Inaugurazione della Tvärbana

Evidentemente l’autunno ben si presta ai post in stile pensionato-ai-lavori-in-corso. Stamattina sono andato a vedere la cerimonia di inaugurazione della Tvärbana, anche questo un progetto di trasporto pubblico su rotaia a cui avevo già accennato in precedenza.

Questa estensione di una delle diverse tramvie della città ha sempre sfiorato la mia vita qui a Stoccolma. I lavori sono partiti poco dopo il mio arrivo in Svezia, e la vecchia sede della ditta per cui lavoro era di fianco a uno dei cantieri, in Johannesfredsvägen. Ho camminato molte volte lungo il percorso in costruzione, che passa sotto al Mornington Hotel dove passai la prima notte da emigrante e la notte prima del colloquio, ed osservato costruire il ponte che divideva la mia sponda del lago da quella su cui abitavano Davide e Giusi. Il tracciato poi affianca il percorso che percorrevo in autobus per andare al lavoro, quando abitavo vicino al Solna Centrum.

Dai primi paletti piantati nel terreno, quindi, fino ad oggi, si è conclusa una piccola trasformazione di quella che ora è la mia città. Oggi nella piazza di Sundbyberg c’è stata una piccola festicciola, un palco su cui intervistavano vecchi conducenti d’autobus in pensione che raccontano come fosse diverso ai tempi, la banda di una scuola che suona Thriller con fiati e violini, e distribuzione di palloncini, caffè e biscotti. Erano esposti due vecchi mezzi degli anni 50, per gentile concessione dello Spårvägsmuseet, una carrozza della Nockebybana e una carrozza spazzaneve. Il tono era un po più di messo dell’evento della Citybana, e la maggior parte dei partecipanti erano bambini e pensionati (e il sottoscritto, che si sentiva entrambi, a tratti alterni).

Alle 13:00 le nuove carrozze sono arrivate, e sono iniziati i primi giri aperti al pubblico. Il tracciato parte dalla stazione di Alvik, passa in un tunnel sotto la collina Traneberg, passa sopra il braccio di lago di Ulvsunda, prosegue verso l’aeroporto di Bromma, sale su a Sundbyberg per passare accanto ai suoi nuovi futuristici palazzi, poi attraversa il Solna Business Park per arrivare all’ormai demolito stadio di Frosunda vicino al Solna Centrum. Li l’ultima tratta è ancora in costruzione, e arriverà a Solna Station, collegando così due tratte del Pendeltåg e le tre linee della metropolitana.

A quanto pare la Tvärbana continuerà a correre parallela alla mia vita qui, perchè un nuovo tratto in progetto, chiamato Kistagrenen, passerà sotto casa mia a Rissne, fino ad arrivare al quartiere periferico di Kista, con i suoi uffici e grattacieli.

Album fotografico su Flickr

Bolle a Fridehmsplan

Questa settimana nella stazione della metropolitana di Fridehmsplan (al livello inferiore, dove la linea blu raggiunge la linea verde) c’é un’installazione artistica curiosa: ogni passeggero che cammini lungo il corridoio é accompagnato da una “bolla” colorata che lo segue!

L’effetto é simpatico sia quando a camminare sia una persona solitaria che quando il corridoio si affolla, in conincidenza con l’arrivo dei treni:

Si tratta di un’iniziativa delle varie aziende di trasporto pubblico, per censire e monitorare il traffico nella cittá. Sull’impronunciabile sito TrafiksatsningStockholm si puó vedere un video che lancia l’idea (solo in svedese, purtroppo) e una mappa interattiva con tutti i progetti in corso per migliorare il servizio.

Nel frattempo peró ci sono diverse magagne di cui la gente comincia a stancarsi, per esempio stamattina un problema di corrente ha fermato tutto il traffico dei treni pendolari a nord di Stoccolma… e non é certamente la prima volta che succede! :/

Snö, snö, snö

Nonostante siano i primi giorni di marzo, la neve non accenna a smettere di cadere. Secondo l’opinione dei tassisti questo é uno degli inverni piú nevosi di sempre:  la prima spruzzata di neve arrivó a metá ottobre, seguita da un’ondata di gelo che ha reso tutto bianco, splendente e scricchiolante, e poi da un bianco Natale, da temperature polari in gennaio e poi neve, neve, neve, fino a oggi.

La temperatura oscilla secondo i capricci del vento siberiano, ma affacciandosi molto molto raramente al di sopra dello zero, uno, due, tre gradi massimo. In una di queste occasioni Aftonbladet titolò ottimisticamente “den kommer värme“, “arriva il caldo”.

L’oscillare della temperatura facilita la formazione di enormi ghiaccioli lunghi anche piú di un metro che pendono dai tetti. Da settimane campeggiano  ovunque, appoggiate alle grondaie, delle aste di legno dipinte di giallo e arancione fluorescente, per tenere la gente alla larga da quelle vere e proprie spade di Damocle. Uno strano equivalente nordico degli spazzacamino armeggia sul tetto assicurato con una fune, e spala giú neve e rompe ghiaccioli (a volte con mezzi non proprio ortodossi, come un colpo di fucile!). L’acqua scorre lentamente, e ingloba tutto ció su cui gocciola in scrigni di cristallo trasparentissimo.

In molte strade i marciapiedi sono separati dalla strada da un cumulo di neve che arriva all’anca, o anche piú. Alcuni parcheggi come quelli di Kista o dell’aeroporto hanno vere e proprie catene montuose , e in un paio di occasioni la neve non é stata solo spazzata, ma portata via con ruspe e camion. La strada é coperta da uno strato di ghiaccio scuro ed uniforme di una decina di centimetri, coperto da una polvere di neve che, asciuttissima, viene spazzata dal vento. La sensazione é che non si scioglierá mai 🙂

Un paio di settimane fa una nevicata eccezionale ha messo in ginocchio il traffico ed i mezzi pubblici: la metropolitana nei tratti esterni non funzionava, i treni ed il pendeltåg (il treno dei pendolari) sono rimasti in stallo fino a quando l’esercito non ha liberato i binari. In un paio di giorni l’emergenza é rientrata, ma l’aspetto paradossale é che invece di addurre cause di forza maggiore ed abbozzare, magari consigliando di portare con sé coperte e panini come fece in Italia l’amministratore delle Ferrovie dello Stato Moretti, le societá di trasporti hanno fatto un vero e proprio mea culpa. Lo stesso primo ministro Reinfeldt ha affermato in un’intervista riportata da The Local:  “I understand that people are irritated…. Winter is after all one of the four seasons in this country and we have to ask ourselves why we haven’t been able to handle the situation better” – ovvero “Capisco che la gente sia arrabbiata… L’inverno dopotutto non é che una delle quattro stagioni di questo paese e dobbiamo chiederci perché non siamo stati in grado di gestire meglio la situazione”.

La classica “chicca” alla svedese é che la societá dei trasporti pubblici di Stoccolma, la SL, ha messo in pratica la sua politica di “resegaranti”, ovvero garanzia del servizio. In questa pagina di pochi paragrafi e nessuna riga piccola, e nessun termine burocratichese, si puó leggere il contratto. Qui una versione tradotta (non troppo bene) da Google.

Se i mezzi causano un ritardo di 20 minuti che non sia stato anticipato e comunicato in precedenza,  inclusi malfunzionamenti di ascensori e scale mobili delle stazioni se si é in carrozzina, la SL rimborsa fino a 800 SEK (80 euro circa) per viaggio sostitutivo in treno, in taxi, o con qualsiasi altro mezzo.

La procedura é semplice: si compila un modulo sul sito delle SL, si stampa e si invia per posta insieme alla ricevuta del mezzo, e si riceve il rimborso. In fondo per chi ha un biglietto é un diritto arrivare in orario, no? 🙂

Update, grazie a Zarinaia: il rimborso non è abbastanza, evidentemente: la SL in questa pagina (tradotta con Google) annuncia uno sconto sul rinnovo di tutti gli abbonamenti

Solo ieri sono caduti 15 centimetri di candido manto,  e le previsioni per i prossimi giorni non sono incoraggianti. Il sito dell’SHMI, l’istituto metereologico svedese, annuncia neve e un picco di -16° per i prossimi giorni. Dopo, forse, la schiarita 🙂