Seconda parte del giro nello Svealand


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Ho sistemato anche le foto dell’ultimo giorno di viaggio:

Hotel Room in SilvergruvaA Sala si trova un’altra miniera, d’argento, di nome Silvergruva. La visita guidata è più carina di quella di Falun, ed in oltre per meno di 400€ a notte si può cenare, dormire e fare colazione in una stanza a 150 metri di profondità, fra pareti di roccia, mobili in legno e luce di decine di candele.

La città più grande a sud è Västeräs, con il suo centro moderno e dinamico ed i suoi viottoli pacifici alle spalle della Domkyrka.

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Proseguendo più o meno a casaccio verso la città di Eskilstuna, attorno al lago Malaren che si trova praticamente ovunque, ho scattato qualche foto ad un incisione rupestre, che racconta una leggenda che avrebbe ispirato nientemeno che il ciclo de “L’anello del Nibelungo”, e addirittura “Il Signore degli Anelli”.

Gironzolando per dare un’occhiata al lago sono arrivato ad una specie di spiaggia, con un molo pieno di imbarcazioni, e Svedesi che facevano il bagno, o si godevano allegramente una cena su uno dei barbecues messi a disposizione, con tanto di legna già tagliata! A capo del promontorio altri turisti si godevano la vista dai tavoli del ristorante aperto all’interno dello “Slottet”, il castello.

Ho inaugurato anche due “collezioni” di foto: una è dedicata ai cittadini svedesi (le cittadine in effetti sono molto…. caratteristiche), e un’altra alle loro finestre, vera “presentazione” di una casa. In futuro credo che queste due raccolte si allargheranno parecchio 🙂

Un giretto per lo Svealand

Questa settimana mi sono imbarcato in un giretto a nord di Stoccolma, fra le città raggiungibili comodamente in automobile. Le altre città significative sono a non meno di 450Km, per non parlare della Lapponia che è raggiungibile praticamente solo in aereo. Ci si penserà con più calma in futuro.
Le foto che ho raccolto le trovate su Flickr, o cliccando le miniature qua sotto:

UppsalaC’è Uppsala, cittadina universitaria e centro storico del potere svedese prima di Stoccolma. Oltre all’Uppsala Slott, un castello rosa non completato, è significativa la cattedrale gotica. A Uppsala visse e lavorò Linneo, il biologo che inventò il criterio di classificazione delle specie viventi adottato sinora. Fuori Uppsala ci sono dei tumuli vichinghi ed un villaggio contadino trasformato in un museo all’aperto.

GävleDopo Uppsala viene Gävle, già parte del “Norrland”, ovvero la regione settentrionale. A parte la città vecchia, con viottoli che si snodano fra colorate case in legno, vi si trova un interessante museo delle ferrovie, e un centro balneare a quanto pare particolarmente disabitato, di nome Bönan.

Miniera di rameA Falun si possono visitare le strutture di un’antica miniera di rame attiva fino a poco fa, e Kristine Kyrka. La struttura della città è identica ale altre: un fiume o canale centrale e una Kyrka in mattoni rossi ai piedi della quale si stende Stora Gatan, la via pedonale con i negozi. Sul navigatore, cercare “Stora Gatan 1” (o “Stora Torget”, se è una piazza) vi porterà infallibilmente in centro.

Auto d\'epocaLungo la strada verso Sala c’era un raduno di possessori di auto d’epoca (anche qui ci sarebbero un sacco di cose da spiegare e raccontare, magari in un altro post), e l’arrivo è stato celebrato da un magnifico tramonto.

A breve le foto di Sala e di Eskilsuna, per ora, direi.. buonanotte 🙂

Arrivo

Eccoci qua.
Sono passati pochi giorni, ma decisamente densi di avvenimenti.
Partiamo dunque dall’inizio, ovvero l’arrivo in aeroporto martedì notte. Io e i miei genitori siamo sbarcati alle undici e mezza passate all’aeroporto di Nykoping una settantina di chilometri a sud di Stoccolma.
L’aeroporto è piccolo piccolo, e appena fuori dalla porta si viene accolti da un vago profumo di pino, un po come quando si scende dall’auto in Trentino.
Un breve percorso porta al garage delle auto a noleggio, dove su una lunga panca sonoa  disposizione di tutti, gratuitamente e senza controlli, seggiolini per bambini di tutte le misure.
La Volvo V50 familiare si accenda con un borbottio, in una nuvoletta dall’odore di alcool. Si tratta di una macchina “eco-friendly”, ovvero funzionante indistintamente a benzina (1,55€/L) o ad etanolo (0,85€/L), disponibile in tutti i distributori e non inquinante.

Il viaggio verso il nord è vagamente surreale: pur essendo mezzanotte e mezza passata, il cielo è immerso in un crepuscolo azzurrino, e lontano a occidente il cielo è ancora arrossato. In questo cielo opalescente corrono striature di nuvole scure, alcune con riflessi chiari o rossastri. L’unica stella che brilla in cielo è Venere.

L’autostrada corre per chilometri e chilometri lungo colline, e picole valli, sul cui fondo aleggia una bruma densa, in mezzo alla quale occhieggiano luci di case e fattorie isolate.
Nel giro di un’oretta siamo arrivati all’Hotel Mornington, nel quartiere dove lavorerò, Bromma (vedi Stoccolmappa)

Prima di spegnere la luce in camera, la tentazione di controllare se nei paraggi ci sia una rete wireless è forte. Accendo l’iPod, e ne trovo una dozzina, ma quasi tutte sono protette, ed il segnale va e viene. L’orologio segna le due, fra un’ora e mezza è prevista l’alba, e fuori non si capisce se debba ancora finire di tramontare o se stia già cominciando ad albeggiare.

Avvisi ai naviganti

StoccolmaL’instabilità della vita reale contagia anche la mia presenza online, per cui, il prossimo fine settimana:

1) Il sottoscritto venerdì parte per una gita a Stoccolma, ci si rivede martedì.

2) questo sito cambia posto, per cui ci sarà qualche problema con i DNS

3) l’Enel fa dei lavori a casa, per cui chi accede al mio PC è facile che lo trovi.. spento.

Marzo pazzerello, indeed.

è uno sporco lavoro…

Sapevo che allaa conferenza di Jena sarei dovuto arrivare preparato, ma non immaginavo si dovesse trattare di preparazione fisica!

Martedì io e un mio collega siamo partiti alle 8 alla volta di Jena, in Turingia (regione della ex Germania Est), per una smacchinata di 8/9 ore. All’altezza di Monaco non abbiamo potuto fare a meno di fare una pausa, scegliendo il paesino di Ayingen, famoso per la sua birra. Nel tipico ristorante al centro del paese, con corna di cervo e quarti di pancetta affumicata alle pareti, un discreto numero di persone anziane con il loro boccale da litro, ciascuno di forma corrispondente ad una esatta tipologia di birra. Il bicchiere più piccolo in commercio equivale alla nostra birra media, e viene bevuto tranquillamente, confidando che i bratwurst e i sauerkraut di rito ne smorzino l’effetto, insieme al tazzone di caffè.

Il viaggio prosegue tranquillo per tutto il pomeriggio, fino a Jena. Pausa in albergo, e poi ritrovo al PaperMuhle, con un paio di dozzine di tedeschi, belgi, inglesi, svedesi, norvegesi, cecoslovacchi e italiani assortiti, da fare invidia alla più tradizionale delle barzellette. Anche se io avrei già fatto giornata, ci viene offerta una birra di benvenuto. Quando siamo tutti al completo, parte un giro illustrativo dell’edificio, che altro non è che una birreria. Alla fine della visita con un entusiasta mastro birraio che illustrava in inglese le procedure (scivolando inavitabilmente nel tedesco alla fine di ogni frase), ci attende una fila di boccali per l’assaggio della loro birra chiara (assaggio equivalente a poco meno di una lattina). E poi, della birra chiara speciale. E poi, della birra scura. E poi, della birra scura speciale. I teutonici sorridevano e tracannavano come acqua fresca, io a stomaco vuoto agognavo ad almeno un preatzel. Tornati a tavola, cena con boccale di birra: l’acqua non è nemmeno contemplata.

Almeno una passeggiata nelle vie di Jena schirisce le idee, e una consultazione al programma descrive la cena come “welcome dinner – complementary drink inlcuded”. Non scherzano!

La mattina dopo la conferenza nella Intershop Tower, una grattacielo di 28 piani di cristallo che si innalza da una cittadina medievale mitteleuropea. Cinque anni fa la battezzai Barad-dûr 🙂

Tutti sono in “costume” (giacca cravatta e qualche sparuto tailleur), e nonostante (o grazie?) l’alcool della sera prima, tutti sono sereni e sorridenti, e si lavora in serena armonia per il buon futuro dell’e-commerce, godendo per pranzo del ristorante panoramico all’ultimo piano.

La riunione di lavoro si conclude a trallucci e vino (o meglio, a Birra e Praetzel) in un ristorante, e successivamente all’Avana Club, per rafforzare le partnership. Una buona dose di sonno è poi necessaria per il viaggio di ritorno di oggi, con seconda (e decisamente meno.. trasgressiva) tappa a Monaco, e svalicamento in patrio suolo.

E domani è venerdì.

Galleria su Flickr

Tunisia Tour 2007/2008


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Sull’onda dell’entusiasmo, ho approfittato della domenica per riordinare le foto della Tunisia (altrimenti facevano la fine dei filmati della Tanzania, che devo ancora riordinare dal 1999).

Ho caricato le fotografie in un nuovo album della Galleria (conto di finire di sistemarlo stasera), ma se volete qualcosa di più dinamico potete guardare la sequenza che ho messo su youtube:

Si tratta di una Playlist, per cui finito un filmato ne inizia un altro. Potete scorrere i vari filmati con le frecce che compaiono a destra e a sinistra quando passate con il mouse sopra lo “schermo”.
Buona visione, e… Salam aleikum.
Attendo commenti!!

Diario d’Irlanda, 23 Luglio 2006

23 Luglio, Galway - Westport
Clock Tower Pub, Westport, 23 Luglio 2006, 21:40

http://www.hitchhiketheworld.com
http://www.kingafreespirit.pl

(seconda pinta, e uno con la chitarra che canta “walk on the wild side”). Giornata degli
autostoppisti, oggi. Prima una coppia di ragazzi tedeschi che ho portato con me a Galway, non ricordo
i loro nomi.
Mi sono deciso a visitare Galway solo per le descrizioni entusiastiche che me ne hanno fatto tutti.
E’ una cittadina graziosa e vivace, ma la sua essenza, a parte la variante di una gradevole
piazza/parco, sono le vie di negozi, che fra l’altro, essendo Domenica mattina, erano in buona parte
chiusi.
E’ cominciato improvvisamente un acquazzone, ed avendo lasciato l’impermeabile in auto, mi sono
rifugiato in un negozio di souvenir.
Ha smesso di piovere solo quando ho comperato qualcosa, e il sospetto che sul tetto ci fosse qualcuno
con una canna pronto a far piovere a comando era forte. 🙂
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Diario d’Irlanda, 22 Luglio 2006

22 Luglio, Kilrush - GalwayLighthouse Inn, Killbaha, 22 Luglio 2006, 11:00

Stamattina mi sono incamminato sotto un cielo pieno di nuvoloni grigi verso Loop Head, la punta
occidentale della contea di Clare. Alla mia sinistra, prati immensi decorati qua e là da gruppi di
mucche e da qualche cavallo che scorrazza.
Alla mia destra impervie scogliere e faraglioni. Durante un’esplorazione ho incontrato un temerario
pescatore che, seduto sul ciglio, gettava la lenza “so quanti” metri sotto.
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Diario d’Irlanda, 21 Luglio 2006

21 Luglio, Dingle - KillrushKelly’s Pub, Killrush, 21 Luglio 2006, 20:45

La mattina si è aperta con uno stupendo cielo lipido. Dall’uscita dell’ostello, guardando verso sud,
si vedono le Skellig Island galleggiare nell’atlantico. Mi fermo in paese a fare colazione e a
comperare una guida della penisola (poi rivelatasi inutile) e un cofanetto di CD di musica
tradizionale, poi rivelatasi una pessima scelta.
Nel frattempo sono tornate le nuvole, ma alte nel cielo ed estremamente veloci nel vento, contribuendo
a diffondere magia sul paesaggio, con improvvisi sprazzi di sole a illuminare dettagli, come guidati
da una sapiente regia.
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Diario d’Irlanda, 20 Luglio 2006

20 Luglio, Kenmare - DingleMarina Inn, Dingle, 20 Luglio 2006, 20:40

Oggi ho percorso il rinomato “Ring of Kerry”. Essendoci molte penisole, le strade che percorrono la costa per tornare poi al punto di partenza sono chiamate “ring”, anello. Il più famoso è, appunto, quello che circoscrive la penisola di Kerry. Beh, ci sono stati alti e bassi, ma le cose che hanno salvato la giornata non erano sulle guide del ring.
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