La biblioteca di babele

(attenzione, post letterario-matematico-delirante)

Il regalo più insolito di questo natale è stato un e-ring. Una mia amica mi ha inviato attraverso i meccanismi del bookcrossing un racconto, chiedendone una piccola recensione. Se volete partecipare anche voi, ricevendo alla vostra e-mail il PDF del racconto, documentatevi a questo indirizzo: http://www.bookcrossing.com/journal/6193741.

Si tratta de “La biblioteca di Babele”, un racconto breve di Jorge Luis Borges che descrive una gigantesca biblioteca, opera probabilmente di una divinità, che contiene tutti i libri che è possibile scrivere in 410 pagine, di 40 righe di 40 lettere ciascuna. All’interno di questa biblioteca pochi sparuti esseri umani cercano febbrilmente in questi volumi la Verità, o qualsiasi altre rivelazione.

In appena qualche manciata di paragrafi, Borges accenna a moltissime implicazioni sulla natura filosofica di questa ricerca, e sulle insidie del linguaggio e del meta-linguaggio. Per ciascun argomento di cui parla un libro, infatti, esiste (almeno) una copia che ne esprime opinioni opposte, opinioni solo leggermente differenti, o versioni di altre realtà, di altre lingue, di altri linguaggi, o di tutte queste cose sovrapposte, o persino espresse in forme criptate, o scritte al contrario. Un racconto degno di essere citato (se non lo è già) nell’opera di HofstadterGödel, Escher, Bach“.

E’ una lettura incredibilmente stimolante, esattamente il tipo di speculazione mentale che piace a me. Se avete voglia di speculare mentalmente e se avrete la costanza di proseguire con il post cliccando su “continua…”, vi renderò partecipi dei miei ragionamenti e vi racconterò come sono arrivato autonomamente ad una versione più attuale dell’idea di Borges già ai tempi delle scuole superiori.

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