Questa settimana mi sono imbarcato in un giretto a nord di Stoccolma, fra le città raggiungibili comodamente in automobile. Le altre città significative sono a non meno di 450Km, per non parlare della Lapponia che è raggiungibile praticamente solo in aereo. Ci si penserà con più calma in futuro.
Le foto che ho raccolto le trovate su Flickr, o cliccando le miniature qua sotto:
C’è Uppsala, cittadina universitaria e centro storico del potere svedese prima di Stoccolma. Oltre all’Uppsala Slott, un castello rosa non completato, è significativa la cattedrale gotica. A Uppsala visse e lavorò Linneo, il biologo che inventò il criterio di classificazione delle specie viventi adottato sinora. Fuori Uppsala ci sono dei tumuli vichinghi ed un villaggio contadino trasformato in un museo all’aperto.
Dopo Uppsala viene Gävle, già parte del “Norrland”, ovvero la regione settentrionale. A parte la città vecchia, con viottoli che si snodano fra colorate case in legno, vi si trova un interessante museo delle ferrovie, e un centro balneare a quanto pare particolarmente disabitato, di nome Bönan.
A Falun si possono visitare le strutture di un’antica miniera di rame attiva fino a poco fa, e Kristine Kyrka. La struttura della città è identica ale altre: un fiume o canale centrale e una Kyrka in mattoni rossi ai piedi della quale si stende Stora Gatan, la via pedonale con i negozi. Sul navigatore, cercare “Stora Gatan 1″ (o “Stora Torget”, se è una piazza) vi porterà infallibilmente in centro.
Lungo la strada verso Sala c’era un raduno di possessori di auto d’epoca (anche qui ci sarebbero un sacco di cose da spiegare e raccontare, magari in un altro post), e l’arrivo è stato celebrato da un magnifico tramonto.
A breve le foto di Sala e di Eskilsuna, per ora, direi.. buonanotte



Martedì io e un mio collega siamo partiti alle 8 alla volta di Jena, in Turingia (regione della ex Germania Est), per una smacchinata di 8/9 ore. All’altezza di Monaco non abbiamo potuto fare a meno di fare una pausa, scegliendo il paesino di Ayingen, famoso per la sua birra. Nel tipico ristorante al centro del paese, con corna di cervo e quarti di pancetta affumicata alle pareti, un discreto numero di persone anziane con il loro boccale da litro, ciascuno di forma corrispondente ad una esatta tipologia di birra. Il bicchiere più piccolo in commercio equivale alla nostra birra media, e viene bevuto tranquillamente, confidando che i bratwurst e i sauerkraut di rito ne smorzino l’effetto, insieme al tazzone di caffè.