cielo non c’erano più HARMs. Gli aerei
rimanenti potevano o attaccare rischiando di diventare una preda per i nostri veri radar, che potevano essere riaccesi, o
tornarsene a casa senza attaccare i loro bersagli.
Questa è la storia. Pubblicala sul tuo sito se ti è piaciuta. In effetti, pubblicane solo parte, perché penso sia troppo
lunga per essere pubblicata interamente. Sentiti libero di lasciare il mio nome – sarei felice di vedere il mio nome. Grazie
delle preoccupazioni per il mio futuro – va molto meglio adesso, rispetto che a quei tempi. Ci stiamo lentamente riprendendo
dalle conseguenze della guerra. Eccetto, ovviamente, per la perdita di vite umane, e per l’uranio impoverito che impiegherà
secoli per scomparire. Ma questa è un’altra storia.

Saluti da Belgrado,
Mladen Mijatovic

PS: comunque, mi è venuta in mente un’altra similitudine fra i forni a microonde ed i radar. Una volta ho letto una storia
riguardo a qualcuno in un aeroporto militare che ha ucciso un coniglio in un campo vicino (2-300m) usando un radar d’aereo.
Hanno semplicemente puntato il radar sul povero coniglio e l’hanno cotto istantaneamente! Subito non ci credevo, ma quando
ho pensato agli aspetti scientifici (dato che sono uno studente di ingegneria qui a Belgrado :-), ho cambiato opinione.

Immagina qualcosa circa un centinaio di volte più potente di un forno a microonde capace di concentrare un raggio sul
coniglio. Cosa credi che succederebbe?