Tempra

tèmpra, témpra [‘tÉ›mpra], [ ‘tempra] s.f.

trattamento dei metalli e del vetro che consiste nel sottoporli a forte calore, seguito da brusco raffreddamento, allo scopo di conferire loro maggiore durezza e resistenza alle sollecitazioni

Questo è quanto grossomodo è accaduto da ieri. Per tutto settembre l’estate ha continuato a riecheggiare nell’aria, sia per la temprature e per il sole, che per i suoi ricordi di sole, mare, leggerezza dei vestiti, birra bevuta all’aperto, idee di barbecue. Ieri, primo di Ottobre, l’attesa dell’autobus notturno per rientrare a casa aveva già fatto intuire che le cose sarebbero cambiate, aveva lanciato qualche messaggio neanche troppo nascosto facendo intravedere la condensa del fiato, qualche ramo virato al dorato (o è la luce dei lampioni?) o un profumo pulito, cristallino, nell’aria.

Stamattina la conferma: quando solito Taxi per  il solito aereo per Oslo arriva, il cielo è ancora buio. Ma soprattutto, sulle macchine si presenta, a quanto pare con un mese di anticipo rispetto all’anno scorso, uno straterello di ghiaccio. Oggi siamo scesi sotto lo zero. Ricomincia la giostra!

E con il ritorno del freddo si rafforzano i ricordi, le impressioni di normalità: comincia il secondo giro, cominciano le cose già viste: le bancarelle del cibo internazionale in Sergelstorg, la campagna contro il tumore al seno, il primo Jam durante il quale l’anno scorso ho conosciuto molti dei miei amici di oggi, il primo MTC Pub, oggi il kanelbullesdagen. E con ogni ciclo acquisiamo maggiore resistenza.

Metti una domenica a Sigtuna

Domenica sono andato con Giusi e Davide a trovare amici a Sigtuna, una graziosa piccola città a nord di Stoccolma, a un’oretta e mezzo di treno.
La giornata era meravigliosa, con un bel sole in un cielo limpidissimo, e tutto era bianco e ghiacciato. La giornata é trascorsa dentro e fuori da un paio di graziosi caffé e pasticcerie, e a chiacchierare di tutto e di niente. Non ho ancora smesso del fatto di stupirmi che tante lingue possano essere rappresentate allo stesso tavolo: eravamo tre italiani, una portoghese, una coppia di tedeschi e una copiia di canadesi, che valogono doppio essendo franco-anglofoni. Questo gruppo eterogeneo discuteva in inglese, relazionandosi con l’esterno in svedese. Incredibile.

Dopo pranzo ci siamo avventurati sulla superficie del lago Mälaren, che a Sigtuna domina il panorama, e si estende fino all’orizzonte: tutto era appiattito in una lastra bianca e lucente, su cui chiunque si spostava divertito, e con ogni mezzo possibile e immaginabile, un po come avevo visto sul Brunssviken. Qui il ghiaccio é un po più stabile che in città, e nei buoni inverni rimane fino alla primavera. A riprova di ciò, poco distande dalla spiaggia era appoggiato sul ghiaccio un grosso pietrone: il giorno in cui il ghiaccio si rompe e fa cadere la pietra in acqua, é ufficialmente arrivata la primavera. C’é anche una lotteria, in paese, per premiare chi indovina la data esatta!

Di qui é passata un paio di settimane prima una tradizionale  gara di pattinaggio che da Uppsala porta fino a Stoccolma, lungo circa 70 Km di lago ghiacciato, che l’anno scorso non é stata effettuate per… mancanza di ghiaccio.

Continuavo a pensare agli stessi posti visti a luglio, con alberi verdi e famigliole a veleggiare al largo: per rendere l’idea, guardate questo fotomontaggio che ho preparato 🙂 :

Mälaren

Ho caricato altre foto ed un filmato su Flickr:
Sigtuna

La chiesa di ghiaccio a Jukkasjärvi

Kiruna (o meglio il limitrofo paesino Jukkasjärvi) é famosa per l’Ice Hotel, l’hotel costruisto esclusivamente con ghiaccio e neve. Vengo a sapere dal quotidiano online The Local che c’é anche una chiesa di ghiaccio, ovviamente anch’essa ricostruita ogni anno. Ecco alcune foto della versione 2006/2007, proprio impressionanti!

Brunnsviken ghiacciato

“Brunnsviken” è il nome del piccolo fiordo che bagna le rive dell’Hagaparken, il parco pubblico vicino a casa mia.
Da lì partì la mia esplorazione delle acque della città, in luglio, durante una gita in kayak. Ieri, approfittando della bella giornata e dell’invio di Giusi sono andato a… camminarci sopra.
Date le basse temperature di questi giorni il lago è quasi completamente ghiacciato, e approfittando del fine settimana decine e decine di “Stockholmers” sono corsi a fare escursioni sul ghiaccio.
Sono sfruttati praticamente tutti i mezzi immaginabili, da scarponcini e pattini, ovviamente, ma anche trazione canina, pattinaggio a vela, “cordate”, passeggini con neonati e biciclette.
In Svezia non c’è un ente che verifica e comunica lo stato di sicurezza del ghiaccio, per cui non c’è un’effettiva garanzia di tenuta del ghiaccio. Molti portano due speciali rampini appesi al collo, che sono utili per agganciarsi e tirarsi su in caso di cedimenti. Altri semplicemente… non se ne preoccupano 🙂
La spessa lastra di ghiaccio nero era impressionante, attraverso la sua superficie si vedevano bolle d’aria intrappolate e “spaccati” di crepe che facevano capire che la lastra era spessa almeno 30 cm! In alcuni punti strani giochi di correnti, o “giunture” di diverse aree di temperatura e profondità, creavano strane scie sulla superficie.
Ogni tanto si sentivano cupi e profondi tonfi, che insieme ai rumori dei pattini creavano un certo spavento, come testimonia il filmato dell’album di Flickr:
(Date un’occhiata all’orario in cui sono scattate le foto e a come si presentava il cielo in quel momento!)
Iced Brunnsviken