Stefano Benni: La lettera agli Italiani

Di Stefano Benni



Ecco il testo della famigerata lettera che sta per spedire Berlusca





“Caro amico,



ti scrivo questa lettera per spiegarti perché mi vedo costretto a riformare il sistema delle pensioni, qualunque cosa voglia dire. Mi ha detto Tremonti che le cause del disavanzo sono tre: l’aumento dell’età media e la deriva dei continenti. E dire che per contrastare l’aumento dell’età media ho varato misure apposite come i tagli alla sanità , il reinserimento del ticket sui farmaci, Alda D’Eusanio in prima serata e altri capillari incentivi al suicidio. Ma non è bastato.

Siccome i conti non tornavano, mi sono personalmente impegnato a far tornare i principi. Ho richiamato in Italia l’intera famiglia Savoia, ma a quei comunisti degli industriali non gli è andata bene neanche questa. Vogliono misure per rilanciare la produzione, il commercio, l’edilizia. Confidavo nelle previste grandi opere come il ponte di Messina che collega Messina a Palermo, Il Pala-AntonioRicci, il Pala-Palazzochigi a forma di “S” per confondere i girotondi, Milano 4, 19 e 43 (a 5 minuti di elicottero da Camp David) e la Grande Muraglia lungo le coste pugliesi. Ma già è stata dura trovare nelle casse dello Stato i 7 milioni di Euro per scriverti questa lettera dove ti spiego perché riformo le pensioni, e i 7 milioni di Euro per scriverti un’altra lettera dove ti spiego perché ti ho scritto questa, e così via.


Per questo, con il condono edilizio ho lanciato la campagna “Fate voi le grandi opere”, presto accompagnata da un’adeguata informazione televisiva. Enrico Ghezzi, se ci tiene a restare in televisione, condurrà “Fuori erario: Case mai viste”.


Il condono edilizio è un provvedimento necessario per sanare situazioni di abuso come la cotonatura ai capelli di Anna La Rosa. Qualcuno ne ha approfittato per farsi la villa al mare. Giuliano Ferrara per prendere 10 chili. Ma neanche questo è bastato. Come ricorderai, ti avevo promesso che avrei rilanciato l’economia nei primi 100 giorni del mio governo che, mi ha detto Tremonti, stanno per scadere.


Però, anche tu, potresti spendere di più!


Dai, sfotto. Lo sai come sono fatto.


Messo alle strette, mi tocca alzare l’età pensionabile. Tranne naturalmente che per quei lavori particolarmente usuranti come il giudice per le indagini preliminari o il presentatore di una trasmissione televisiva in onda la domenica pomeriggio su Raiuno, che accederanno al pensionamento immediato. Gli altri, fino al 2008, se rinunceranno ad andare in pensione godranno di un pacchetto di incentivi. Riceveranno direttamente a casa loro e senza spese aggiuntive una batteria di pentole, una copia rilegata del dossier Mitrokin e il pupazzo parlante di Igor Marini, che spara balle a raffica tirando la cordicella.


La sinistra comunista con i suoi metodi stalinisti e criminosi con i quali ti ha governato per 50 anni (qualcuno di più, secondo Tremonti) ne ha approfittato per spargere veleni e insulti, ignorando con scarso senso di responsabilità istituzionale l’autorevolissimo invito super partes ad abbassare i toni proveniente da quel nonnino con le sopracciglione. Non quello che gli trema la mano, quell’altro che non è comunista.


Ma non dar loro retta: chi dice che questa non è una riforma giusta è uno stronzo caccoloso. Sostenendo che il provvedimento danneggia i lavoratori, l’opposizione tace un dato fondamentale. L’aumento dell’età pensionabile riguarda SOLO I LAVORATORI REGOLARMENTE ASSUNTI, una quota destinata a scendere nel 2008 a 17 unità , iscritte a 17 sindacati diversi e in lotta tra loro.


Concludo ringraziandoti per la fiducia che mi accordi: da un attendibile sondaggio di Datamedia risulta che su 500 elettori 1 milione e 700mila rinnovano la loro fiducia al Governo e uno non sa/non risponde per via dell’alto incarico istituzionale super partes che ricopre.


 


Tuo per sempre


Silvio Berlusconi”