La pasta del martedì grasso, la “semla”

Visto che quassù non si conosce la tradizione del Carnevale, è facile dimenticarsi che in Italia in questi giorni si sta riscaldando l’olio per cuocere frappe, chiacchiere, cenci, crostoli, intrigoni, bugie, galani, o come dir si voglia. Ma, Carnevale o meno, anche qui esiste il martedì grasso, ovvero l’ultimo giorno in cui gustare qualcosa di buono prima dell’inizio del digiuno quaresimale, in attesa della Pasqua.

E il dolce tradizionale per martedì grasso è la semla, di cui ho già parlato l’anno scorso, e che con mia sorpresa ha già fatto la sua comparsa nei supermercati.

Orbene, “La renna in cucinapubblica la ricetta, nel caso qualcuno si volesse cimentare. Fatemi sapere i risultati!

Semmelfika

SemlarDopo le kanelbullar, la princesstorte e le lussekatten*, ora é tempo del dolce tipico di febbraio. Sebbene il carnevale non sia festeggiato qui in Svezia, in occasione del martedì grasso la ditta ha offerto a tutti una fikapaus a base di Semmlar Semmlor (plurale di Semmla), una pasta tradizionale, oltre che della Svezia, di Finalandia, Norvegia, Danmiarca ed Estonia.

E´associata alla quaresima e soprattutto al giovedì grasso. Il nome deriva dalla parola latina semilia, usata per indicare la farina di migliore qualità, o semolino. Nelle regioni meridionali della Svezia, nello Skåne e nelle zone di lingua svedese della Finlandia queste paste sono conosciute come fastlagsbulle, in Danimarca come fastelavnsbolle ed in Norvegia come fastelavensbolle, condividendo la radice fastelavn che indica appunto il giovedì o il martedì grasso. In Finlandese si chiamano laskiaispulla, e in Estone vastlakukkel.

La versione più antica di semla era una pagnotta di pane semplice, mangiata in una scodella di latte caldo. In Svezia é conosciuta come hetvägg, che letteralmente significa “muro caldo”, e trae origine dal tedesco hete Weggen (“fetta calda”) o heisse Wecken (pagnotta calda).

Oggi la semla consiste in una pagnotta a base di farina speziata al cardamomo, grande circa come un pompelmo, la cui sommità é tagliata via e l’interno svuotato. Viene poi farcita con un misto di briciole della pagnotta stessa, latte e pasta di mandorle, guarnita da panna montata. La sommità viene quindi usata come “coperchio”, e ricoperta di zucchero a velo. Oggi si mangia da sola, con caffé o te, ma qualcuno la mangia ancora in una ciotola di latte caldo. In Finlandia a volte si usa la marmellata di fragole al posto della pasta di mandorle; nelle pasticcerie si possono trovare entrambe le versioni, quella con le fragole ricoperta di zucchero a velo e quella alle mandorle ricoperta di mandorle. Una semlar pesa indicativamente 250 grammi.

La semla originariamente si poteva mangiare solo il martedì grasso, come ultimo cibo “festivo” prima della quaresima. Con l’arrivo della riforma protestante gli svedesi divennero meno rigorosi, e la semla nella sua scodella di latte divenne un dolce tradiziona ogni martedì di quaresima, fino a Pasqua. Oggi le semlar sono disponibile in negozi e pasticcerie da poco dopo Natale fino a Pasqua. Ogni svedese consuma in media cinque semlar all’anno, oltre a quelle prepararte in casa.

Il re Adolf Frederick morì di indigestione il 12 Febbraio 1771, dopo aver consumato un pasto a base di aragosta, caviale, crauti, aringa affumicata e champagne, completata con 14 semlar nelle rispettive ciotole di latte caldo. La semla era il dessert favorito del sovrano.

*mi ero accorto che non avevo pubblicato una foto delle lussekatten che hanno portato in ufficio per Santa Lucia! Eccola:

Lussekatten