Etica… poetica? – L’etica ”al lavoro”

Sono qui in Romagna, e sto lavorando su un futuristico progetto di integrazione di sistemi, che dovrebbe snellire il lavoro di molte persone, ridurre i costi per le aziende, insomma, fare la parte che, a quanto pare, Dio mi ha riservato per rendere il mondo un po’ migliore di quanto non l’abbia trovato.
Tutto va avanti tranquillamente, con un poco di orgoglio (e qualche calcio al server, routine!), quando….

“Bing! you got mail”.
Uno dei sistemi che ho portato alla luce pensa bene di avvisarmi che un nuovo cliente sta usufruendo dei servizi della “mia” creazione…. che bello!
Vediamo un po… Signor Tizio, azienda Benelli… “Oh, i motorini!” mi capita di pensare, “ah, c’è anche il sito, www.benelli.it, andiamo a vedere…” e dove mi ritrovo?
Un grazioso fucile mitragliatore semiautomatico (?) mi annuncia professionalmente che sono entrato nel sito della B e n e l l i A r m i S.p.A. , dove potrò scegliere fra una vasta gamma di prodotti ciò che più si avvicina alle mie esigenze, fucili, pistole, o “abbigliamento tecnico”.
Molte volte mi sono arrivate mail con l’annuncio di banche che appoggiano fabbriche di armi, leggende (?) sulla barilla che finanzia mine antiuomo, eccetera, e con sdegno controllo di non finanaziare, nemmeno indirettamente, industrie che non approvo.

Il mio istinto di obiettore e pacifista convinto, quindi, mi spinge ad interdire immediatamente il servizio ad una delle tante fabbriche di morte, ma… non posso!
In effetti quello è il cliente di un mio cliente, e non posso interferire.

Da quel momento, però, un tarlo si aggira nella mia mente. Quel cliente di cliente trarrà comunque profitto (o risparmio) dal mio lavoro! Come posso evitarlo?
Quante volte, senza saperlo, capita sul luogo di lavoro di “remare contro” i principi che abbiamo sposato? Se ce ne rendiamo conto, cosa possiamo fare? Mi ricordo anche di avere letto qualcosa a proposito in una striscia di Dilbert, sulla quale al momento non ho voluto riflettere:
www.dilbert.com

Dilbert – “Lavoro per una compagnia non etica. Questo fa di me una cattiva persona?”

Dogbert – “Fei ribrezzo e sei riprorevole. Se la cricca avesse le scarpe, saresti la cricca sulle scarpe della cricca”

Dilbert – “Perchè questa frase sembra preparata?”

Dogbert – “E’ quello che penso di te tutte le volte che usciamo a fare una passeggiata…”

Beh, forse penserete che mi stia facendo troppe pare, ma qualcosa si deve pur fare!
Voglio dire, se fosse stato un MIO cliente l’avrei subito cacciato fuori, che ci crediate o meno; ma in questo caso? o se un cliente simile si presentasse dal mio datore di lavoro, potrei rifiutarmi di lavorare a quel progetto? Quale sarebbe la reazione?
A voi, è mai capitato di pensare per chi state lavorando?
In teoria, senza servizi, senza fornitori, le aziende di armi, o quelle che inquinano per risparmiare (vedi il recente caso in cui per risparmiare si scaricavano tonnellate di mercurio.. giù per il tombino, e TUTTI sapevano), dovrebbero essere costrette a chiudere, no? O a spendere di più, e diventare meno redditizie?
Quale di tutte queste riflessioni ha almeno un risvolto pratico?
Io ci penserò stanotte, voi… ditemi la vostra, magari sul Forum!

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