“Sta scherzando, Mr. Feynman!”

Sta scherzando, Mr.Feynman!La maggior parte delle persone che mi piacerebbe incontrare ha vissuto la parte più intensa della vita nella prima metà del 1900. In quel periodo, la scienza abbandonava i confini del visibile per inoltrarsi nel mondo dell’invisibile, proseguendo l’affannosa ricerca dello scoprire come il mondo funziona. In pochi lustri interagirono fra loro grandissimi scienziati, filosofi, matematici, mettendo in discussione tutto quello scoperto finora, rivoluzionando il concetto di realtà, affrontando lo spinoso problema dell’infinito e del pensiero logico, e creando in pochissimo tempo applicazioni pratiche dalla devastante portata, come la bomba atomica, l’informatica, e influendo su un periodo storico tormentatissimo come quello intorno alle due guerre mondiali.
Ogni volta che sento nominare “la leggenda degli uomini straordinari” non penso a presonaggi dei fumetti, ma a persone come Fermi, Einstein, Gödel, Oppenheimer, Turing, Russel, Bohr, Majorana, si potrebbe proseguire a lungo.
Una di queste persone è R.P.Feynman, premio Nobel per la fisica e, fra l’altro, membro di quel club assurdo che fu il centro ricerche di Los Alamos. Il suo libro autobiografico “Sta scherzando, Mr.Feynman!” non parla di inestricabili equazioni matematiche o di oscure interazioni atomiche, ma racconta aneddoti di tutta una vita.
Aneddoti certo pensati per divertire, ma che danno un’idea della grande personalità, delle qualità che hanno portato “Dick” a passare alla storia scientifica.
Feynman racconta di come sin da piccolo fosse sempre stato incuriosito dal sapere come lo cose funzionano, smontando e rimontanto circuiti elettronici e rischiando di mandare a fuoco la casa, di come imparò a scassinare cassaforti, a esercitarsi nella lettura del pensiero, a disegnare e suonare i bongos, a tecniche per rimorchiare le ragazze nei club di Las Vegas, imparare il giapponese, presiedere con frustrazione una commisione su libri di testo scolastici, trovare il modo per evitare di ricevere il premio Nobel per non avere scocciature.
Questo suo modo di vedere le cose, di viverle in maniera curiosa, dissacrante non ha certo semplificato la vita sua e delle persone che gli stavano intorno, ma fa capire come ad uno sguardo razionale possa apparire insensato il mondo delle uniformi, o della pomposità dei professoroni e delle cerimonie, se il vero obiettivo che si vuole raggiungere è la conoscenza.
Nonostante il suo poco rispetto per le autorità e per qualsiasi cosa imposta senza una comprensibile ragione, o forse proprio grazie a questo, infatti, Feynman ha dato contributi in moltissimi campi, non solo scientifici, e sempre trovando il modo di divertircisi.
Leggendo questi racconti ho trovato spunti di riflessione e ho davvero riso moltissimo, anche quando nel cuore della notte mi sono alzato per provare in cucina la triboluminescenza delle zollette di zucchero.
Adoro quest’uomo.

Persepolis – Marjane Satrapi

L�€™edizione di Repubblica che raccoglie l�€™opera completaPersepolis” è il racconto a fumetti dell’infanzia dell’autrice, Marjane Satrapi, cresciuta in Iran nel difficile periodo di transizione fra la rivoluzione islamica e la guerra del golfo.
L’opera mi ha colpito moltissimo, perchè i disegni ed i testi sono semplici, schematici, ridotti al minimo, e nonostante quest
o (o proprio grazie a questo?) hanno una forte, fortissima carica emotiva.
Persepolis - una tavolaUna curva più o meno accentuata sul tratto di una bocca, nell’inclinazione dello sguardo, in un’occhiaia o in un paio di labbra a “cuoricino” esprimono un bagaglio intero di emozioni, di stati d’animo, o aiutano a riconoscere persone ed identità in momenti in cui tutte le protagoniste portano il velo.

E’ facile commuoversi e capire il vissuto di questa ragazzina, persino emozionarsi nel vederla crescere e cambiare fisionomia e pensiero, nonostante i fatti siano sempre raccontati in modo piuttosto asciutto, quasi distaccato.
Mi è servito anche per conoscere qualcosa di più su quella che una volta era la Persia, e oggi è un paese con un passato prossimo, un presente ed un futuro molto incerti.
Consigliatissimo.

L’opera è stata pubblicata in diverse edizioni e in due o quattro volumi, ma la versione più comoda è quella che pubblicò La Repubblica nella serie “i classici del fumetto”, con la serie completa.

Nel 2007 è uscito un film di animazione (scheda su IMDB) che, a giudicare dalle immagini, ha mantenuto lo stesso stile, anche se passando dal bianco O nero al “bianco e nero”. Sembra interessante.