Cronache norrlandesi

cartwheel(Notizia tratta da TheLocal.se)
Luogo: Piteå, 65°N

Una studentessa nel nord della Svezia si sta riprendendo dalle ferite per congelamento a dita di mani e piedi riportate facendo ripetutamente “la ruota” nella neve con indosso solo la biancheria intima, come parte di un evento organizzato dall’unione studentesca della sua università.

In una lettera di descrizione dell’accaduto all’Arbetsmiljöverket (L’autorità svedese per la sicurezza sui luoghi di lavoro) il preside della scuola spiega di aver ricevuto una telefonata dalla madre della ragazza.

Il genitore, preoccupato, ha detto che la ragazza è stata curata dalle ferite al pronto soccorso locale dopo la gara di “ruote” del 22 Dicembre, un giorno in cui la temperatura era intorno ai -13°.

“Questo tipo di evento non sarà consentito l’anno prossimo”, ha scritto il preside, che gestisce ragazzi fra i 16 e i 19 anni. Ha aggiunto che tutti gli eventi organizzati dovranno ricevere un’approvazione anticipata.

La madre ha rassicurato il preside che la figlia si è ristabilita perfettamente.

La scuola

La scuolaDopo aver visto il servizio televisivo “la scuola tagliata“, e in ritardo di circa 14 anni, mi sono deciso a guardare “La scuola”, un film del 1995 con Silvio Orlando, tratto da dei romanzi di Domenico Starnone. Il film è piacevolissimo, arguto, ironico, a tratti commovente. E’ ricco di dettagli e di finezze, ma è allo stesso tempo semplice, schietto, diretto.

Io ho smesso di frequentare l’ambiente scolastico più o meno dalla mia maturità, ma non ho visto moltissime differenze rispetto alle mie esperienze, così come a prima vista pare non ce ne siano con la scuola descritta nel servizio di Rai tre. Ma per parlarne come si deve magari servirebbe Leonardo (che non potevo evitare di sovrapporre alla figura del professor Vivaldi 🙂 ), o Elena, Roberto, Francesca, qualcuno dei miei amici insegnanti.

Tutto il divertimento ed i buoni sentimenti percepiti nel film hanno un retrogusto, aspro, amaro. C’è un pesante senso di sconfitta, di rinuncia, di fatalismo, persino di paura. “C’è chi è nato per zappare, e chi è nato per studiare”, si ribadisce più volte. E sembra di capire che non ci sia grande differenza fra gli studenti e gli insegnanti, come suggerisce il fotogramma che ho inserito qui  a lato.

childsoontherockMentre sorridevo e rivedevo i mille particolari che suscitavano echi e sorrisi nella mia memoria, immaginavo di spiegare questo film a qualche mio amico svedese, e mi sono reso contoche non ci sarebbe modo di farlo, che il presente narrato apparirebbe alieno, grottesco, inconcepibile. E non credo che sia migliorato negli ultimi 14 anni. E’ vero, non è tutto oro quello che luccica, si generalizza, lo sport preferito di noi Italiani è la lamentela (dico, con tono lamentoso e generalista). Però, porca miseria.
Guardo i bimbetti inquadrati e in fila con i giubbettini fluorescenti, i ragazzi un po “narcotizzati” che vanno a scuola e incontro in metropolitana, le mille contraddizioni del “lagom“, della provocatoria legge di Jante e della dubbelmoral , e mi chiedo: nonostante tutto, se davvero fossi costretto a scegliere, in quale dei due ambienti preferirei crescere mio figlio? Ho paura di conoscere già la risposta. Magari ci ripenso quando ce l’avrò, un figlio.

PresaDiretta: La scuola tagliata, confronto Italia – Svezia

Su segnalazione di @nnetta:

domenica 8 febbraio su Rai 3 è andata in onda la seconda puntata di una trasmissione chiamata “Presa Diretta”, dedicata alla situazione delle scuole italiane. Come nel caso del servizio di Report sui sindacati, il termine di paragone scelto è stato la Svezia.

Le misure di “risanamento” economico imposte dalla Gelmini e la situazione di diverse scuole nel paese sono confrontate, fra l’altro, con quanto avviene nel quartiere di Rinkeby, uno dei quartieri più poveri di Stoccolma, popolato principalmente da immigrati (e a un paio di fermate di Pendeltorg dal centro).

Se le scuole di Aversa, essendo più problematiche, sono in crisi per strutture, risorse e qualità dell’insegnamento, quella di Rinkeby è oggetto di maggiore attenzione, con migliori insegnanti e gli investimenti più grandi. Al di là del caso “speciale”, si osserva anche uno dei “normali” licei del centro, e poi il Politecnico, ed infine il Karolinska Institute.

Visto che si parla prevalentemente di soldi, è necessario chiarire una cosa: qui i soldi non crescono sugli alberi. E’ assolutamente fondamentale notare la differenza nell’approccio di fondo: per gli svedesi è assolutamente fondamentale investire nella formazione e nella ricerca, dato che sono le cose che consentiranno nel PROSSIMO futuro ad un paese piccolo come la Svezia di sopravvivere competitivamente.
La differenza non è imputabile a questo o quel governo (sebbene si siano succedute impronte decisamente diverse, nel tempo, con esiti a volte disastrosi), ma a una profonda diversità nel sentire comune: quassù il bene di TUTTI è più importante del bene del SINGOLO, e solo se questa cosa è condivisa, solo se imbeve il tessuto sociale, il modello svedese può funzionare.

Trovate una descrizione dei servizi sulla pagina del sito di PresaDiretta, e potete osservare tutta la puntata (circa un’ora e mezza) su questa pagina. Per motivi conosciuti solo a Mamma Rai, è necessario scaricare un plugin per poter vedere il filmato, ma non dovrebbe rappresentare un problema, fa tutto pressappoco in automatico.

Buona visione! 🙂

Svenska För Invandrare

Ho da poco iniziato le lezioni di un corso di lingua Svedese del programma Svenska För Invandrare, ovvero “Svedese per Immigranti”. Si tratta di un corso organizzato dallo stato per facilitare l’inserimento delle persone che vengono a vivere nel pase; non solo è completamente gratuito, ma ho letto che fino a qualche anno fa si veniva pagati per frequentarlo!

Per iscriversi a questi corsi è necessario presentarsi con un documento di identità, un certificato di residenza (personbevisa) se l’avete, e ovviamente l’indispensabile personnummer, ad un ufficio dall’impronunciabile nome di VUXENUTBILDNING, parte dello UTBILDNINGSFÖRVALTNINGEN, nella vostra città. Nel caso di Stoccolma, si trova in Hornsgatan 124, a Södermalm (vedi Stoccolmappa).

Dopo essere stati registrati si procede a fare un test di verifica della propria preparazione. Il mio test è durato molto molto poco, visto che al momento il mio vocabolario spaziava fra Hej e Hej då :). In ogni caso, oltre a valutare la conoscenza della lingua, l’ “esame” serve anche per essere indirizzati al corso più adatto al proprio livello di scolarizzazione nel paese di provenienza. Esistono tre diversi percorsi formativi, che vanno dal livello A al D. Un paio di settimane dopo il test si riceve a casa una busta con data e ora del primo incontro, nel mio caso sono bastati due giorni. Continue reading