Non So

In due mattine al “lavoro” ho iniziato e finito questo libro, opera prima di Lorenzo Licalzi – che successivamente ha scritto con un certo successo di critica, non so se anche di pubblico ma certo è stato pompato per bene – “Il privilegio di essere Guru”.
Che sia riuscito ad iniziarlo e finirlo dice tante cose, anche troppe.
La prima, evidentemente, è che non ho fatto una mazza per due giorni e che quindi per un po’ farò fatica a difendermi da chi dice che rubo lo stipendio.
La seconda, di maggiore vostro interesse, è che il libro in questione è leggero e scorrevole come pochi. Un gran bel libro “sottiletta”, nel senso che è perfetto per essere infilato tra due letture impegnative (non si può fare – come pure feci io durante un’estate particolarmente travagliata – leggere “Il Processo” di Kafka e poi “il Maestro e Margherita” di Bulgakov, peraltro due capolavori assoluti…la psiche ne risente, e dopo tocca essere curati a camomilla e fratelli Vanzina per due settimane).
Il libro si infila nell’abusato filone “trentenni che non vogliono crescere ma poi succede un casino e crescono tutto d’un colpo e, visto! che non era poi così male!?”. Però, se affiancato ad un De Carlo qualsiasi, lo fa impallidire e scappare nello scaffale dei “vorrei ma non posso”. Ecco, diciamo che pur essendo scritto con uno stile molto differente, molto più ironico e scanzonato (molto più? e quando mai De Carlo lo è stato?), il fil rouge è lo stesso. Una via di mezzo tra Benni e De Carlo? Ma non diciamo sciocchezze, via!
La trama è tutta qui, che volete che vi dica? Un giovane intelligente, poco mainstream, dopo una decina di anni diventa un ex giovane un po’ più mainstream e si lamenta che non è più un giovane senza prefissi. La sua compagna invece si lamenta che è ancora troppo un giovane…ecc, ecc., il resto è prevedibile.
Ma merita, davvero. Ci sono poi passaggi scritti – a mio parere – molto bene. Perfino concetti di quelli che “grandi” scrittori scrivono con lettere maiuscole, mentre Licalzi li rende davvero molto lievi e forse per questo più stimolanti. Alla fine il libro ti può anche aver fatto pensare, ma in maniera così allegra e semplice che non hai fatto fatica.
PS: da regalarsi con moderazione ed avvedutezza a coppie che stanno per avere il loro primo figlio…