14 Feb 2003 10:00
Con le donne ho chiuso
Johon Dearie, ed.Sonzogno 2002, 286 pagine, €13.90
Cito dal retro di
copertina:
“Jack Lafferty ha trentacinque anni e vive a Manhattan. Ha un
ottimo lavoro, un buon reddito, una casa piccola ma accogliente e molti amici.
Però è infelice. O meglio, confuso e infelice. E’ appena uscito da una storia
importante che avrebbe dovuto coronarsi con il matrimonio se la bella Kim - e
“definirla bella è come dire che l’Everest è una collinetta”, confessa Jack -
non lo avesse tradito a pochi giorni dalle nozze. Non ha ancora superato lo choc
ed è diventato talmente diffidente nei confronti delle donne da non essere
interessato nemmeno agli incontri occasionali. Praticamente ha deciso di
prendersi un periodo sabbatico dal genere femminile.”
border=0 align="left" >Devo dire che il riassunto mi ha intrigato alquanto; proseguendo
sul retro di copertina si leggono lodi sperticate del libro, definito
controparte maschile de “Il diario di Briget Jones”, e chiave d’accesso alla
visione dell’amore maschile da parte delle donne.
Ero curioso di sapere quali
ragionamenti, quali argomentazioni potessero portare il protagonista ad
esclamare “
href="http://www.ita-bol.com/bol/main.jsp?action=bolscheda&ean=978884542296" target="_blank">Con
le donne ho chiuso” e a non cadere negli stereotipi del maschio
cacciatore che ragiona con specifiche parti del suo corpo, non necessariamente
il cervello. Ed in effetti le prima pagine partono proprio da lì.
src="/images/forum/smilies/icon_smile.gif" border=0
align="absMiddle">
Peccato che poi, nel giro di 20 pagine, l’”eroe” incontra una donna
meravigliosa, eccezionale, quanto poco credibile, e da lì in poi la storia si
riallinea ai canoni classici tipo “il matrimonio del mio migliore amico” e altre
commedie all’americana, in cui cade in tentazione, sragiona, e fa la figura dello stupido per ingraziarsi la bella….
Lo stile è fresco, e anche divertente in alcuni tratti,
ma non si merita i 13 e passa euro. Magari, se proprio volete leggerlo,
aspettate l’edizione economica (e non credo che uscirà fra “i miti”…).
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