August 29th 2008

Cinque ore e mezza di riunione

Scrivo queste cose, ma, soprattutto se lavorate in un’azienda di informatica, non pretendo che crediate siano vere. Non ci credo neanche io del tutto.

Ieri pomeriggio ho partecipato alla prima riunione mensile del nostro reparto, anticipata sul nostro calendario elettronico condiviso, e marcata come dalle 3 del pomeriggio alle 5 con seguito a sorpresa fino alle 9.

Con non troppo entusiasmo, memore di riunioni del genere, e sprovvisto peraltro della versione Svedese del massimo divertimento possibile in quelle occasioni, ovvero il bingo delle cazzate, mi sono accodato ai miei colleghi per raggiungere la sala riunioni fisk (le sale riunioni sono due, fisk e fågel, l’equivalente dei nostri “acqua” e “fuoco” di quando, da bambini, si voleva guidare qualcuno alla ricerca di qualcosa).

Earavmo in tutto dieci: un paio di assenti, la responsabile delle HR, il CEO e un collega nuovo che in questo periodo è a casa con la licenza di paternità. Lo schema di queste riunioni è più o meno lo stesso ogni mese, gli argomenti trattati ieri sono stati:

1) andamento economico del mese scorso di tutta l’azienda, con attenzione maggiore, ovviamente, al nostro reparto.

2) variazioni dell’organico: 6 assunti negli ultimi 2 mesi, con breve presentazione di quelli in sala

3) Progetti acquisiti, in corso di acquisizione, e prospect

4) presentazione del corso di introduzione all’azienda: dato che sono state assunte molte persone di recente, il management ha paura che non ci sia sufficente attenzione all’inserimento di ciascuno. A partire da ottobre ci saranno alune giornate di corso con la storia dell’azienda, la condivisione dei metodi di progetto, spiegazioni sul funzionamento della burocrazia e delle policy. Oltre a questo, sono previste uscite di un paio di giorni per attività di “team making”, ad esempio con attività all’aperto nei boschi o in barca.

5) confronto aperto su come migliorare il nostro lavoro, strumenti, corsi, eccetera. A partire dalla prossima riunione ci sarà un momento di condivisione tecnica in cui una persona, interna o chiamata dall’esterno, parlerà di nuove tecnologie, oppure di cose che si sono imparate negli ultimi progetti.

6) raccolta di idee per le attività da fare dopo le prossime riunoni: è abitudine infatti chiudere le riunioni mensili con una cena insieme e un’attività extra lavorativa. Le ultime quattro: laser tag, gara podistica, bowling, gara di equitazione. Nuove idee, accolte con entusiasmo: sessione di cucina, kayaking, paintball, curling, pattinaggio su ghiaccio.

Io mi stavo quasi commuovendo, quando sono arrivate le cinque. E’ giunto il catering con la cena, e mentre si mettevano i vassoi in tavola siamo andati in cucina a prendere piatti, bicchieri e posate.

A tavola si è chiacchierato di tutto tranne, per regola ferrea, di lavoro.

Il menu comprendeva spiedini caldi di salmone, spiedini caldi di pollo, lime, basilico e semi di zucca, tacos avocado e salmone, una specie di gnocco al forno con basilico, una Caesar Salad con pollo crostini basilico pomodorini e formaggio parmesan-like, e tartine al caviale, basilico e uva passa.

Il tutto accompagnato da bevande analcoliche ed esotiche come bibite biologiche al lampone, al mirtillo, e altra frutta.

Finita la cena abbiamo sparecchiato in pochi minuti (ciascuno il suo), e si siamo preparati alla seconda parte della serata, con programma a sorpresa. Ci siamo divisi in 2 macchine e un Taxi (pochissimi vengono al lavoro in auto) e ci siamo diretti fuori città, in un complesso industriale. Il tempo di salire in ascensore, ed è presto svelata l’attività a sorpresa: una gara di Go-Kart!

Bardati di casco e tuta siamo saliti a bordo dei mezzi, e dopo una decina di minuti di qualifiche si è decretato l’ordine di partenza della gara vera e propria. Ho tenuto discretamente a galla l’onorabiltà della mia provenienza dalla Terra dei Motori, con un quarto posto che poteva anche essere podio, non fosse stato per un paio di bandiere gialle che hanno annullato il distacco dal mio inseguitore, che mi ha sorpassato sul finale :)

Molte risate, chiacchiere, e mi stavo preparando per uscire, quando in realtà ci siamo spostati in un’altra sala, attrezzata con giochi di vario tipo; il nosto programma comprendeva:

  • Rodeo su toro meccanico
  • Lancio dello stivale
  • Gara di piantamento chiodi in un ceppo di legno
  • Air Hockey

Dopo una piccola pausa in saletta apposita con frigo e birre a servizio libero (VERA Heineken al 5% di gradazione alcolica!), il gran finale, con un torneo di biliardo.

Dopo la premiazione simbolica dei vincitori della serata (applausi), tutti di ritorno a casa, io sono arivato verso le dieci e mezza.

In tutto, cinque ore e mezza di riunione, oltre ogni aspettativa!

Io continuo a chiedermi se sia davvero possibile che si possa lavorare in un ambiente del genere. Spero solo che non mi succeda quello che è succede in questo cartone animato di Dilbert… (abbiate pazienza, non l’ho sottotitolato. E’ un modo come una altro per ripassare l’inglese :) )

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August 25th 2008

Ma róba de mát…

… che non é svedese, ma versione generico-dialettale di “roba da matti”.

Oggi in ufficio c’é un gran discutere su cosa regalare ad un collega che compie trent’anni, perché in occasione degli anni “pari” la ditta -e sottolineo: la ditta, non i colleghi - non si limita a regalare ordinari biglietti del cinema o mazzi di fiori, ma fa un ragalo “come si deve”. In ballottaggio per ora un fine settimana in una capitale Europea, una fotocamera digitale o dei buoni acquisto, non molto ben visti perché impersonali.

no no no, qui da qualche parte ci DEVE essere la fregatura….

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August 12th 2008

Con gli omaggi della ditta

Ho scoperto con un giorno di ritardo (i colleghi lo davano per scontato, e la persona preposta era in ferie) che il giorno del proprio compleanno ciascun dipendente dell’azienda dove lavoro può andare in amministrazione a ritirare due biglietti omaggio validi in qualsiasi cinema di Stoccolma. E se è una donna, si vedrà anche recapitare a casa un mazzo di fiori con biglietto firmato dal CEO….

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August 4th 2008

Primo giorno di lavoro

Mentre la maggior parte dei miei connazionali stava godendosi il primo giorno delle sospirate ferie, io sono andato in ufficio per il mio primo giorno di lavoro ufficiale, in contemporanea con il “grande rientro”, che qui cade fra la prima e la seconda settimana di agosto.

Dopo le prime prove durante il periodo di chiusura, comincia l’instaurarsi della routine quotidiana. Il viaggio con i mezzi è abbstanza piacevole, non sono affollati (ma forse è ancora presto) e tutto il tragitto casa-ufficio occupa meno di 20 minuti.

Nonostante il rientro di alcuni colleghi dalle vacanze e gli inevitabili racconti, il chiacchiericcio non è fastidioso, tutti usano toni pacati, e posso immergermi immediatamente nel lavoro, salutando le persone che mano a mano passano a salutare “un altro nuovo” :-)

Alle 11.50 le tre persone che avevo nelle scrivanie vicine si sono alzate e mi hanno chiesto “vieni con noi a pranzo”? Io, malgrado stessi praticamente ancora finendo la colazione, ho accettato e ho seguito i colleghi. Siamo usciti dal palazzo e siamo entrati in una piccola COOP in mezzo a un parchetto. Mentre un po impacciato crecavo di prendere tempo, osservavo i miei colleghi: c’è chi ha preso pomodori e verdura freschi, chi una confezione di cose vagamente imparentate con cotolette impanate e, per buona misura, una confezione di lasagne surgelate, e chi ha aggiunto al proprio cestino una vaschetta simil-gelato da chilo di “insalata di patate”, presa da uno scaffale pieno di almeno una dozzina di varianti.

Io per stare sul prudente ho preso un panino, dei pomodori e dell’arrosto di tacchino, curioso di vedere cosa sarebbe successo poi.

Siamo tornati in ufficio e abbiamo raggiunto gli altri in una delle cucine: contemporaneamente, ma ordinatamente, ciascuno ha lavato / affettato / disimballato le proprie provviste, qualcuno ha preso posate e bicchieri dagli armadi ed ha apparecchiato tavola per gli altri, mentre i forni a microonde ronzavano.

Ciascuno con il proprio pasto ci siamo seduti intorno al tavolo a chiacchierare (8 in tutto), fra l’altro molto educatamente in Inglese, in modo che anche io potessi capire, e senza che l’avessi chiesto.

Alla fine del pasto ciascuno ha sciacquato le proprie stoviglie e le ha riposte nella lavastoiviglie, mentre gli avanzi finivano in frigo. Come una collegha mi mostrava, nessuna etichetta, nessuna “settorializzazione” degli spazi: semplicemente ricordati quello che metti dentro, e di tirarlo fuori prima che vada a male :-)

Nell’armadio sotto gli snacks ci sono barrette proteiche e/o energetiche, (”qui sono affissi i prezzi, lascia il denaro qui in questa ciotola se prendi qualcosa”, e un mestolo con un paio di chiavi. Interpellata in proposito la collega ha preso il mestolo e mi ha condotto fuori in strada al piano terra, dove le chiavi aprono una porta su una palestra privata dell’azienda: ci sono macchine, pesi, panche, una ciclette ed un paio di docce, tutto a disposizione di chi volesse utilizzarle, ovviamente gratuitamente. Lo scopo del mestolo… è di evitare di portarsi a casa le chiavi :-)

Incluso il paio di giri turistici, il pranzo è durato fino alle 12:40, orario in cui a Modena di solito l’idea del pranzo doveva ancora concretizzarsi in un pensiero cosciente!

Rimesso all’opera, mi sono concentrato sul mio compito, fino a che, alle 5.20, un collega mi ha chiesto: “tu hai le chiavi per chiudere? Giornata lunga per essere il primo giorno, eh?” - mi sono girato, e … magia: le luci spente, i PC spenti… eravamo rimasti in due, gli altri erano tutti via!

Ho fatto in tempo a tornare a casa, rilassarmi prima di cena, preparare, e alle otto avevo già lavato i piatti! Credo che dovrò mettere un attimo a punto i miei ritmi, ma non sembra proprio un cattivo andare :-)

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July 24th 2008

L’eterna lotta fra il bene e il male

E tu…. da che parte stai?

Sempre via [Userfriendly.org]

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July 23rd 2008

Il mio nuovo ufficio

In questi giorni sono passato dall’ufficio un paio di volte a sistemare delle cose, mentre praticamente tutti i colleghi sono in ferie (qui il mese “sabbatico” è luglio). Ne ho approfittato per scattare un paio di foto e registrare un video (essendo solo in quel momento, il silenzio è un po spettrale, lo ammetto :-) )
Gli uffici sono in un vecchio stabilimento che si affaccia su uno dei mille porticcioli sul lago Mälaren. L’esterno non è ne spettacolare ne moderno, gli interni invece sono piacevolissimi.
La ditta è su due piani, gli uffici “di rappresentanza” al terzo piano e le scrivanie con la maggior parte dei programmatori al piano mansardato.
Come di tradizione nelle case, c’è parquet ovunque, e difianco alla porta e allo zerbino (qua si usa sempre lo zerbino DENTRO alla porta, e non fuori) c’è una scarpiera, probabilmente per i mesi invernali in cui si gira con scarpe pesanti che sarebbero scomode da portare tutto il giorno.
Sul mio piano (quello nel video) c’è un divano con dei cestini di frutta, che l’azienda procura fresca ogni settimana. Su entrambi i piani c’è una cucina con i tavoli per la pausa pranzo, completa di frigorifero, fornelli, microonde e lavastovigile. Il caffè è distributo gratuitamente, basta prendere uno dei 50 tazzoni dell’IKEA nello scolapiatti, e riporlo nella lavastoviglie dopo l’uso.
Un foglio appeso indica il turno settimanale del dipendente che ha l’incarico di tenre la cucina in ordine, e di far andare la lavastoviglie.
In un ripostiglio, a disposizione per chi ne volesse prelevare, polo e felpe con il nome della ditta ricamato. Non oso chiedere per quale scopo, ma ci sono in giro almeno tre scatole di Nintendo Wii e svariati manuali di programmazione del Commodore 64, compreso un vecchio Joystick Albatros!
Sono curioso di vedere cosa sarà lavorare qui, al ritorno dei colleghi…




Le foto sono del piano inferiore, il video del piano mansardato..

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