Vinlotteriet

Questa settimana si è conclusa in modo alquanto fruttuoso! La responsabile del personale ha creato un nuovo “club” chiamato Tryffelgrisen, ovvero “maiali da tartufo”, dedicato alla degustazione dei vini, attività alquanto popolare nel regno delle tre corone.
La prima attività è stata una vinlotteriet, una lotteria, con tema “pinot nero”. Ogni partecipante ha messo in palio una bottiglia a scelta, che è andata a far parte del montepremi. Io mi sono ovviamente sentito chiamato in causa, e ho anche stupito per aver portato l’unico bianco frizzante: nessuno sapeva infatti che alla base di molti spumanti metodo classico e champagne, bianchi, appunto, ci fosse un’uva chiamata pinot nero 🙂
L’estrazione è stata eseguita non senza una certa trepidazione, con la presenza in videoconferenza del nostro inviato ad Oslo.
Ebbene, ho tenuto alta la nostra bandiera di nazione enologica! Il mio nome è stato l’ultimo estratto dall’urna, e mi sono aggiudicato il primo premio di 6 su 11 bottiglie!
Si preannuncia un week end interessante 🙂
Skål!

Diario d’Irlanda, 13-15 Luglio 2006


13-15 Luglio, Dublino e dintorni
Aeroporto di Bologna, 13 Luglio 2006, 19:30

“… deduco, quindi, che siamo pronti per partire!” Così scrisse una mia amica nella dedica di un libro di fiabe
irlandesi che mi regalò nel Natale del 1995.
La deduzione si rivelò piuttosto errata, perchè il programmato viaggio in Irlanda saltò e non vide più la luce,
perlomeno fino a oggi, 10 anni dopo.
Arrivo in aeroporto dopo essere uscito dall’ufficio e, vuoi perchè è giovedì sera, vuoi perchè viaggio da solo, mi
aspettavo di essere praticamente l’unico a fare il check-in.
Invece mi ritrovo davanti a un intero contingente da sbarco italiano, pronto ad invadere le strade di Dublino, tanto
che mi chiedo se ci sarà posto per tutti.
L’assortimento è quello tipico degli italiani in vacanza, famiglie, coppie di anziani in tenuta da esploratore,
persino la Dinamica Coppia, due ragazzi sulla trentina che si presentano al check-in organizzatissimi, con la Lonely
Planet sottobraccio e il biglietto comperato su Internet, e che si tengono per mano.
Fra tutti spicca una famiglia irlandese di ritorno in patria: madre, padre, tre figlie e un monello, tutti con occhi
azzurri e capelli rossi, in ottemperanza agli stereotipi. Mi fanno simpatia (sono di un’allarmante tinta color
scottatura solare), provo ad avvicinarmi per ascoltare il loro accento ma c’è troppa confusione; direi che avrò
tempo per conoscerlo a fondo, nei prossimi giorni!
Io non devo essere troppo folcloristico come turista, visto che l’addetto alla sicurezza legge il biglietto e mi
indirizza cortesemente “to the left”. In compenso la ragazza del controllo bagagli guarda il mio zaino nel monitor,
e mi chiede se lì dentro ho una “pochette”: imbarazzato, non posso che rispondere “non so , cos’è?”, ma questo non
mi attira le sue simpatie, e devo svuotare tutto.
Comunque sono qui all’imbarco, fra poco si parte.
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Cantine aperte 2005

Vino e Gelosie EmilianeForse non ha molto senso segnalare un evento dopo che si è chiuso, comunque:
Ieri sono andato con amici a fare un giro per i colli piacentini, in occasione di Cantine Aperte 2005. E’ una manifestazione organizzata dal Movimento Turismo del vino, durante la quale tutte le cantine aderenti (in tutte le regioni d’Italia) aprono al pubblico e soprattutto agli assaggi. Abbiamo scelto i colli piacentini anche perchè Continue reading

Retsina

Stasera mi è capitato di assaggiare un vino veramente particolare: si tratta della Retsina Greca.
Si tratta probabilmente di uno dei vini più antichi che si conoscano, nato nella regione dell’Attica.
Allora per conservare meglio il mosto fermentato si sigillavano le anfore con della resina fresca, poi si è passato a mettere la resina direttamente nel mosto. Probabilmente partendo da quella usanza è nato il prodotto “moderno”, che è un vino bianco leggero al quale, prima della fermentazione, vengono aggiunti fino a 100gr/litro di resina di un albero di quella zona, il pino d’Aleppo.
L’uvaggio è un misto dei ceppi autoctoni di saviatano e rhodotis, che danno al vino un bel colore paglierino chiaro dai riflessi verdolini.
Il vero “pezzo forte” della degustazione è però il profumo: dal bicchiere si sprigiona un aroma incredibile di resina, canfora, e il profumo di rosmarino, che adoro. Se si annusa bendati, è impossibile credere che si tratti di un vino.
Assaggiandolo, soprattutto freddo, è di buona qualità , anche se molto, molto “tipico”. Piacevolmente secco, molto morbido (fa la sua parte la componente oleosa della resina), di buona acidità e persistenza.
Non è facile ideare degli abbinamenti, ma come sempre il territorio ci dà un’indicazione forte. Secondo quanto si trova su Google, dà il meglio di sè con gli antipasti tipici, le mezedes, esaltandosi a vicenda e ovviando al finale amarognolo che lascia in bocca.
A patto di trovarlo in supermercato, la bottiglia si aggira sui 4€, per cui ora che si avvicina la bella stagione e un bel bicchiere di vino fresco è un ottimo modo per iniziare un pasto, fate questo esperimento.

Cantina Dorigo

Ieri per lavoro sono dovuto andare a Udine, e per ottimizzare la giornata, visto che la riunione è finita abbastanza presto, ho pensato insime ai miei colleghi di cercare una cantina locale per portare a casa qualche “souvenir”.
Le vigne
Parte della CantinaDopo un’oppurtuna “imbeccata” abbiamo raggiunto la cantina Girolamo Dorigo, a Buttrio, e subito abbiamo capito di essere nel posto giusto.
Non tanto per le bellissime colline coltivate a vigna, con uno sfondo di montagne ancora innevate, ma per la passione e l’amore per il vino che si legge negli occhi di Alessandra Dorigo, la figlia del fondatore della cantina, che ci accoglie con un sorriso e ci porta giù per una scalinata al banco della degustazione. Continue reading

RotweinCuvée Baden

RotweinPer vie che è meglio non specificare mi è capitata fra le mani una
bottiglia
di “Rotweincuvée trocken”, prodotto nella regione di Baden, nella
Germania sud-occidentale, che si incunea fra la Francia e la Svizzera.
Purtroppo, non conoscendo il tedesco non ho potuto leggere nel dettaglio
l’etichetta. So che è prodotto dalla Först Löwenstein, che fa
12,5% di alcool e che è datata 2000. Google
a proposito dice poco
, e il poco che dice è in tedesco (e per me
incomprensibile. Se qualcuno avesse gentilmente la voglia di tradurre…
così, giusto per fare un confronto).
E’ così con molta curiosità che apriamo la bottiglia. Continue reading

Sideways (in viaggio con Jack)

Piu’ persone mi hanno consigliato di guardare Sideways, perche’ e’ una commedia divertente e si parla di vino e di sue degustazioni.
Ieri sera ho provveduto a guardarlo, ma sono rimasto deluso sotto entrambi gli aspetti:
Il film e’ lento, ha si’ un tono di commedia alla “Harry ti presento Sally” ma taaaaanto alla lontana. I colpi di scena piu’ esilaranti (almeno nelle intenzioni) sono decisamente prevedibili e il resto e’ fatto da dialoghi che lasciano il tempo che trovano.
Non vi dico niente sul finale, ma… bah!
Per quanto riguarda il vino le emozioni sono piu’ o meno le stesse: i paesaggi sono belli, l’idea e’ buona, ma …. uff….
Le degustazioni sono alla “Gusto” di Canale 5, e se si pensa che sono fatte su vini californiani che si’, per carita’, hanno la loro dignita’, ma nulla piu’…
Due o tre personaggi, poi, hanno nella loro cantina privata dei vinelli degli anni ’60 o giu’ di li’…
Boh! il mio consiglio e’ di investire i 7/8 euro del cinema in una bottiglia discreta, e passare la serata in buona compagnia..

Alla fiera di San Clemente (part 5, last)

E qui si arriva finalmente al

lato B: gli avventori
La ressa il giorno della Sagra inizia presto, anche se quest’anno cade di mercoledì. Alle nove di mattina, usciti dalla messa dedicata al patrono, la folla di contadini si riversa sul ristorante, onorando l’antica tradizione della colazione con il cotechino e i fagioloni. Magari con qualche fetta di ciccioli, giusto per mandare giù il tutto. A fianco, con sadica precisione, la Croce Blu offre gratuitamente un’analisi istantanea di colesterolo, trigliceridi e glicemia. I meno preparati scientificamente si allontanano estasiati, convinti che le costellazioni di asterischi difianco ai valori rilevati siano in realtà punti di merito.
Prende il via comunque un fenomeno antropologico che affonda le sue radici nella lotta per la sopravvivenza e nella ricerca atavica del cibo. La massa si dispone davanti alle casse in una fila dalla classica conformazione italiana “a mucchio”.
Il mio punto di vista di cassiere mi ha consentito di veder sfilare vari tipi di varia umanità ; nella ressa che si allunga e si snoda attorno alla pista del liscio, sommersa dal mare di decibel dell’orchestrina e del calcinculo.

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