Tu non Armani più

Ricordate la questione del povero Luca Armani, produttore di timbri che, quando internet era ancora un giochino per geek, registrò il dominio Armani.it, per poi vedersi riversare addosso una causa legale plurimiliardaria da Armani Giorgio?
Al contrario delle favole, qui il male trionfa. Visto il costo degli atti legali ed il rischio di dover pagare una penale da 2500€ al giorno arrivata ormai a quote stratosferiche, ha rinunciato alla difesa.
E’ da notare che invece un certo Marcello Gucci, produttore di vestiario all’ingrosso, fu assolto dalle stesse accuse perche “non poteva crearsi un pericolo di confusione perché quegli stessi operatori non avrebbero mai confuso un capo di alta gamma Gucci con un capo economico proveniente da Marcello Gucci”.
Se invece fosse reale il rischio di comperare un timbro Armani quando in realtà si voleva un vestito, lo lascio giudicare a chi abitualmente compra Armani.
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Ma tu dove lavori? (Claudio)

ClaudioClaudio
Ho pensato per anni che Claudio facesse parte dello stabile all’interno del quale lavoro, o che almeno abitasse qui. In qualsiasi momento passassi, notte, giorno, festivi e feste nazionali, la luce del suo ufficio era sempre accesa.
Da quando ci siamo trasferiti al terzo piano, è il panorama principale delle finestre interne del nostro ufficio.
Conosce tutto di tutto, per quanto riguarda l’informatica: è impressionante. A volte digita comandi che sembrano di un sistema operativo in sanscrito, e il più delle volte funzionano. A volte non funzionano, e si lancia in alte imprecazioni e in irati discorsi, anche quando è da solo in ufficio, il che è abbastanza impressionante.

Ma tu dove lavori? (Franco)

FrancoFranco
e’ un nostro ex compagno di banco. Proviene dai Cobolisti Anonimi, e dopo un po di esperienza di programmazione è stato dirottato e incoronato Project Manager. Sopravvive a temperature irraggiungibili per l’uomo medio: in luglio, in un ufficio di 2 metri per due con aria condizionata spenta, una temperatura esterna di 38°C e una interna stimata sui 42°, dall’interno della maglietta di cotone e della polo ha esclamato “brr, ho uno sgrisore!” (brivido, ndr).
E’ tornato dalle vacanze estive con un paio di baffi che, assieme alla sua firma che inizia per Z, e alle sue imprese a nostro favore, in difesa dai commerciali, gli hanno fatto meritare l’appellativo di Zorro.

Ma tu dove lavori? (Nico)

NicoNico
è l’altro mio abituale e affezionato compagno di banco. Ha una chioma bionda indomabile, e, nonstante il suo carattere mite e sempre sorridente, va quasi tutti i giorni in palestra e ha due braccia da scaricatore di porto.
La cosa che nessuno riesce a capire è come si ritrovi il fisico che ha, visto che la sua giornata-tipo in palestra consiste nel chiacchierare con tutte le ragazze del circondario.
Nico, infatti, vive all’interno della cerchia di ragazze più numerosa che conosco, dopo Non è la Rai.
A volte dice “stasera esco con i miei amici”, e viene sempre visto come unico uomo in compagnia di almeno una decina di ragazze. E’ preoccupato perchè non ha la morosa. Mah.
Ha un’autonomia alimentare di meno di due ore, alla quale sopperisce con infusi e barrette di muesli. Il cassetto della sua scrivania, detto anche “cassetto delle meraviglie”, è sporadicamente oggetto di incursioni da parte della Donna Delle Pulizie, dato il suo contenuto di caramelle, snack, cioccolatini, crackers, mentine e zampone precotto.

Ma tu dove lavori? (Glauco)

GlaucoGlauco:
E’ uno dei miei compagni di banco. E’ arrivato ad un picco di tre lavori contemporanei, uno di giorno (qui), uno di notte (al cinema) e uno nelle sere di chiusura del cinema. Adora fare molte cose contemporaneamente, ha aperte una media di trentacinque finestre sul PC, che fra l’altro riavvia solo in occasione di riallineamenti extraplanetari. E’ un impiegato specializzato, soprattutto nel gioco Marvel Super Heroes della Capcom. Sembra imbronciato, ma in realtà è una persona serenissima; è solo che sta sempre pensando ad altro.

Brevetti Software

Vi segnalo una campagna a mio avviso molto importante, che però (come al solito) passa sotto un grande silenzio mediatico.
Esiste una lobby, in seno al Parlamento Europeo, che spinge per l’approvazione di una legge sui brevetti software. Non è, come è facile pensare, una questione di lotta alla pirateria o simili.
Si tratta invece di dare alle aziende la possibilità di brevettare “procedimenti software” per ottenere un risultato. Cosa che detta così non dice niente, ma permetterebbe in realtà a grandi aziende (che hanno capitali da riversare in una questione legale) di rivendicare la prioprietà di un concetto realizzato tramite software. Per capirci, il “doppio click”, il concetto di “link” o di “finestra” sono già oggetto di cause legali negli stati uniti, dove brevetti di questo tipo sono ammessi.
Una legge di questo tipo consentirebbe alle aziende più grandi (e più danarose) di controllare ed annientare le piccole software house “scomode”, (per non parlare delle comunità open source), attraverso cause legali di richieste di danni miliardarie.

E questo, attenzione, anche quando non potessero provare di detenere effettivamente il brevetto. Solo le spese legali necessarie per dimostrare la propria buona fede possono tranquillamente affossare il bilancio di una piccola compagnia.
Notizie più approfondite le trovate su http://www.nosoftwarepatents.com/ (in italiano) o su svariati articoli di Punto Informatico.

Ma tu dove lavori?

Io faccio sempre fatica a rsipondere a questa domanda. La cosa più alla portata dell’esperienza comune che mi viene in mente (mi amadre lo dice sempre) è “io lavoro NEI computer”, ma per motivi semantico-claustrofobici cerco di dirlo il meno possibile.
Se volevate farvi un’idea, fino all’altro ieri (se conoscete l’inglese) potevate cercare di leggere le strisce di Dilbert.
Da un po di tempo, grazie al cielo, sono riprese anche le strisce di To Be or Net to Be, ambientate all’interno della fantomatica Immanet, ed è uno dei motivi che mi stimola ad alzarmi la mattina e raggiungere la connessione a Internet del mio ufficio:




La cosa tragi-comica di questi fumetti è che tutti i personaggi sono assolutamente riconoscibili nel mio ambiente di lavoro, e a volte ho il dubbio che le possa capire solo chi lavora qui dentro, certe battute.
Ispirato da queste strisce, o semplicemente per sfruttare la frustrazione dovuta al lavorare da noi e ai tempi d’installazione di Visual Studio .NET sul suo PC, Max ha cominciato a disegnare i personaggi del nostro ufficio. Ma chi è Max? Continue reading

Più di un mese

Sapevo che era un bel po’, ma non mi ero ancora reso conto che fosse passato più di un mese da quando ho pubblicato l’ultimo post!
Tante cose potrei addurre a mo di scusa, sono stato in ferie, ho messo il caminetto, ho cambiato una gomma dell’auto, mi si è rotta la caldaia in casa (e toccato i 10°C di minima), Bush ha rivinto le elezioni, mio fratello ha installato il Service Pack2 di XP e non gli funzionava niente, compreso il paio di scarpe da tip tap acquistate su internet negli stati uniti, ho ricevuto il San Martino D’Oro dal mio comune (che però a me fa tanto “Mongolino D’Oro”, qualcuno ricorda?) il corso di sommelier, la Protezione Civile, ho installato Visual Studio .NEt sul mio notebook, un terremoto, un inondazione, le cavallette, mio dio le cavallette!!!!
Non posso dire di non essermi dato da fare!
Nel frattempo, sono stato assorbito totalmente da quel gorgo infradimensionale che è Final Fantasy X (l’acquisto della Play sta facendo i suoi primi effetti), e sono andato qua e là a visitare posti e ad acquistare vino.
Sono stato in Trentino per il ponte dei Santi, e poi ha fatto uno stupendo fine settimana in piemonte/liguria con familiari ed amici. Siamo stati a Genova (alla riscoperta delle mie radici e delle lasagne al pesto) e ad Ovada, al Castello di Tagliolo, a vedere dove producono il Dolcetto. Senza contare il pranzo a base di tartufo in tale trattoria Spazzarini. Insomma, un periodo … intenso.

Se vi interessano, nella galleria trovate le foto di Genova (e dell’acquario) (che ho davvero riscoperto come bella città ), e le foto del Castello di Tagliolo.
Ah! Ho anche fatto uno splendido +3 durante una bisca di Pigugno!
Che ci volete fare, portate pazienza….