Il corpo delle donne

In questi giorni gira sulla rete un breve documentario intitolato “Il corpo delle donne”, in cui si riflette sull’identità femminile proposta dalla televisione. Si può guardare interamente su YouTube:

Osservando i volti delle donne nel documentario non potevo fare a meno di pensare a un breve spezzone di televisione mattutina, in cui tre “donne VIP” assistevano e commentavano la presentazione di quella che è una VERA donna, almeno per la mia opinione.
Si tratta di “Elasti”, la scrittrice di un blog che si chiama nonsolomamma. E’ una donna che si lamenta dei suoi capelli a carciofo, che si concede ogni tanto la crema idratante, che ha una famiglia complessa e articolata, e condivide con chi la vuole ascoltare paure, ansie, desideri, felicità di una vita grossomodo normale, e per queste cose è più donna e femminile di molti tacchi a spillo e Rimmel messi insieme. Fate voi il confronto:

Il post in cui racconta il modo in cui ha vissuto questi pochi minuti si intitola “in tivvù“.

Ne approfitto per farle gli auguri per la sua nuova maternità!!! In bocca al lupo, Elasti!

Buon Midsommar!

20090616470
Sto uscendo da due settimane impegnativissime, sempre in giro anche nei week-end, con qualche sporadica puntata a Oslo. Sono appena rientrato dall’aeroporto, perlappunto. Ho un sacco di e-mail di gente a cui voglio bene e a cui devo rispondere, ma ora chiudo il PC, preparo lo zaino e poi vado a nanna. Domattina ho un appuntamento con la signora che vedete nella foto. Mi aspettano quattro giorni di barca a vela sull’Arcipelago, festeggiamenti, barbecue e celebrazioni. Tutto il resto dovrà aspettare fino a lunedì 😀 .

Ecce körkort!

korkort

Magnificat anima mea Dominum,
et exsultavit spiritus meus in Deo salvatore meo,
quia respexit humilitatem ancillae suae.
Ecce enim ex hoc beatam me dicent omnes generationes,
quia fecit mihi magna, qui potens est,
et sanctum nomen eius,
et misericordia eius in progenies et progenies
timentibus eum.

La scomparsa di Majorana

majoranaLeonardo Sciascia, ed.Adelphi

Ettore Majorana era una delle menti più brillanti della fisica di inizio 900, ha sviluppato e anticipato molte delle teorie più importanti sulla struttura degli atomi, correggendo i lavori di Heisenberg e Fermi senza apparente sforzo, e senza mai darsi il disturbo di pubblicare le sue scoperte ufficialmente e rivendicarne la paternità.
Uomo schivo, ritirato e solitario, all’alba della nuova era atomica e della seconda guerra mondiale, nella primavera del ’30 scrive due lettere di suicidio, le smentisce e fa perdere le proprie tracce. Da allora non se ne é saputo più nulla.
Leonardo Sciascia racconta i tratti salienti della vita di Majorana, dando un’interpretazione della sua psicologia e di quella dell’Italia di quei tempi, resa vivida da stralci di verbale della polizia fascista e da dichiarazioni di persone che gli sono state vicine.
Il mistero non é risolto, ma guardare al mondo della ricerca di quel periodo attraverso il racconto di un altro grande personaggio del Novecento, come in uno specchio riflesso da uno specchio, é una piacevole esperienza.

Il segreto di Monkey Island vivrà di nuovo!

Ciao! Mi chiamo Guybrush Threepwood, e voglio diventare un pirata!

Nonostante siano passati 20 anni, molti si ricorderanno di questo incipit. Si tratta della frase di apertura di uno dei giochi che hanno fatto la storia delle avventure, “Il segreto di Monkey Island“.

http://www.lucasarts.com/games/monkeyisland/

Questa estate lo stesso identico gioco sarà di nuovo sugli scaffali, aggiornato alle moderne tecnologie (ben più degli originari 256 colori, dialoghi registrati e non semplicemente scritti sullo schermo), per diverse piattaforme!

Lo ha annunciato qualche giorno fa lo stesso autore, Ron Gilbert, sul suo blog Grumpy Gamer. Nello stesso post racconta di alcuni dettagli e della storia di alcune scelte…

che meraviglia! Il gioco non è cambiato, ma io sicuramente sì. Non vedo l’ora di rigiocarlo. Harrrr!!!

Grazie al mio amico Matteo per la segnalazione!

Hellsongs

L’ottavo giorno Satana disse: sia fatta la musica Lounge

Come è noto, la Svezia è una delle patrie dell’Hardcore, il rock più selvaggio, scatenato, e… satanico, non senza una fortissima dose di ironia. In un posto in cui tutto è ordinato, pulito, educato e silenzioso, deve essere forte la tentazione per un gruppo di ragazzi di “trasgredire” con abbigliamento e musica, salvo poi appendere il giubbotto di pelle alla fine dell’università 🙂

Vi voglio segnalare un gruppo di Göteborg che aggiungendo ironia all’ironia, ha deciso di reinterpretare dei classici del rock con uno stile decisamente… personale. Loro si chiamano “Hellsongs“, e hanno un sito simpaticissimo, con alcuni video e un link a myspace dove si possono ascoltare altre canzoni.

La mia preferita è la cover di un iper-classico che tutti avete sentito, vediamo se riuscite a indovinarne il titolo prima di arrivare al ritornello!

Impressioni di voto

Alla fine le mie preoccupazioni si sono rivelate vane: votare per il Parlamento Europeo si è rivelato piuttosto semplice, forse pure troppo.

Il mio seggio era in un asilo, decisamente simpatico operare un diritto civico fra pareti coperte di acquerelli e manine su fogli alle pareti, con il cestino dei calzini spaiati 🙂 . All’ingresso, in un raccoglitore, ci sono le schede di tutti i partiti:

p1110359

Se ne possono raccogliere quante se ne vuole, da portare poi nella stanza della votazione. Questo in genere ovvia al problema incontrato da Krallo, seppure in modo non molto elegante. Appena entrato, e prima di aver presentato qualsiasi documento, mi è stata data una busta e mi è stata indicata una “cabina” elettorale. Dietro la tenda, ho scelto la scheda del partito che volevo votare, ho apposto una crocetta sul nome del candidato (ma è opzionale), ho infilato la scheda nella busta e l’ho chiusa. Alcune delle schede rimanenti (ne ho preso anche di doppie) le ho infilate nel libro che avevo con me, da portare a casa come souvenir.

Uscito, mi sono presentato al banco, dietro al quale c’erano tre persone. Ho consegnato la busta, il passaporto ed il documento, un controllino, ed oplà, la busta è finita nell’urna, senza nessuno problema.

Un’operazione semplice, veloce, senza controlli approfonditi e rituali come matita copiativa, proclami come “Boffardi ha votato”, o qualsiasi segno di presenza di forze dell’ordine.

Ah, la bellezza dell’ingenuità e della semplicità…

Oggi si vota

Come avevo scritto in precedenza, quest’anno eserciterò il mio diritto di cittadino dell’Unione Europea votando per ‘Europarlamento qui in Svezia, in quanto residente.

Piuttosto preoccupato dalle mie recenti esperienze con i documenti (leggi qui,  o al limite qui), ho preparato tutto l’armamentario a mia disposizione per riuscire a votare senza intoppi:

Documenti elettorali
Prima di tutto la Röstkort, la carta di voto, ovvero la cartolina elettorale con il mio numero di registrazione al voto, e l’indicazione della circoscrizione e del luogo di voto. E’ arrivata per posta un paio di settimane fa, qui non usa la tessera elettorale.

Poi abbiamo il passaporto, che dovrebbe essere sufficiente. In aggiunta, una stampa della pagina del sito dell’ente elettorale con scritto che il passaporto è un documento valido (ma ahimè non è citata la nazionalità del passaporto necessario, vedo potenziali problemi) ed anche il Personbevisa, il documento d’identità rilasciato dall’anagrafe/ufficio delle imposte.

A mali estremi, posso produrre una carta di credito della Nordea, e la tessera di socio COOP. Di più non saprei….

som kom först hönan eller ägget?

Ovvero, “è nato prima l’uovo o la gallina?”

La settimana scorsa ho dovuto litigare con il commesso di un negozio facente le veci di ufficio postale per ritirare una raccomandata. Subodorando problemi, mi sono presentato con la lettera di ritiro, il passaporto e il personbevise (un certificato di identità rilasciato dall’anagrafe).

L’impiegato era un po perplesso, ma stava andando tutto liscio, fino a quando ha notato che la raccomandata proveniva da una banca, PER CUI ha deciso che fosse necessario un documento d’identità svedese. Sono riuscito a ritirare la mia lettera dopo tre tentativi, due telefonate alle Poste, una minacciata chiamata alla Polizia, e un’intercessione dell’ufficio centrale, a patto di chiarire che il mio passaporto era sì della UE, ma non bulgaro o rumeno.

La necessità di una benedetta tesserina di plastica è sempre più pressante. Visto che dal primo di giugno lo Skatteverket ha centralizzato il rilascio delle carte d’identità degli immigranti (prima era appannaggio di banche e uffici postali, ognuno con le sue regole più o meno ufficiali) sono andato a leggere come ottenerne una.

Occorre avere un documento che attesti la propria identità, come un’ID Card svedese (che fanno, prendono in giro?), una patente svedese (non ce l’ho, ancora) o un passaporto della UE (ah, ecco)  rilasciato dopo il 1 Settembre 2006 (d’oh! Il mio è del 2005!). In alternativa, una persona che possa garantire per te, ma che deve necessariamente essere parente, poliziotto, tutore che possa garantire per te, che sia schedato insieme a te e non meglio definitamente “responsabile” per te. Direi che non ci siamo.

Fortunatamente la pratica per la conversione della patente è quasi giunta a termine. Oggi è arrivata una cartolina su cui apporre la foto e la firma e da rispedire alla Motorizzazione, che le digitalizzerà e le stamperà sulla patente. Finalmente un ID valido! E con la patente, potrò richiedere anche la mia carta d’identità.

Dunque, leggiamo: la patente verrà spedita per raccomandata (oh dio, no, eh?) -  Per ritirarla sarà necessario presentare un documento d’identità (nonono, no dirmi che…) rilasciato dallo stato svedese, ad esempio la carta d’identità. (AAAARGH!)

La vedo una questione problematica.