Öppet hus i riksdagen

Ovvero, la giornata in cui il parlamento svedese, il Riksdag,  è aperto al pubblico. Si tratta di un giorno, ogni due anni, in cui chiunque può entrare e visitare gratuitamente il parlamento, con tour guidati in inglese e svedese oppure girando liberamente per le varie stanze, camera parlamentare inclusa.

Con Giusi, Davide e due colleghi di Davide ci siamo dati appuntamento per la visita delle due, ma io sono sceso in città almeno un’ora prima per godermi lo splendido manto di neve che la ricopre.

L’unica formalità per l’ingresso al parlamento è stata il controllo al metal detector. Le varie stanze erano decisamente affollate, da turisti ma anche da svedesi. L’edificio dal punto di vista architettonico è in stile con il popolo che rappresenta: niente di eclatante o pretenzioso, ma tutto semplice, lineare ed accogliente.

In un lungo corridoio con finestre che si affacciano sul Mälaren e sul palazzo reale si trovano dei tavolini in cui discutere: per l’occasione era stato allestito un caffè, e famiglie con bambini utilizzavano i tavolini per merende pomeridiane.

Sul retro, che si affaccia con un’ampia vetrata circolare sulla parte ovest del lago e sullo Stadhuset, c’è l’ingresso al cuore del parlamento, la camera.

La camera è, insieme a quella Norvegese, l’unica in cui i parlamentari non siedono raggruppati per partito di appartenenza, ma per “constituency”, ovvero circoscrizione di elezione. La stanza è tutta in legno chiaro, e sulla parete centrale ci sono i seggi del Primo ministro, del cancelliere, e il “podio” da cui si effettuano gli interventi.

Le visite erano di due tipi: quelle per adulti e quelle per bambini: nelle visite per bambini delle addette accompagnavano gruppi di giovani cittadini, illustravando loro i principi di funzionamento della democrazia: in una stanza i bimbi seduti sui banchi sperimentavano il funzionamento delle votazioni, e nella camera principale era possibile sedersi al banco del cancelliere o provare l’ebrezza di osservare la camera dal leggio con il simbolo del parlamento svedese, ripresi dalle telecamere.

Fuori dalla camera i sette partiti dell’arco costituzionale svedese (sette!) avevano stand in cui distribuivano gadget e in cui era possibile parlare e porre domande, in svedese ed inglese.

Nella biblioteca, anche funzionari del ministero della finanza e della sanità erano a disposizione per lo stesso motivo, e vari altri stand erano dedicati a dare informazioni sulla UE ed altre organizzazioni.

Insomma, l’idea era di una istituzione “viva”, funzionale, e soprattutto dedicata ai cittadini, adulti o bambini che siano.