L'organizzazione dei turni

 

 

 

Tutto il campo è gestito materialmente da volontari, che si succedono in turni di due settimane.

La coordinazione di tutta l'operazione è affidata all'ufficio della Protezione Civile della Provincia di Modena.

Lì si tiene strenuamente testa alla burocrazia e alle lungaggini imposte dai "collaboratori" Albanesi, ed è solo grazie al loro lavoro che a noi è possibile essere qua.

La storia di un turno è questa:

  1. I dati dei volontari vengono raccolti dalla Consulta del Volontariato e dalle associazioni che aderiscono alla Protezione Civile.
  2. I volontari prescelti per il turno vengono ricontattati telefonicamente, e invitati a partecipare ad una riunione.
  3. Nella riunione si spiega la storia del progetto, la situazione attuale del campo e si danno le prime indispensabili indicazioni per affrontare il viaggio e... la permanenza.
  4. Giunge l'ora X: i volontari, bagagli alla mano, si trovano presso la sede della Provincia e salgono sul pullmann, alla volta degli imbarchi di Ancona, Brindisi o Bari.
  5. Il mitico GinoUn tranquillo viaggio sul traghetto dove se si è fortunati (la stragrande maggioranza delle volte) si dorme nelle cuccette, altrimenti se si ha la sfortuna di capitare su un cargo ci si adatta nei posti ponte o sui mezzi.

  6. Allo sbarco in Albania si affrontano due dei problemi più grossi di tutto il viaggio: l'impatto con il porto di Durazzo, non propriamente turistico, e la Dogana Albanese. I tempi di sdoganamento spaziano fra le 3 e le 48 ore!! Per fortuna il problema affligge solo i camion, ed il pulman ha sempre proseguito (quasi) subito.
  7. Se si arriva in serata il viaggio versoShkodër è improponibile: ora è approntato il campo Miami Beach, ma noi abbiamo avuto la fortuna (!) di alloggiare al lussuoso (!!) Hotel Florida!!! Lì si appoggiano tutti i volontari in transito verso altri campi, e vi pernottano tutti quelli che lavorano a Durazzo e dintorni... un concentrato di parlate delle varie regioni ed un concerto di tute giallo fosforescente, arancioni e verdoni!
  8. Il viaggio verso Shkodër è suggestivo secondo molti aspetti: il paesaggio naturalistico affascina profondamente, ma la situazione di abbandono della maggior parte delle strutture fa riflettere su quanto qui la situazione sia al di sotto dei limiti della povertà. Le strade sono ridotte in condizioni veramente pietose, e sono disseminate di rottami di automobili private di qualsiasi cosa che non sia telaio o carrozzeria. Le campagne albanesi sono costellate da 700.000 bunkers di cemento armato, ormai abbandonati. Fra queste cose sfrecciano nuovissime Mercedes (dalla targa italiana), che si specchiano nelle onnipresenti parabole per la ricezione satellitare....
  9. Finalmente l'arrivo al campo: dopo circa 150 kilometri, percorsi in un tempo variabile dalle 4 alle 6 ore, si arriva in vista della Fabbrica dei Tappeti.
  10. La vera e propria vita da campo comincia ora, con la sistemazione nella palazzina ed i turni di lavoro nella gestione tecnica e nell'animazione del capannone. Qui ognuno, in base alle proprie capacità, svolge un servizio durante la giornata, coordinata dal capocampo. Verso sera è veramente molto piacevole prendere un po' di fresco nel cortiletto interno, fra i giochi dei ragazzi.
  11. Alla fine del turno si ripercorre il viaggio inverso, facilitato dal mancato sdoganamento dei camion. Ancora non sono tornato, quindi non vi possoi dare più notizie in merito...

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