Sturekatten

Durante la caccia alla Kanelbulle di Sabato mattina, mi sono imbattuto in un piccolo caffè molto molto particolare. Si trova lungo una parallela del vialone Strandvägen che collega Nybroplan a Djursgården. Ci si arriva facilmente uscendo dalla fermata della metro Östermalmstorg (oddio, tutti questi nomi a memoria!), ed imboccando la Riddargatan, che li è leggermente in salita. Sulla destra c’è un piccolo ingresso (sabato per l’occasione era decorato con ghirlande di Kanelbulle vere!) poi una porticina che da accesso ai piani superiori.

L’atmosfera è decisamente di altri tempi, le stanze sono arredate in modo non lussuoso, ma da vera “casa di bambola”: dopo aver scelto una fetta delle meravigliose torte al bancone, e pagato a cameriere vestite di nero e grembiulino bianco, e ascoltato il soddisfatto clangore di un registratore di cassa d’altri tempi (“ca-ching!”), ci si può servire autonomamente di tazze di the e caffè in varie stanzine, con tavolini, sedie imbottite e non, sedie a dondolo, divani, tutti diversi l’uno dall’altro, tutte rigorosamente stile fine-800. Dalle pareti decorate con le carte da parati più diverse, occhieggiano quadri, quadretti, dipinti, foto e finestrelle che danno sulle altre salette.

Qua e là, a dare il nome al locale, occhieggiano curiosi dei gatti di ceramica.

Purtroppo non sono riuscito a scattare foto, ma, fidatevi, merita una visitina. E’ sulla Stoccolmappa.

The most important word of the world

Oggi pomeriggio, complice il venerdì, tutte le persone presenti in ufficio si sono concesse una pausa caffè un po più lunga del solito, seduti sui divani, a bere tazze di caffè e a mangiare “cinnamon rolls” (paste alla cannella) appena sfornate dalla cucina. Questo tipo di pausa è una  vera istituzione delal cultura svedese, e ha una parola che identifica il concetto di “bere caffè insieme, mangiare biscotti o torte e fare due chiacchiere amabilmente”: questa parola è “fika“.

Quando una collega ci ha raggiunto ed ha fatto un commento in svedese dal tono deliziato, prima di sedersi, mi ha visto, e mi ha chiesto scusa, chiededomi se avevo capito cosa aveva detto.

Fra l’imbarazzato ed il divertito, le ho detto che l’unica parola che ho capito distintamente era “fika”, e lei entusiasta ha fatto un sorrisone e ha esclamanto “yes, the most important word of the world!!!”

Rischiando di soffocare, mi sono nascosto dietro un sorso di caffè, ma vi giuro che per 15 minuti buoni stavo per scoppiare a ridere.

Quanto sono avanti questi Svedesi. Per inciso, esistono anche la fikapaus (pausa fika) e il fikabröd.