Verso una società senza contante

Negli ultimi mesi lo stato svedese e le banche hanno deciso di dare una forte spinta alla transizione verso una società cashless, ovvero senza contante.

La tendenza era già piuttosto forte, dato che è da molto tempo che è possibile pagare con carta di credito qualsiasi tipo di importo, il mio record é stato di 20:- SEK, circa 2 euro. Inoltre, al ristorante è prassi che ciascuno paghi la sua quota con la propria cara di credito, e mai nessun cassiere, gestore o cameriere ha mai battuto ciglio. Il “mio” record é stata una cena di 13 persone pagata con 13 carte di credito diverse, e con 13 importi diversi!

Nell’ultimo mese hanno preso il via due diversi servizi. Uno che si chiama  SEQR, di un’omonima azienda internazionale, e Swish, frutto di un consorzio delle sei più grandi banche del paese.

Entrambi i servizi si basano su un sistema di sicurezza chiamato BankID: dal sito della propria banca si può generare un certificato elettronico (simile a quella che in Italia è la firma della PEC) che si può installare solo su uno specifico telefono. Al momento dell’installazione si sceglie un PIN che verrà usato per “firmare”.

SEQRSEQR è un sistema di pagamento per i negozi e per trasferimento di denaro fra utenti, simile ad una carta di credito. All’installazione dell’applicazione si inserisce il proprio codice fiscale e si firma con BankID, e viene fatto AL VOLO un controllo sullo stato di solvibilità (digressione: la solvibilità si può controllare in modo immediato e per via elettronica. Il venditore paga una piccola somma per il servizio, e il giorno dopo si riceve una lettera che riporta chi ha fatto una verifica di solvibilità, e l’esito.Il proprio indirizzo è indissolubilmente legato al proprio codice fiscale).

Se tutto va bene, l’applicazione è pronta per essere usata: quando si è per esempio in fila alla cassa del supermercato basta aprirla, e inquadrare con la telecamera del telefono uno speciale barcode che “contiene” l’identificativo del negozio e l’importo da pagare. Il tempo di un “bip”, si firma con il proprio PIN direttamente sul telefono, e il pagamento è fatto.

Tutte le spese finiscono sul conto SEQR, ogni transazione è visibile immediatamente nell’applicazione. Si può così anche vedere quanto si ha ancora a disposizione, dato che c’é un limite mensile di 5000:- SEK. Alla fine del mese si riceve per posta (o per posta elettronica) una fattura che si può pagare presso (il sito del)la propria banca. È anche possibile inviare denaro a qualcuno, “autofatturandosi” una somma che verrà poi trasferita sul conto del destinatario.

Swish non è un metodo di pagamento, ma è stato ideato per i piccoli trasferimenti di denaro fra persone. Si tratta in pratica un modo veloce ed elegante per fare un bonifico: il proprio conto corrente viene collegato ad un numero di telefono (sempre attraverso una firma digitale), e ci si può scambiare denaro semplicemente indicando il numero di telefono del destinatario.

Mettiamo che io mi sia offerto di acquistare il regalo per un compleanno per conto di un gruppo di amici. Alla festa, ognuno di essi può tirare fuori il telefono, scegliere il mio numero dalla rubrica, “firmare”, e via. Il denaro sarà trasferito istantaneamente sul mio conto, e la transazione sarà visibile immediatamente sull’estratto dei due conti correnti. Niente importo minimo, niente commissioni, niente giorni di valuta, nemmeno un minuto! Le banche risparmiano sul contante in circolo e probabilmente sul numero delle transazioni “normali”.

L’utente ci guadagna in semplicità e sicurezza: sul sito si fa un esempio riguardante una situazione molto molto frequente, la compravendita di oggetti usati su Blocket. Metto in vendita la mia bicicletta, il compratore si presenta per guardarla e confermare l’acquisto, e mi manda il denaro immediatamente con il suo telefono. Io sul mio verifico immediatamente che la transazione sia avvenuta e che i soldi siano arrivati sul conto, e a quel punto lascio andare via il mio acquirente con la bici. Niente anticipi, niente contanti, nessun bisogno di aspettare il giorno dopo per vedere se il bonifico sia arrivato.

Tutta questa “digitalizzazione” può far storcere il naso, perchè si presta a monitoraggio e controllo. In generale, è l’espressione di una società in cui alla privacy si preferisce l’apertura e la trasparenza. Questo restringe la privacy ma anche la possibilità di compiere truffe ed atti fraudolenti, o non pagare le tasse. Inoltre, invita a riflettere sul senso di falsa sicurezza, perchè pur sembrando un sistema troppo poco protetto e troppo tracciabile, è di fatto esattamente equivalente alla carta di credito protetta da PIN.

Altre considerazioni sparse: ogni tanto le banche lavorano anche nell’interesse del cliente, “accontentandosi” dei risparmi portati dalla semplificazione e dalla riduzione della carta. Non come la Banca Popolare dell’Emilia Romagna che anni fa si faceva pagare 50€ all’anno (ora non so) per attivare l’internet banking, ovvero per far fare a ME operazioni che a loro, allo sportello, sarebbero costate molto molto di più. Seconda considerazione, a distanza di quasi cinque anni persiste la mia sospettosità italiana che mi fa chiedere “loro cosa ci guadagnano” e “dove sta la fregatura”, mentre gli svedesi sono molto molto più rilassati, e hanno una mirabile fiducia sia nello stato che nelle imprese.