September 9th 2008

Gödel, Escher, Bach, un’eterna ghirlanda brillante

Descrivere questo libro é difficile almeno quanto leggerlo.
É un saggio di Douglas Hofstadter, che in estrema sintesi, asserisce che da un sistema formale semplice e meccanico, attraverso diversi livelli di sovrapposizione ed intreccio, possa sorgere un sistema complesso, o, meglio un’intelligenza.

L’introduzione a ciascun capitolo consiste in un racconto che ha come protagonisti Achille e la Tartaruga, prelevati di forza dalla storia del paradosso di Zenone, ed altri personaggi.  Le opere della logica di Gödel, dei canoni di Bach e dei disegni di Escher sono sfondo, strumento ed argomento dei racconti, e metafore per le teorie esposte in ogni capitolo.

Con continui rimandi, giochi di parole, illustrazioni, gli argomenti trattati spaziano dalla logica ai teoremi formali dell’aritmetica, alla storia di vari personaggi, passando per nozioni di base di musica, fisica ed estetica, aritmoquinazioni, spaziando fra fisiologia dei neuroni e le meccaniche di base del DNA, per arrivare verso la fine ad interessanti discussioni sulla teorie delle macchine e dell’Intelligenza Artificiale. Moltissimi concetti sono affrontati a diversi livelli, acquisendo diversi significati, e rafforzando con l’esperienza stessa della lettura teorie alla base del libro.

Leggere G.E.B. é un’esperienza soncertante, perché a parte la vastitá degli argomenti, si spazia da battute di spirito e toni ironici ad articolati disserzioni di logica e matematica, costellate di giochi di parole ed acrostici piú o meno nascosti. É un libro travolgente nel vero senso della parola, perché quando ho finto di leggerlo non ho capito molto bene cosa mi fosse capitato :)

É sicuramente un’esperienza, ma sappiate che metterá a dura prova la vostra resistenza, ed é vagamente allucinante come potrebbe essere leggere racconti di Lewis Carrol, che é fra le fonti esplicite di ispirazione.
Io l’ho trovato estremamente gratificante, almeno perché mette insieme aspetti cosí diversi del nostro universo (ed anche di qualcuno parallelo al nostro) e fa intuire che dal caos é possibile far emergere la forma.

Se trovate un’altra persona che l’abbia letto, avrete spunti di conversazione per il resto della vostra vita.

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September 9th 2008

Ci sono le fate a Stoccolma

Ho aggiunto alla mia Lista dei desideri su Anobii un nuovo libro, recuperato fortunosamente da “Google News Svezia”. Dato che non posso scrivere una recensione su qualcosa che non ho letto, con una discreta faccia di bronzo riporto qui l’articolo di Francesca Baroncelli su mentelocale.it :

Il nuovo libro dello scrittore è un diario di viaggio. Ma anche un racconto fantastico e di denuncia della società italiana. L’intervista
di Francesca Baroncelli
05 SETTEMBRE 2008

Ci sono le fate a Stoccolma (Diabasis, 223 pagg., 16 euro), il nuovo libro di Rino Genovese, è un racconto di viaggio. Anzi no, è una storia fantastica. O forse sarebbe più appropriato parlare di prosa d’intervento civile.
Il mistero è presto svelato: il libro è tutte queste cose insieme. Genovese è uno sperimentatore e gli piace stupire: «questo può essere anche molto irritante», commenta, «le librerie, ad esempio, non sanno in quale scaffale collocare il mio libro».

Una dichiarazione d’amore verso la capitale svedese: personalmente lo definirei così. Stoccolma è entrata nel cuore dello scrittore e filosofo napoletano, che lì ha trovato il proprio rifugio. Il suo paese lo disgusta e il Nord Europa ha tutto ciò che manca all’Italia. Parole d’ordine: niente peli sulla lingua. E Genovese ne ha per tutti e per tutte: «nella società svedese contano l’individuo e lo stato. In Italia, invece, domina il familismo. Anche per questo la donna italiana non è riuscita ad emanciparsi: colpa della società e dello stato sociale poco efficiente. In Italia una donna non può avere un figlio se non è sposata. E poi il tasso di disoccupazione femminile è altissimo, soprattutto nel sud. Nel nord, invece, le donne non riescono a raggiungere posizioni di vertice nel lavoro».

In Svezia le cose vanno in un’altra direzione. Lo scopriamo scorrendo le pagine del libro. Le ragazze di Stoccolma si spostano sulle loro biciclette, straripanti di sensualità. In Svezia sono molte le ragazze madri: avere un marito non è necessario, perché lo stato offre sussidi ai nuovi nati fino ai diciotto anni di età. La religione è presente, ma è legata allo stare insieme: «c’è una forte chiusura di tipo protestante, che si lega però agli incontri pubblici che spesso sfociano in assemblee politiche e civili». Quello descritto da Genovese è un paese in fermento: frizzante d’estate, dove la vita all’aria aperta è un vero e proprio must, e affascinante d’inverno: «il clima è rigido e le giornate sono caratterizzate dalla lunga assenza della luce. Tutto riporta alla meditazione e al rigore».

I viaggi di Rino Genovese in Svezia hanno avuto inizio alla fine degli anni Novanta: «sono andato in vacanza a Stoccolma con alcuni amici e me ne sono subito innamorato. Sono tornato lì svariate volte, anche d’inverno». Al diario di viaggio si affianca un elemento fantastico: Rino incontra spesso uno strano individuo che sostiene di essere il diavolo in persona: «in realtà si tratta dell’alter ego del protagonista, che rappresenta il classico vitellone italiano sbarcato in Svezia solo per conquistare le ragazze del posto. È il lato oscuro del viaggiatore, il cui intento è ben diverso: incontrare a Stoccolma la donna giusta e instaurare con lei un rapporto duraturo. La vitalità delle fate svedesi lo mette in una posizione passiva. Nel libro c’è molto di me: avrei voluto abbandonare definitivamente l’Italia e trasferirmi a Stoccolma, ma sono vigliacco e incoerente, come tutti gli italiani».

Ciliegina sulla torta, il richiamo a due autori che hanno fatto la storia del cinema: Federico Fellini e Ingmar Bergman. Genovese li mette a confronto: «da una parte ci sono i personaggi felliniani – i playboydella riviera romagnola - dall’altra le donne forti del regista svedese. Mi riconosco nella concezione del mondo di Bergman, che porta alla luce il problema del rapporto uomo-donna».

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June 7th 2008

Madame Ba, Erik Orsenna

Immagine di Madame Ba 18 caselline, in questo si riassume la richiesta di visto (modulo 13-0021) che Madame Ba deve compilare per poter lasciare il suo paese, il Mali, ed entrare in Francia, per recuperare un suo nipote.
18 caselline in cui non può rientrare una persona, una vita intera, la sua essenza, e le storie che l’hanno formata. Per questo motivo Madame Ba, con l’aiuto di Mr.Benoit, compila una sua personale e dettagliata versione del modulo, indirizzata al presidente dell’onorata Repubblica Francese, in cui descrive se stessa e le motivazioni che la spingono al viaggio.

In questo libro si parla dell’Africa, e nello stesso tempo di un altro continente, misterioso, inesplorato, ricco di calore, tragedia, poesia, disperazione, fatica, pieno di contraddizioni e sofferenza, di coraggio indomito, di caparbietà, di amore, di odori, di libertà, di sensazioni, più volte abusato e venerato, assolutamente impossibile da comprendere nella sua essenza per chi vi si approccia dall’esterno: la donna.
Donna ed Africa si confondono, si sovrappongono, sono indistinguibili.
Madame Ba, come la sua lontana antenata Lucy, è l’Eva ancestrale, madre universale.

Un libro veramente intenso, in cui con un tono semplice, leggero e naif si raccontano drammi e felicità di una persona, di una popolazione, di un continente intero, e del suo rapporto con il resto del mondo occidentale e progredito, in questo caso la Francia, ma anche un libro in cui, se davvero si ascolta quello che si legge, si intravede, si impara a conoscere e a rispettare, un universo intero.

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March 26th 2008

Irvine Welsh: Acid House

Immagine di Acid house Ho conosciuto Irvine Welsh con Trainspotting, prima con il film, e poi con il libro, trovato ancora più geniale e… spietato.
Acid House mantiene sicuramente alto lo standard: è un insieme di racconti cui lo scopo è stupire, o per la forma narrativa, o per il linguaggio, o per la struttura e la trama della storia.
Devo ammettere che mi ha lasciato un po spiazzato, forse perchè non sono più “ggiovane” come quando lessi Trainspotting; le idee sono buone, ma a volte il linguaggio forzatamente “slang” rende difficile la lettura.
E poi, non so, mi sembrava che, a dispetto dei temi trattati, Trainspotting fosse più … scanzonato, allegro, mentre in Acid House prevale più l’amaro.
Magari mi sto intenerendo…
rimane comunque un libro agrodolce, in cui ridere di tragedie umane di miseria, violenza, degrado e criminalità. Vedete voi…

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February 27th 2008

Persepolis - Marjane Satrapi

L�€™edizione di Repubblica che raccoglie l�€™opera completaPersepolis” è il racconto a fumetti dell’infanzia dell’autrice, Marjane Satrapi, cresciuta in Iran nel difficile periodo di transizione fra la rivoluzione islamica e la guerra del golfo.
L’opera mi ha colpito moltissimo, perchè i disegni ed i testi sono semplici, schematici, ridotti al minimo, e nonostante quest
o (o proprio grazie a questo?) hanno una forte, fortissima carica emotiva.
Persepolis - una tavolaUna curva più o meno accentuata sul tratto di una bocca, nell’inclinazione dello sguardo, in un’occhiaia o in un paio di labbra a “cuoricino” esprimono un bagaglio intero di emozioni, di stati d’animo, o aiutano a riconoscere persone ed identità in momenti in cui tutte le protagoniste portano il velo.

E’ facile commuoversi e capire il vissuto di questa ragazzina, persino emozionarsi nel vederla crescere e cambiare fisionomia e pensiero, nonostante i fatti siano sempre raccontati in modo piuttosto asciutto, quasi distaccato.
Mi è servito anche per conoscere qualcosa di più su quella che una volta era la Persia, e oggi è un paese con un passato prossimo, un presente ed un futuro molto incerti.
Consigliatissimo.

L’opera è stata pubblicata in diverse edizioni e in due o quattro volumi, ma la versione più comoda è quella che pubblicò La Repubblica nella serie “i classici del fumetto”, con la serie completa.

Nel 2007 è uscito un film di animazione (scheda su IMDB) che, a giudicare dalle immagini, ha mantenuto lo stesso stile, anche se passando dal bianco O nero al “bianco e nero”. Sembra interessante.

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February 25th 2008

Le tredici vite e mezzo del Capitano Orso Blu

Immagine di Le tredici vite e mezzo del Capitano Orso BluQuesto importante caposaldo della letteratura zamonica (secondo solo al rinomato “Dizionario Enciclopedico dei portenti, degli organismi e dei fenomeni bisognosi di spiegazione di Zamonia e dintorni”, del Prof.Dott.Abdul Noctambulotti) narra le prime tredici e mezzo delle ventisette disponibili di Orso Blu, alla scoperta di tutto il mondo ma in particolare del continente Zamonico.
E ciascuna vita è intessuta di avventura, amore, terrore, romanticismo, cultura, e tanta, tanta tanta fantasia, da fare impallidire persino il Barone di Munchausen.
Non ci sono intrecci evoluti o morali illuminanti, si tratta di un vero e proprio rimanzo in cui tutto è all’insegna della fantasia, condita con un pizzico di ironia.
Se si riesce a farsi prendere per mano e a sospendere ogni incredulità , si viene portati a spasso, senza meta, in un mondo di nattiftoffi, deserti di zucchero, scarafonchi, pippioni, e così via, in un elenco che copre tutto il retro di copertina.
Se volete tornare bambini e viaggaire con la fantasia, anche grazie alle simpatiche illustrazioni, è il vostro libro!

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February 10th 2008

Gesù lava più bianco

Gesù lava più biancoovvero: come la Chiesa inventò il marketing

di Bruno Ballardini

Il libro cambia identità mano a mano che si prosegue nella lettura: la prima parte è un vero e proprio manuale di terminologia e concetti di marketing, che usa come termini di spiegazione e confronto le opere della grande Multinazionale, la Chiesa Cattolica.
Si segue abbastanza bene, ma si capisce che è dedicato a chi del marketing conosce già qualcosa; in effetti a volte si toccano “picchi” come questi:

“Il riferimento a linguisti come Austin e Searle permette infatti di equivocare intorno a un ideale di performatività in virtù del quale il linguaggio verbale, secondo le regole di una procedura stabilita per convenzione, modificherebbe la realtà .”

Davanti a interi paragrafi di questttto tono, succede spesso di vacillare.
Nella seconda parte si ha invece un approccio più diretto alla discussione, evidenziando che la campagna marketing della Multinazionale è basata sull’autoaffermazione e sulla parola, in contrapposizione alla Logica.

Una nota a parte merita il capitolo 4 dedicato alle dimostrazioni logiche dell’esistenza di Dio. E’ estremamente divertente vedere le Unique Sell Proposition dimostrate dalle Reason Why, e dare la caccia a quali e quante “fallacies” siano utilizzate.

Non è un brutto libro, ma se siete alla ricerca di un testo che vi dica quello che già in cuor vostro sapete, leggete “Perché non possiamo dirci cristiani, e meno che mai cattolici” di Odifreddi.

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January 20th 2008

J.Kakalios: La fisica dei Supereroi

Immagine di La fisica dei supereroiJames Kakalios, un professore di Fisica, si è reso conto che i suoi studenti considerano una perdita di tempo studiare movimenti di gravi, sfere, molle e piani inclinati.
Ha così deciso di unire alla Fisica la sua altra grande passione, ovvero i personaggi dei fumetti!
Dalle sue lezioni nasce questo saggio divulgativo scientifico, veramente molto interessante e divertente. In un “patto con il lettore” il prof si impegna a non usare mai matematica che vada oltre le 4 operazioni fondamentali, e parte dai principi basilari della fisica per arrivare alla meccanica quantistica, portando ad esempio le capacità di Superman, Flash, il Doctor Pym, Doctor X, e decine di altri. Perchè se è vero che ogni personaggio gode di un’”eccezione miracolosa” alle leggi della fisica che lo rende un supereroe (o un supercattivo), nel corso delle storie molte volte vengono usati princìpi che hanno una spiegazione scientifica.
Ricco di note divertenti e di battute, nonchè di cenni “biografici” dei Supereroi, è un vero spasso!

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January 7th 2008

Geshwa Olers e il viaggio nel Masso Verde - romanzo fantasy

Geshwa Olers e il viaggio nel Masso Verde’ è ambientato nell’antico mondo di Stedon (€œcolui che rimane€, nell’antica lingua del posto), in un nostro ipotetico passato. Le ambientazioni prendono ispirazione dal Veneto e dal nord-Italia, identificando così il romanzo come ‘med-fantasy’ (fantasy mediterraneo), ovvero un genere che riprende le tradizioni e i luoghi della nostra penisola e li fonde con il fantasy.

In questo primo romanzo si racconta principalmente di Senfe, cittadina di Stedon in cui il protagonista abita con la sua famiglia, e il massiccio montuoso denominato Masso Verde, un posto affascinante quanto pericoloso, abitato da elfi, gnomi e creature malvagie riprese in parte dalla tradizione fantasy, e in parte ridisegnati dall’abilità dello scrittore.
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September 28th 2007

L’ amore perduto e la Teoria dei quanti

Immagine di L' amore perduto e la Teoria dei quantiSi tratta di un romanzo molto al di fuori dagli schemi, in cui più storie si intrecciano attraverso diversi tempi, nella cornice delle Alpi Svizzere.
Tutto è basato su monologhi e argomentazioni sulla meccanica quantistica e quello che comporta dal punto di vista filosofico, ambientati in buona parte nel mondo fervente della Germania di inizio Novecento, con protagonisti illustri come Shumann, Thomas Mann, Goethe, Shroedinger, Bohr, Nietzche, Moebius e molti altri.
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