Impressioni di voto

Alla fine le mie preoccupazioni si sono rivelate vane: votare per il Parlamento Europeo si è rivelato piuttosto semplice, forse pure troppo.

Il mio seggio era in un asilo, decisamente simpatico operare un diritto civico fra pareti coperte di acquerelli e manine su fogli alle pareti, con il cestino dei calzini spaiati 🙂 . All’ingresso, in un raccoglitore, ci sono le schede di tutti i partiti:

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Se ne possono raccogliere quante se ne vuole, da portare poi nella stanza della votazione. Questo in genere ovvia al problema incontrato da Krallo, seppure in modo non molto elegante. Appena entrato, e prima di aver presentato qualsiasi documento, mi è stata data una busta e mi è stata indicata una “cabina” elettorale. Dietro la tenda, ho scelto la scheda del partito che volevo votare, ho apposto una crocetta sul nome del candidato (ma è opzionale), ho infilato la scheda nella busta e l’ho chiusa. Alcune delle schede rimanenti (ne ho preso anche di doppie) le ho infilate nel libro che avevo con me, da portare a casa come souvenir.

Uscito, mi sono presentato al banco, dietro al quale c’erano tre persone. Ho consegnato la busta, il passaporto ed il documento, un controllino, ed oplà, la busta è finita nell’urna, senza nessuno problema.

Un’operazione semplice, veloce, senza controlli approfonditi e rituali come matita copiativa, proclami come “Boffardi ha votato”, o qualsiasi segno di presenza di forze dell’ordine.

Ah, la bellezza dell’ingenuità e della semplicità…