Pareli e la “Neve delle fate”

Ormai dovreste sapere quanto mi affascinano i fenomeni metereologici e la fisica che c’è dietro!

La settimana scorsa sono stato a Kiruna e ho scattato un paio di foto a una combinazione particolare di eventi: il primo è il fenomeno dei “pareli”, detti anche “cani solari”. Sono relativamente frequenti quando il cielo è sereno e l’aria satura di cristalli di ghiaccio, e nelle condizioni giuste diventano interi aloni, ne ho parlato meglio e con qualche foto in più qui.

Il secondo ha una base molto meno scientifica, e non so neanche se merita un nome proprio, ma io la chiamo la “Neve delle Fate”: quando il sole splende in modo particolare e il vento solleva la neve o fa turbinare l’umidità ghiacciata nell’aria, si cammina circondati da una miriade di puntini luminosi che ti danzano intorno, che ricordano anche la “polvere di fata” della storia di Peter Pan. Nelle foto qui sotto potete vedere dei puntini bianchi che danno una vaghissima idea…

Cani solari e Aloni 46°

Non sono definitivamente impazzito, quelli nel titolo del post sono nomi di fenomeni metereologici. Sono fenomeni abbastanza comuni, anche se non frequentissimi, sono parenti stretti dell’arcobaleno, e il fatto che ne esista una spiegazione scientifica non fa altro che aumentarne il fascino, la loro semplice bellezza.

I “cani solari” sono chiamati così perchè sono due luci che sorvegliano fedelmente i fianchi del Sole, e si formano quando la luce viene deviata da piccoli cristalli di ghiaccio esagonali, comuni per esempio in nuvole dette cirri. Il nome tecnico di questo fenomeno è parelio, ovvero “simile al sole”. Visto che la temperatura dell’alta atmosfera è sempre sotto lo zero a tutte le latitudini, non si tratta di un fenomeno “polare”; da quando sono qui, però, mi è capitato di osservarli più volte. Ecco un’immagine scattata qualche giorno prima di Midsommar:

A sinistra il sole (nascosto dalle nubi) a destra il parelio con le sue sfumature arcobaleno

Il parelio non è un vero e proprio sole in miniatura, la sua luce è scomposta nei sei colori dell’arcobaleno. Sapevate infatti che l’indaco non è un colore dello spettro? Lo aggiunse Newton perchè il numero 7 era molto più “bello” cosmologicamente, al contrario dei cinque e del sei, che fra l’altro non era compatibile con la supposta natura corpuscolare della luce.)

Stamattina, mentre mi affrettavo a prendere l’autobus, ho alzato gli occhi al cielo e ho visto un fenomeno simle al parelio, ovvero l’alone. L’alone è una specie di arcobaleno circolare che compare intorno al sole o alla luna. Anche questo è un fenomeno relativamente comune, ed è chiamato anche alone di 22° per l’angolo con il quale la luce del sole viene riflessa.  Gli aloni a vole si combinano con pareli ed altri “riflessi di riflessi” come gli archi circumzenitali.

Quello che mi si è presentato oggi mi ha lasciato imbabolato, ho fatto una corsa per agirare un palazzo e sono rimasto a naso in su per un po, tanto che una coppia di umarells svedesi mi ha seguito per osservare. Nel cielo terso e limipido, cristallizzato da una frizzantina aria a -11°, campeggiava un bellissimo cerchio luminoso. Si trattava probabilmente (ma non ne sono sicuro) di un ben più tenue e raro alone di 46°! La differenza con il 22° è nelle dimensioni, e nell’intensità. In queste  due foto scattate fortunosamente con l’iPhone si può vedere la parte sinistra dell’alone, completa del suo parelio, la parte destra con l’altro parelio, e buon parte dell’arco superiore. Non sono riuscito a capire se la parte superiore fosse una traccia di arco circumzenitale, oppure una nuvoletta in posizione strategica.

Alone e parelio della parte sinistra

Alone e parleio della parte destra e superiore, con possibile (accennato) arco circumzenitale

Quante belle cose che si possono vedere, solo sollevando lo sguardo e guardandosi intorno!
Mentre mi documentavo ho poi scoperto una coincidenza curiosa: il primo parelio che sia mai stato dipinto è rappresentato nel Vädersolstavlan (didascalicamente, “il dipinto del parelio”), un dipinto del 1500:

Vädersolstavlan, fonte Wikipedia

Questo quadro non solo è la prima rappresentazione di questo fenomeno ottico, ma è anche considerato il primo panorama svedese, non chè la prima “immagine” della città di Stoccolma! L’unica copia esistente dell’originale (andato perso) è conservata in Storkyrkan, la chiesa nel centro della città vecchia, ed ha un significato importante per il Regno delle Tre Corone, legato a momenti storici come l’introduzione del Protestantesimo e l’indipendenza dall’egemonia danese. In alcune importanti celebrazioni viene tuttora esposto…