Aussiefloyd: The Wall

The Wall (abies) Come avevo anticipato,ierisera sono andato a vedere lo spettacolo “The Wall” nel teatro “Circus”, un bell’edificio in legno in Djursgarden, vicino all’entrata di Skansen.

Lo spettacolo é stato grandioso! Sin dall’inizio, con l’esplosiva “In the flesh?”, proseguendo poi per tutta la storia di “The Wall”. Gli Aussiefloyd hanno ripercorso la storia di Pink nota per nota, ed era davvero difficile distinguere la loro performance da quella originale, ben impressa nella mia memoria 🙂

Un buon contributo allo spettacolo é stato dato dai video che scorrevano sullo sfondo del palco: non si trattava di spezzoni del film o dei video originali, ma di ricostruzioni tridimensionali in computer grafica, che sostituivano abbastanza degnamente i cartoni animati disegnati a mano dell’originale. Sparsi qua e là con molta ironia, c’erano canguri ovunque, i più spettacolari erano quelli sulla cemia dei famosissimi “martelli marcianti” (date un’occhiata alle foto). Il pubblico era commosso, esaltato e coinvolto, nonché vario per composizione: alla mia destra avevo una ragazza della mia età circa, alla mia sinistra un signore del tutto simile a Leo di “That’s 70s Show” che a un certo punto si é toglto gli occhiali e si é asciugato una lacrima 🙂

Alla fine del concerto, dopo “Outside The Wall”, gli AussieFloyds sono tornati sul palco per suonare alcuni bis memorabili, come Shine On You Crazy Diamond, The Great Gig In The Sky, On The Run (compreso il maialone gonfiabile che é apparso da uno degli spalti!), Wish You Here e un grandioso finale con “Eclipse”, accompagnati da video bellissimi. Una meraviglia.

Qui sotto trovate il link a un album fotografico, più tre filmati che ho girato con il cellulare, scusatemi per la loro scarsa qualità! Se a qualcuno interessano, sul mio PC ne ho una versone più dignitosa.

aussiefloyd

Is There Anybody Out There?

Waiting for the worms

Comfortably Numb (intera!)

L’emozione é stata tantissima, perché come sa chi mi conosce bene, The Wall ha un significato grandissimo per me, che in passato mi sono identificato in tutte le fasi della vita di Pink. Pensavo che rivivere tutta la storia in modo così intenso mi avrebbe riportato indietro nel tempo, invece ho notato con piacere che l’unica canzone in cui mi sia sentito nel presente é stata “Outside the wall”…

The Wall LIVE at Stockholm Circus Arena

Aussiefloyd - locandinaE’ stato un vero e proprio colpo di fulmine: mentre passeggiavo per il centro città con una mia amica, ho visto con la coda dell’occhio una locandina affissa in mezzo a molte altre, e mi sono zittito improvvisamente, andando a vedere da vicino se si trattasse di uno scherzo o meno.
La grafica era inconfondibile, il testo non dava adito a fraintendimenti: il 26 Febbraio, “Per la prima volta in più di 25 anni la leggendaria opera rock dei Pink Floyd THE WALL in concerto dal vivo nella sua interezza”!
Fin da quando, quasi un anno prima del concerto di Modena del ’97 i miei amici musicofili Roberto e Andrea mi prestarono una audiocassetta di “The Wall” copiata dal vinile per potermi preparare (sapevo a malapena che fosse un gruppo rock inglese), ho avuto il profondo desiderio di poter vedere questo concerto dal vivo, un giorno o l’altro, ovunque si tenesse in Europa. Il mio desiderio è purtroppo destinato ad essere inesaudito, vista la scissione di Roger Waters, la questione dei diritti del concept album e l’ormai venerabile età dei Pink Floyd superstiti.

Quindi, l’opportunità era troppo ghiotta per lasciarmela sfuggire: ho comperato un biglietto. Sebbene si tratti di una cover band, mi dicono che sia una delle migliori in assoluto, specializzata sui Pink Floyd: il loro nome è “Aussiefloyd“, sono australiani, ed hanno messo in scena vari spettacoli negli anni scorsi, in giro per il mondo. Quest’anno si produrranno nella riedizione integrale di “The Wall”, “un meraviglioso spettacolo che abbraccia la vera eredità dei Pink Floyd”, a detta di Roger Waters stesso (o perlomeno, a quanto riporta la locandina).

La simpatia degli australiani è piuttosto evidente anche solo giudicando un estratto delle locandine dei loro concerti precedenti:

Aussiefloyd: copertine

Ho recuperato un video dell’inizio del concerto, eccolo qui (pelle d’oca!):

“So ya
Thought ya
Might like to go to the show.
To feel the warm thrill of confusion
That space cadet glow.
Tell me is something eluding you, sunshine?
Is this not what you expected to see?
If you wanna find out what’s behind these cold eyes
You’ll just have to claw your way through this disguise.

“Lights! Turn on the sound effects! Action!”
“Drop it, drop it on ‘em! Drop it on them!!!!!”

Comfortably Numb – The Show Must Go On

Capita, a volte, che tu sia un po’… in conflitto con il mondo, e che tutto quello che tu chieda alla vita sia di startene un po per conto tuo, in pace, e far passare il momento, fino a che non sarà scivolato via e, visto con una nuova prospettiva, paia vecchio, poco significativo, e comunque parte del passato.
Capita poi a volte che, quando te ne stai lì, passi un “buon samaritano”, che, con tutte le buone intenzioni del mondo, bussi alla tua porta, scrollandoti per le spalle, cercando di svegliarti e di “farti uscire”, andare fuori, vedere gente, parlare.
Cosa della quale tu non hai la minima voglia, e magari spiegandolo rischi di offendere o sconcertare il soccorritore, caricando un pochino di sensi di colpa per nonsaibenecosa sulla tua situazione e generando un feedback negativo, che cresce, cresce a ogni inutile e inappropriato tentativo di soccorso.
Comfortably Numb (e relativa traduzione) dei Pink Floyd racconta tutto questo per conto mio: Continue reading

Pioppi

Nonostante non siano propiamente i più belli o nobili alberi del creato, io amo i pioppi, e stranamente lo conferma anche un vecchio test druidico che postai tempo fa.
Sarei pronto a giurare di aver scattato delle e-foto a un pioppeto lungo la strada che mi porta a lavorare, l’autunno scorso, ma sul PC purtroppo non ce n’è traccia, per cui ne recupero una da Google.
Il fatto è che il pioppeto è un luogo molto particolare per me, visto che simboleggia buona parte dei luoghi in cui vivo. Il loro ordine geometrico e ipnotico, i giochi di luce che filtrano fra le chiome illuminando il terreno, e ciascun albero che, paradossalmente, si erge solitario ed allo stesso momento è parte di un tutto.
Un’antica leggenda vuole che un re, a capo del suo esercito… Continue reading