Linköping

Lo scorso fine settimana sono stato ospite di Balorso e Zarinaia nella cittadina di Linköping, dopo aver promesso una visita ed essermi fatto desiderare per mesi! Tutte le curiosità riportate in questo post mi sono state raccontate da loro, in veste di ottimi ciceroni!

Ho passato delle giornate piacevolissime ed ho avuto modo di reincontrare anche Silvia e Gabriele ed Ilaria ed Alberto, visti l’ultima volta lo scorso autunno alla Blogfesten, ma non mi dilungo su questo che rimarrà nella sfera del personale 🙂

Vorrei invece comunicare le mie impressioni su Linköping: si tratta di una graziosa cittadina, con un polo universitario vicino ad un polo scientifico-tecnlogico,  oltre ad ospitare l’unica IKEA dell’Östergötland!  Insomma tradizione ed innovazione. Conoscevo molto poco di questa zona, ma in appena una giornata ho potuto apprezzare alcune perle.

Göta Kanal, un po' vuoto.

Göta Kanal, un po’ vuoto.

Prima di tutto alcune chiuse del Göta kanal, ovvero un canale navigabile che unisce la costa ovest e la costa est della Svezia, passando per diversi laghi. Il canale è stato costruito a fine ‘800 e supera i vari dislivelli attraverso chiuse “Vinciane” (orgoglio italiano!). Le chiuse che abbiamo visitato sabato non hanno dato il meglio di se, dato il ghiaccio ed il fatto che il canale fosse vuoto ed in manutenzione. Ma d’estate, con le famiglie impegnate in picnic sui vasti prati, e barchette che salgono e scendono e dondolano ormeggiate nel lago, deve essere un posto bellissimo.

Molto piacevole poi il centro, con una bellissima cattedrale gotica

La cattedrale

La cattedrale

ma soprattutto una bellissima biblioteca moderna. È un posto bellissimo, con esposizioni artistiche, un bar caffetteria, e metri e metri di scaffali illuminati da alte vetrate. In mezzo agli scaffali, ricavate all’interno di grossi cilindri, alcune stanze rotonde: alcune dedicate a volumi più preziosi, altre alle letture per bambini. Una terrazza interna è a disposizione per giornali e riviste, al piano interrato si trovano le stanze da studio. Un luogo che a me è piaciuto tantissimo, per l’atmosfera rilassata che vi si respirava e per la sua accoglienza. Se abitassi a Linköping (e conoscessi meglio lo svedese) ci passerei le mie giornate! C’è un angolo per le conferenze, e allineate alle vetrate ci sono diverse poltrone da lettura. Gli scaffali dei libri per bambini hanno una forma speciale per cui un adulto ci si può sedere DENTRO con in braccio il proprio bambino. Una meraviglia.

Panoramica della biblioteca

Panoramica della biblioteca

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Un’altra attrattiva é il museo dell’Östergötland, piccolo ma onesto e con un paio di particolarità. La prima è il museo dell’informatica, con alcuni computer su cui ho passato l’infanzia (Commodore, Amiga, Spectrum, e alcuni pionieri come l’Altair), e, udite udite, il primo server di The Pirate Bay!

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La seconda particolarità è la pinacoteca, che ospita anche “Adamo ed Eva” di Lucas Cranach del 1500. La storia di questo dipinto è particolare, perchè fu acquisito dalla Svezia come bottino di guerra, poi riposto in un castello che anni dopo bruciò completamente. I suppellettili residui furono messi in vendita, e il quadro non fu particolarmente apprezzato, anche perchè ritraeva Adamo ed Eva nudi, e per di più con l’ombelico (leggete più avanti). Venne così passato di generazione in generazione, fino a finire appeso in una toilette esterna di una casa di campagna. Impolverato e ricoperto di cacche di mosca, fu messo all’asta ma nessuno lo volle acquistare, tanto che il banditore lo portò a casa. Fu poi donato al museo che si rese conto di avere per le mani una vera opera d’arte del 1500! Ma non finisce qui: il quadro è stato usato per una sequenza della sigla della serie TV “Desperate Houswives”.

La storia degli ombelichi è curiosa: si tratta di una delle prime forti dichiarazioni “artistiche” dalla religione protestante! La concezione cattolica di allora, di prendere la Bibbia alla lettera, infatti, imponeva di ritrarre Adamo ed Eva senza ombelico, perchè creati direttamente dalla mano di Dio. Ritrarli con l’ombelico invece significa prendere le distanze dalla lettura acritica della Bibbia, e considerare il suo contenuto come un racconto, un simbolo, prerogativa appunto della fede protestante.

Altre curiosità del centro sono un bel parco cittadino lungo le sponde del fiume, con un bar/serra a forma di piramide, anche questo probabilmente molto più bello d’estate, e la piazza Stortorget, omonima di quella di Stoccolma, e come in essa vi si verificò un omonimo “Bagno di Sangue”, che però consistette in sole 5 persone.

Ma ciò che mi spingerà decisamente a tornare a fare il turista è il museo dell’aviazione, che non ho fatto in tempo a visitare. Linköping è infatti la sede della SAAB aeronautica, che ha costruito un aeroporto militare ed, appunto, un museo. Evidentemente dovevano avere sovrabbondanza di aeroplani, perchè molti sono esposti ai bordi della tangenziale in cima ad alti piloni! Le autostrade intorno a Linköping poi, sono state appositamente costruite particolarmente larghe e rettilinee, in modo da poter essere usate come piste di decollo e atterraggio in caso l’aeroporto venisse bombardato. In occasione della Festa della Bandiera (6 giugno) si sono organizzati anche air show, con la presenza di diversi aerei storici, fra i quali i mitici Saab Viggen e Saab Draken.

Amici dell’Östergötland, credo proprio vi tornerò a trovare presto!

 

La biblioteca di Sandman e quella di Babele

A quanto pare l’infinita biblioteca di Sandman non è solo infinitamente più grande della incommensurabilmente grande (ma finita) biblioteca di Babele: è anche molto, molto molto più compatta, ed è sotto gli occhi di tutti! La biblioteca di Sandman è

In quanto a compattezza, fa invidia anche alla Guida Galattica per Autostoppisti!
(leggi i link prima di pensare che sia ammattito del tutto 🙂 )

La biblioteca di babele

(attenzione, post letterario-matematico-delirante)

Il regalo più insolito di questo natale è stato un e-ring. Una mia amica mi ha inviato attraverso i meccanismi del bookcrossing un racconto, chiedendone una piccola recensione. Se volete partecipare anche voi, ricevendo alla vostra e-mail il PDF del racconto, documentatevi a questo indirizzo: http://www.bookcrossing.com/journal/6193741.

Si tratta de “La biblioteca di Babele”, un racconto breve di Jorge Luis Borges che descrive una gigantesca biblioteca, opera probabilmente di una divinità, che contiene tutti i libri che è possibile scrivere in 410 pagine, di 40 righe di 40 lettere ciascuna. All’interno di questa biblioteca pochi sparuti esseri umani cercano febbrilmente in questi volumi la Verità, o qualsiasi altre rivelazione.

In appena qualche manciata di paragrafi, Borges accenna a moltissime implicazioni sulla natura filosofica di questa ricerca, e sulle insidie del linguaggio e del meta-linguaggio. Per ciascun argomento di cui parla un libro, infatti, esiste (almeno) una copia che ne esprime opinioni opposte, opinioni solo leggermente differenti, o versioni di altre realtà, di altre lingue, di altri linguaggi, o di tutte queste cose sovrapposte, o persino espresse in forme criptate, o scritte al contrario. Un racconto degno di essere citato (se non lo è già) nell’opera di HofstadterGödel, Escher, Bach“.

E’ una lettura incredibilmente stimolante, esattamente il tipo di speculazione mentale che piace a me. Se avete voglia di speculare mentalmente e se avrete la costanza di proseguire con il post cliccando su “continua…”, vi renderò partecipi dei miei ragionamenti e vi racconterò come sono arrivato autonomamente ad una versione più attuale dell’idea di Borges già ai tempi delle scuole superiori.

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Stockholms stadsbiblioteket

Andando a spasso questo fine settimana, mi sono deciso ad esplorare un po più nel dettaglio la biblioteca cittadina, la Stadsbiblioteket, in cui ero stato solo di passaggio.

L’edificio principale della biblioteca è stato realizzato nel 1928 dall’architetto svedese E.G.Asplund, in una caratteristica forma cilindrica che la fa assomigliare a una cappelliera o a una torta di compleanno. Al suo interno il colpo d’occhio dato dagli scaffali circolari è decisamente notevole. Nelle stanze circostanti la “torre” è possibile consultare ogni genere di archivio, ed accedere gratuitamente ad Internet.
In una stanza adiacente alla caffetteria, una signora con chitarra cantava quella che sembrava una ballata tradizionale ad un gruppo di signori anziani piuttosto assorti.

Poco distante ci sono altre sezioni della biblioteca, quella per me più interessante è completamente dedicata all’informazione “contemporanea”. Nel corridoio di ingresso sono ordinati in raccoglitori decine di quotidiani di ogni nazione, con poltroncine e abat-jour per la lettura. Gli stessi quotidiani (e i loro archivi) sono consultabili su appositi computer. Al piano terra c’è una grossa sala completamente dedicata alle riviste, da “Science” e “Nature” alla versione svedese di “Burda” e “Auto Oggi”. Al piano superiore ci sono i libri in lingua straniera, fra cui un piccolo scaffale di “Italianska” da cui spiccano Camilleri, Guareschi, Faletti, qualche autore a me ignoto, ed una schiera di libri per bambini.

Tutto l’isolato, che giace ai piedi della collina dell’Osservatorio, sta per essere ristrutturato completamente. Il concorso per il progetto di rinnovamento della biblioteca è stato vinto dall’architetto tedesco Heike Hanada, che prevede la costruzione del Delphinarium, un edificio semitrasparente con disegni di foglie. Se ne possono vedere dei bellissimi video tridimensionali su questo sito: http://www.arkitekt.se/s32025 , come per esempio questa carrellata da Odenplan o questa veduta aerea.