Ossibuchi alla mlanese (ricetta richiesta da Mauron in persona)


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Infarinate gli ossibuchi di vitello e metteteli a rosolare in una padella con un pochettino d’olio d’oliva. Quando saranno rosolati da entrambi i lati, innaffiate con un po’ di vino bianco, lasciate evaporare e aggiungete un trito di carote/sedano/cipolle. Fate cuocere a fuoco lento con due dita di brodo di carne (in mancanza d’altro, metteteci due dita d’acqua e un dado per brodo, però non è la stessa cosa…). Quando gli ossibuchi sono a metà cottura, potete (ma non è obbligatorio) aggiungere un po’ di salsa di pomodoro. Attenti, però: non deve diventare il sapore predominante, dunque non mettetene molto. Quando gli ossibuchi sono ben cotti, spolverate con prezzemolo fresco tritato e servite ben caldi.

VARIANTE: al posto del trito sedano/carote/cipolla potete mettere FUNGHI PORCINI.

NOTA: anche se poi non vi dovesse piacere da mangiare, è importante che gli ossibuchi cuociano COL MIDOLLO. E’ quello che dà alla pucina il sapore caratteristico.

Salve a tutti e buon appetito

Zeus da Milano (alias Picchio Premuroso per gli omini blu) Continue reading

Crema di Zucca (smodatamente buona)

Quella che vi propongo è una ricetta della bassa – ma proprio bassa; mi è giunta fin dalla lontana Cento di Ferrara. Per farla, mi faccio trovare le zucche nostrane, ovvero quelle coltivate nel lembo di nulla che si stende tra il parallelo di Carpi e quello di Mantova.
Le dosi sono per 4 suicidi o 6-8 persone che vogliono vedere l’alba del giorno dopo. Continue reading

Platessa rollée

A chi ama il pesce, ma crede di non saperlo cucinare, e vuole fare bella figura con poche complicazioni, ecco una buonissima ricetta.
Non solo è un piatto bello e colorato, ma è anche fresco e molto leggero, visto che praticamente non ci sono condimenti.

Un grazie alla mia collega Sara per questo prezioso consiglio!

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Torta Kalì (o delle 6 braccia, di cui una lavora)

Cari giovini, il fine settimana è trascorso in modo sorprendentemente quasi-analcolico (salvo una boccia di Barco Reale 2001 Tenuta di Capezzana, che mi ha un poco deluso ma che ha un rapporto qualità -prezzo comunque buono).
In compenso, mentre mi stavo sorbendo l’ultima grappa di Brunello un amico ci invita a casa sua per una cenetta, a patto che gli dessi una mano a cucinare. “Quanti siamo?”, gli chiedo. “Otto”. Io faccio i conti, e chiedo chi sia l’ottavo. “Gianni”. OK, si comincia bene: Gianni è l’ex della mia morosa, ed il fatto che lui risieda nella stessa città a due metri da dove lei lavora, ed io a 330 km mi fa pensare al menù.. nel senso che mi chiedo quale condimento sia più adeguato con la stricnina.
Gli otto poi diventeranno 14…ma questa è un’altra storia, sappiate solo che il vostro supereroe se l’è cavata con una carbonara della madonna. Facile direte voi…sì, facile…ma provate a fare spaghetti alla carbonara per 14 NELLA CASA DI UN SINGLE MASCHIO, con pentole, posate e quant’altro adatte per un tete-a -tete al massimo…
Ma veniamo alla riceta del giorno: la torta che ho portato.
Il nome che ho dato al prodotto è Torta Kalì, e capirete subito perchè.
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