Video Chat su GMail

Google sta lanciando una nuova funzionalità di GMail! Se il PC ha una webcam ed un microfono, sarà possibile “videochattare” o “videochiamare”, esattamente come con Skype e MSN.

Maggiori informazioni sull’apposito sito di Google, un breve video esplicativo qui sotto. Pare che questa funzionalità sia stata scritta da un programmatore Google in Svezia 🙂

Stasera Hockey

Stasera Partita di Hockey, il MoDo in livrea bianco-rossa-verde affronta in trasferta il Djursgården, una delle due squadre di Stoccolma.

“C’è solo UNA SQUADRA in Stockholm. Ci Vediamo all’Hovet”

Il riferimento all'”altra” squadra è per l’AIK (pron. “aicò”), che sta al Djursgården grossomodo come il Milan all’Inter 🙂

Preparativi per il Natale

Probabilmente sarò molto poco in città per il periodo di Natale, per non parlare del giorno di Santa Lucia in cui sarò in viaggio. Credo però che riuscirò a gustrami l’atmosfera almeno in parte, dato che, una volta lasciatisi alle spalle Halloween, cominciano i primi preparativi per l’Avvento.

In Gamla Stan stanno cominciando a mettere le luminarie, nel giro di un fine settimana sono sorti due abeti (non ancora decorati, però), le piste di pattinaggio sono quasi completate. Nei negozi compaiono le prime decorazioni, da delicate palline in vetro a enormi cervi luminescenti.

Ma la mia scoperta sono le Papperstjärnor: di tutte le dimensioni e colori (ma prevalentemente nero, bianco e rosso), semplici o traforate, sono delle stelle di carta da appendere alla finestra, dentro le quali è possibile appendere una lucina. Da questo fine settimana, ha preso il posto della abat-jour come luce davanti alla finestra di casa mia, insieme all’orchidea regolamentare che mi è stata regalata.

Per dare un ulteriore tocco di romanticismo sabato, andando a spasso per Gamla Stan, sono incappato in una cerimonia molto suggestiva: nella piccola chiesa tedesca si stavano assiepando decine e decine di bambini, ciascuno reggendo una lanterna fatta di carta con all’interno una candela o una lucina a pile (ma non mancavano pile “maglite” o persino spade laser!), sorretta da un bastoncino. C’erano lanterna a forma di palloncino, di sole, di drago, di pesce, di aeroplano, ma anche a forma di zucca, di orologio… in un angolo della chiesa un gruppo di volntari aiutava bambini e genitori a costruirne di nuove. Dopo una breve spiegazione della storia di San Martino, tutti i fedeli si sono avviati lungo i viottoli del centro medievale, cantando una canzone dedicata a San Martino, in tedesco.

Ho conosciuto una signora italiana sposata con un tedesco, che mi ha spiegato che per questa stagione arrivano a Stoccolma decine di persone di origine tedesca, da ogni parte della Svezia. Ho provato a girare un video, ma non si vede praticamente nulla. Si può però intuire l’atmosfera, grazie alla canzone cantata in coro e alle fioche luci delle lanterne e delle finestre di Gamla Stan.

Stockholms stadsbiblioteket

Andando a spasso questo fine settimana, mi sono deciso ad esplorare un po più nel dettaglio la biblioteca cittadina, la Stadsbiblioteket, in cui ero stato solo di passaggio.

L’edificio principale della biblioteca è stato realizzato nel 1928 dall’architetto svedese E.G.Asplund, in una caratteristica forma cilindrica che la fa assomigliare a una cappelliera o a una torta di compleanno. Al suo interno il colpo d’occhio dato dagli scaffali circolari è decisamente notevole. Nelle stanze circostanti la “torre” è possibile consultare ogni genere di archivio, ed accedere gratuitamente ad Internet.
In una stanza adiacente alla caffetteria, una signora con chitarra cantava quella che sembrava una ballata tradizionale ad un gruppo di signori anziani piuttosto assorti.

Poco distante ci sono altre sezioni della biblioteca, quella per me più interessante è completamente dedicata all’informazione “contemporanea”. Nel corridoio di ingresso sono ordinati in raccoglitori decine di quotidiani di ogni nazione, con poltroncine e abat-jour per la lettura. Gli stessi quotidiani (e i loro archivi) sono consultabili su appositi computer. Al piano terra c’è una grossa sala completamente dedicata alle riviste, da “Science” e “Nature” alla versione svedese di “Burda” e “Auto Oggi”. Al piano superiore ci sono i libri in lingua straniera, fra cui un piccolo scaffale di “Italianska” da cui spiccano Camilleri, Guareschi, Faletti, qualche autore a me ignoto, ed una schiera di libri per bambini.

Tutto l’isolato, che giace ai piedi della collina dell’Osservatorio, sta per essere ristrutturato completamente. Il concorso per il progetto di rinnovamento della biblioteca è stato vinto dall’architetto tedesco Heike Hanada, che prevede la costruzione del Delphinarium, un edificio semitrasparente con disegni di foglie. Se ne possono vedere dei bellissimi video tridimensionali su questo sito: http://www.arkitekt.se/s32025 , come per esempio questa carrellata da Odenplan o questa veduta aerea.

Glögg, Zucca (molta Zucca), Nocino e Raffaella Carrà

Ispirati dalle zucche viste il giorno prima a spasso per cimiteri, o forse dal morso del freddo che richiama al consumo di calorie, o forse dalla nostalgia gastronomica dei lidi natii, io, Marta, Giusi e Davide abbiamo dedicato questo pomeriggio alla Zucca.

Dopo una disperata caccia per i negozi aperti al sabato sera  o alla domenica mattina, Davide è riuscito ad accaparrarsi l’ultima zucca di Stoccolma (“mi è rimasta solo l’ultima, ma è una di quelle da mangiare, va bene lo stesso?”) e gli indispensabili amaretti.

Nel pomeriggio, confortato da un glögg corretto vodka, ci siamo trovati per questo antico rito collettivo, che è la preparazione della pasta fatta in casa: il ripieno è stato composto secondo la ricetta mantovana, con zucca, noce moscata, formaggio, amaretti e mostarda di mele (sacrificando alla causa una vaschetta di importazione). La pasta all’uovo è stata tirata con la perizia dei principianti, ma alla fine il risultato è stato assolutamente ottimo.

Come secondo zucca al forno, e per dolce una Pumpkin Pie (torta di zucca americana) confezionata da Marta secondo i precisi dettami di Martha Stewart, con zenzero e cannella e un ciuffo di panna metà acida / metà montata. Per digerire un paio di buoni bicchieri di nocino, anch’esso di importazione.

Tutta la serata e le chiacchiere successive sono state allietate dal sottofondo musicale dei più grandi successi di Raffaella Carrà. Una volta che l’accumulo calorico ed il tasso alcolico da nocino hanno raggiunto i livelli di guardia, si è cominciato ad aggiornarsi sulle sorti di personaggi quali Timperi, Iapino, Boncompagni, ed altre star di ugual calibro. Presi dall’entusiasmo, e sbalorditi (con tanto di applauso spontaneo) dal sito web di Carramba che Fortuna, si è deciso per l’acquisto di parrucche bionde e per l’organizzazione di una serata autoironico-celebrativa durante una diretta TV della Biondissima.

Anche questo è un modo per celebare degnamente un fine settimana 🙂

Allhelgonahelg

Ieri era la giornata di Ognissanti, o Allhelgonahelg qui in Svezia.

Smaltita in fretta la nottata di Halloween, che ha lasciato qualche piccolo segno nella cronaca locale e in un’anomala presenza di cornina rosse, orecchie da gatto, ragnatele e pipistrelli nella popolazione della Tunnelbana, Stoccolma si è svegliata nei preparativi della giornata del ricordo.

Qui Ognissanti e il giorno dei morti coincidono, e la giornata di festa è dedicata al ricordo delle persone scomparse e all’accensione di candele, simbolo onnipresente nell’inverno svedese, simbolo della luce che sconfigge il buio incalzante, ed il cui significato si può leggere su molti piani differenti.

Insieme ad amici sono andato a Skogskyrkogården, un enorme cimitero nel sud della città, che accoglie protestanti, cattolici, ebrei, mussulmani, e religioni orientali. L’atmosfera non è mesta come ci si potrebbe immaginare, si prende parte ad un enorme rito collettivo. Un costante afflusso di persone si presenta agli ingressi, uscendo dai mezzi pubblici che attraversano anche il cimitero stesso (!). Appena fuori, qualcuno si attarda in ordinate file davanti ai  venditori di Korv (la versione svedese dell’Hot Dog). Alcune bancarelle vendono corone di rami di abete e pigne, che preso dall’entusiasmo avevo scambiato per corone natalizie da appendere alle porte! Sono invece corone da deporre sulla tomba, ben più resistenti dei fiori alle gelide temperature invernali.

Poco più in là, un banchetto gestito da volontari della chiesa locale vendono tazze di caffè caldo e glögg.

Il cimitero ha ben poco a che fare con il luogo familiare a noi italiani: si tratta di una sterminata distesa verde, ombreggiata da pini e betulle, in cui piccole basse lapidi fanno capolino dall’erba, in mezzo a piccoli sentierini asfaltati. E’ impossibile vedere i confini del parco, che si distende sulle colline circostanti. Nonostante siano tre del pomeriggio, il sole si vede solo attraverso i rami degli alberi.

L’aria è gelida, le pozzanghere ed i laghetti sono ghiacciati, l’erba e le foglie calpestate scricchiolano.

Lungo i sentieri centinaia di persone passeggiano, portando con se dei ceri bianchi; c’è un’incredibile aria di serenità, i bambini scorrazzano sotto il controllo dei genitori, ma molte persone hanno lo sguardo assorto. Qua e là si intravedono piccole chiesette o cappellette, apparentemente aconfessionali, con lo stile delle classiche casette dei boschi, ma con l’aria di piccoli templi aconfessionali.

Al centro del parco la gente si concentra in una cappella monumentale, dal quale si vede la collina più alta, il Meddellund, o “luogo della memoria”. La collina è ricoperta da un basso prato verdissimo, e coronata da un cerchio di alberi e da un muretto quadrato. Il muretto è coperto di candele, ceri, fiori, piante, ed abbraccia decine di persone con il loro personale carico di ricordi, memorie, e mancanze.

La collinetta vicina è al limitare del bosco, e il sentiero per arrivarci è delineato da una lunghissima fila di ceri e luci, fino alla sommità, dove un piccolo monumento segna il posto in cui vengono deposte le ceneri più vecchie, o senza nome. Qui le luci e le persone formano un tappeto unico, in mezzo ai ceri fanno capolino cuori di erba ed aghi di pino intrecciati, fiori, messaggi scritti su biglietti.

Tutti sono seri, assorti ma vagamente sorridenti, i bambini aiutati dai genitori o dai nonni accendono sempre nuove luci. La Svezia ha contato moltissime vittime nello Tsunami del 2001, dato che il sud est asiatico è una meta popolarissima per le vanace invernali, e non sono pochi i messaggi con disegni dedicati a “mamma och pappa”.

Il sole cala in fretta, così come la temperatura. Cerchiamo di salvarci dal congelamento in una tenda riscaldata in cui operatori e computer sono a disposizone dei visitatori per trovare le tombe dei familiari, che peraltro sono accessibili anche sul sito http://hittagraven.stockholm.se/ . Graziosi libretti con consigli sulla manutenzione delle “graven” sono disposizione, ovviamente gratuitamente.

Cominciamo a ripercorrere lo stesso giro in senso inverso, ormai sono le quattro e mezza e la luce del sole è ridotta a una fascia viola brillante all’orizzonte di un cielo limpidissimo. Con l’oscurità si vede il Globen acceso di blue e rosso spiccare dagli alberi, e mano a mano che si risale sulle colline il panorama lascia senza fiato: ovunque, sotto gli alberi, in campo aperto, sparpagliate o allineate lungo le stradine, piccole lucine brillano nell’oscurità, migliaia di persone, storie, ricordi, affetti.

Mentre ci avviamno all’uscita molte persone continuano ad entrare. Altre, come noi, si stanno incamminando verso casa, pregustando il calore di una fika fra le mura di casa. Lasciato alle spalle Allhelgonahelg, cominciano ad apparire le prime luci alle finestre riflesse dal ghiaccio, i primi safranbulle, i primi fumanti bicchieri di glögg. E’ già il momento di pensare a Natale.

15 pixel di notorietà

Se tutto funziona come dovrebbe, dovrei avere una microscopica particella di esposizione telivisiva, nei panni di Felix Shroedinger, in una scena su FaceBook di una serie poliziesca della TV svizzera. Spero sia qualcosa di altrettanto divertente della serie di Aldo, Giovanni e Giacomo.