aprile 25th 2011

Buon 25 Aprile

“Quelli avevano due disgrazie, perché per essere fascista bisognava tu fossi imbecille”

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marzo 6th 2010

Adesso glielo spiegate voi

… ai miei colleghi svedesi che si informano sull’Italia come sia possibile che dei partiti si presentino alle elezioni regionali con della documentazione non valida oppure uscendo a prendere un panino mentre si sta compiendo un atto necessario alla democrazia, e che poi il governo vari un decretino che permetta di ignorare le regole esistenti, e fra l’altro con un gioco di prestigio, un decreto interpretativo che non cambia la legge ma che ne consente una diversa interpretazione, che il Presidente della Repubblica garante dell’applicazione delle leggi diligentemente ha firmato, e che l’opposizione non possa dire nulla perchè ha presentato un candidato che per legge non potrebbe candidarsi (*) (Errani), anche se del resto anche un governatore presentato dalla maggioranza non è eleggibile per lo stesso motivo (Formigoni), ma nessuno dice niente sperando che non si lamenti nessuno.

E l’elettorato è bello tranquillo a pascolare.

Spiegateglielo voi, spiegateglielo.

(*) Cercate su Google

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gennaio 26th 2010

Il sogno italiano

tv4Evidentemente la gente insegue il proprio sogno ovunque esso si trovi:
su diretta segnalazione della conduttrice Filippa Lagerbäck a Svedesi Dentro (grazie, Filippa!), vi comunico che dai primi di marzo su tv4 andrà in onda un nuovo programma: “Drömmen om Italien”, ovvero “il sogno italiano”.

Cinque coppie svedesi cercheranno di cambiare vita trasferendosi a Lepedona, nelle Marche, per gestire un bed & breakfast, impararando l’Italiano, a cucinare con una mamma italiana e farsi accettare dagli abitanti, che alla fine decreteranno la coppia vincitrice. Il programma sarà visibile sul sito di tv4, e sarà parte in italiano e parte in svedese. Come giustamente Filippa tiene giustamente a precisare: “Insomma, una specie di reality culturale, pulito e tranquillo…”

Mi attrezzerò per guardarlo e farvi sapere come va!

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settembre 1st 2009

Frattini dà lezioni alla Svezia sulla libertà di stampa. Con una bugia.

(Grazie GattoVI)

pinocchioL’antefatto: qualche giorno fa sul quotidiano non proprio affidabilissimo Aftonbladet è comparso un articolo cha parla di un traffico d’organi organizzato dall’esercito israeliano ai danni di “donatori” palestinesi involontari e inconsapevoli (ne potete scaricare una copia in PDF qui: aftonbladet_090826).

Ovviamente la cosa non è piaciuta molto al governo israeliano, che ha fatto forti pressioni sul governo svedese perchè obbligasse Aftonbladet a pubblicare una smentita, e a “ritirare” l’articolo in questione.

Dal canto suo Aftonbladet ribadisce che la notizia è vera, l’autore rifiuta di citare le proprie fonti per motivi di sicurezza, anche se è opinione di molti che la cosa possa rivelarsi un falso (esempio: http://www.thelocal.se/21798/20090831/ ).

Quale che sia la verità, il governo svedese rifiuta di intervenire sulla questione, dicendo che si tratta di un’opinone di un giornalista, che la responsabilità dell’articolo è della testata, e che lo stato non interverrà per limitare o censurare la libertà di stampa che da sempre in questo paese è sacrosanta.

Questa reazione he raffredato moltissimo i rapporti diplomatici fra Svezia e Israele, causando anche qualche imbarazzo per il fatto che la Svezia è presidente di turno della Unione Europea.

E qui lo stato italiano si perde una buonissima occasione per stare zitto. Il Ministro degli Esteri Frattini dichiara che l’articolo giunge a “terribili conclusioni, false e dolorose, e che hanno il potere di supportare chiunque inciti contro gli Ebrei o l’esistenza dello Stato di Israele”. Aggiungendo però che “Lo stato non può intervenire nel lavoro della stampa. I giornalisti stessi devono rispettare i propri limiti e devono trovare il giusto bilancio all’interno della cornice del codice di comportamento della stampa”. Questo dal praticamente unico paese europeo che gli studi sulla libertà di stampa definiscono “parzialmente libero” (esempio: qui), anche se non c’è bisogno di chissà che studio, considerando notizie come questa su Videocracy, o le querele a Repubblica su “domande diffamatorie” (concetto ardito), e le reazioni suscitate (I giornalisti europei condannano «la vendetta mediatica» di Berlusconi).

Ma non è nemmeno questo il punto. Come spiega un altro articolo del quotidiano The Local (“Italy: EU should condemn Aftonbladet article”), Frattini ha dichiarato in una conferenza stampa di aver parlato con il Ministro degli Esteri svedese Carl Bildt per risolvere la questione e di aver con lui concordato una prossima presa di posizione della Svezia riguardo alla faccenda durante la prossima riunione dei ministri degli esteri a Stoccolma (la notizia in italiano qui: http://www.votaberlusconi.it/notizie/arc_16293.htm ).

Peccato che a Bildt stesso non risulta di aver mai parlato dell’argomento con Frattini, e che anzi “la Svezia non ha intenzione di affrontare la questione attraverso l’incontro di Stoccolma”, e che probabilmente “la proposta concordata da Frattini potrebbe essere un “fraintendimento dell’Italia”".

Qui una descrizione dell’accaduto, in inglese: “Italy: EU should condemn Aftonbladet article“.

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agosto 29th 2009

Videocracy – Impressioni a caldo

VIDEOCRACY “Videocracy” è un film-intervista girato da Erik Gandini, un regista svedese di origini italiane. Non ho idea di quante persone ne conoscano l’esistenza, è uscito da pochissimo dopo la presentazione al Festival di Toronto, e ha guadagnato un pochino di notorietà grazie al rifiuto della RAI di mandare in onda il trailer, perchè il film fa “critica politica sbilanciata” (qui un articolo su “il corriere del mezzogiorno”).

Il film è girato sullo stile di Michael Moore. E’ una serie di interviste a personaggi della TV italiana o aspiranti tali, come Riccardo, “un personaggio a metà fra Ricky Martin e Van Damme” che aspira da anni a comparire in televisione, perchè “mica sarò costretto a lavorare tutta la vita!”, e poi Lele Mora, e per buona parte Fabrizio Corona.

Il montaggio, le musiche, moltissimi spezzoni televisivi, e i fatti raccontati creano il senso logico.

Non aspettatevi un film che spara a zero direttamente su Berlusconi: l’intento è più sottile, è mostrare come la televisione abbia cambiato il modo di percepire la realtà degli italiani, come ne abbia plasmato i desideri, come questo “sistema” si sia strutturato e organizzato dietro ai palcoscienici scintillanti, e come esso abbia generato “tumori maligni” all’interno di se, meccanismi perversi. Per la maggior parte questi concetti sono esemplificati dalle interviste a Lele Mora e Fabrizio Corona, compiaciuti di mostrare se stessi e i risultati che hanno ottenuto, ma che non si rendono conto di quanto profondamente agghiaccianti possano essere.

Vedere “da fuori” le carrellate di tette e culi che passano sullo schermo, gli sguardi speranzosi e adoranti di persone che vogliono “avere la loro opportunità” , facendo qualsiasi cosa per apparire davanti a una telecamera o per farsi fotografare con “qualcuno di famoso” magari dalla vicina di casa di Berlusconi in Sardegna apre certamente gli occhi.

Ma l’esperienza di vederlo in un cinema svedese ha sicuramente moltiplicato esponenzialmente l’effetto di questo film, perchè le risate di imbarazzo e di sconcerto in sala ferivano molto di più di quanto potesse fare lo schermo. Non ci si può rendere conto di come ci si sente osservando storie che bene o male sono sempre state parte della tua vita, e quindi considerate “normali”, mentre la persona davanti a te non riesce a capacitarsi di come possano essere possibili, reali.

Credo che per la prima volta nella mia vita mi sia sgorgata una lacrima di vergogna.

Non credo che questo film cambierà le opinioni politiche di molte persone, anche perchè non è il suo intento diretto. Ma spero che possa aprire un pochino gli occhi sul sistema che si è venuto a creare, di quanti danni stia facendo, e di quali possano essere le strade per smontarlo e disinnescarlo. Di qualunque orientamento politico siate, quindi, per favore, dategli una possibilità, investite un’ora e mezza, poi traete le conclusioni voi. Essendo interviste è molto facile dividere la realtà oggettiva dal “contenuto aggiunto”, dall’opinione espressa dal regista.

Io intanto aspetto che qui esca il DVD e poi ne spedirò copie, giusto nel caso che per qualche problema “tecnico” non possa uscire in Italia…
Intanto eccone il trailer:

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febbraio 26th 2009

Stoccolma prima città a ricevere il premio di “Capitale Europea del Verde”

(da TheLocal.se)

Green CapitalStoccolma e Amburgo sono diventate le prima città a essere dichiarate “Capitali Europee del verde” lunedì scorso, quando la Commissione Europea ha annunciato i vincitori della sua nuova iniziativa ambientalista.
Stoccolma sarà Capitale Europea del Verde nel 2010, seguita da Amburgo nel 2001.

“Mi congratulo con Stoccolma ed Amburgo per i loro sforzi nel dare priorità all’ambiente e alla qualità della vita”, ha dichiarato Stavros Dimas, membro della Commissione all’Ambiente.
“Quattro europei su cinque oggi vivono in un’area urbana, ed é qui che i problemi ecologici si presentano in modo più evidente alla nostra società. Con le loro misure di abbattimento dell’inquinamento dell’aria, livelli di congestione del traffico, emissione di gas serra e gestione di acqua e rifiuti, Stoccolma ed Amburgo possono essere modelli per il resto d’Europa” ha aggiunto.

La commissione ha lodato Stoccolma per il suo obiettivo di rendersi indipendente dai carburanti fossili entro il 2050. Ha anche evidenziato come il 95% dei suoi abitanti viva a meno di 300 metri da aree verdi “che aumentano la qualità della vita, portano svago, purificazione dell’acqua, riduzione del rumore, e favoriscono la biodiversità e l’ecologia.”

Stoccolma é stata premiata anche per i suoi lavori di miglioramento del litorale, per le sua alte percentuali di riciclaggio, il suo sistema di disincentivo del traffico automobilistico, un trasporto pubblico capillare ed emissioni di anidride carbonica della metà della media nazionale.

In tutto, 25 città dell’Unione Europea, dei paesi candidati all’ingresso della UE e dell’Area Economica dell’UE si sono candidate per ricevere il prestigioso riconoscimento. Stoccolma ed Amburgo hanno superato la sfida posta dalle altre finaliste: Amsterdam, Bristol, Compenhagen, Freiburg im Breisgau, Münster, e Oslo.

Città partecipantiMaggiori informazioni ed i video di presentazione delle varie città  (in inglese) sul sito ufficiale:  http://ec.europa.eu/environment/europeangreencapital/index_en.htm

Se come me evete la curiosità di sapere quali città italiane si sono candidate e come si sono piazzate, in questa pagina si vede la cartina con l’elenco completo: http://ec.europa.eu/environment/europeangreencapital/press_submenu/081002_applicants.html . Non ho commenti da fare.

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febbraio 12th 2009

La scuola

La scuolaDopo aver visto il servizio televisivo “la scuola tagliata“, e in ritardo di circa 14 anni, mi sono deciso a guardare “La scuola”, un film del 1995 con Silvio Orlando, tratto da dei romanzi di Domenico Starnone. Il film è piacevolissimo, arguto, ironico, a tratti commovente. E’ ricco di dettagli e di finezze, ma è allo stesso tempo semplice, schietto, diretto.

Io ho smesso di frequentare l’ambiente scolastico più o meno dalla mia maturità, ma non ho visto moltissime differenze rispetto alle mie esperienze, così come a prima vista pare non ce ne siano con la scuola descritta nel servizio di Rai tre. Ma per parlarne come si deve magari servirebbe Leonardo (che non potevo evitare di sovrapporre alla figura del professor Vivaldi :) ), o Elena, Roberto, Francesca, qualcuno dei miei amici insegnanti.

Tutto il divertimento ed i buoni sentimenti percepiti nel film hanno un retrogusto, aspro, amaro. C’è un pesante senso di sconfitta, di rinuncia, di fatalismo, persino di paura. “C’è chi è nato per zappare, e chi è nato per studiare”, si ribadisce più volte. E sembra di capire che non ci sia grande differenza fra gli studenti e gli insegnanti, come suggerisce il fotogramma che ho inserito qui  a lato.

childsoontherockMentre sorridevo e rivedevo i mille particolari che suscitavano echi e sorrisi nella mia memoria, immaginavo di spiegare questo film a qualche mio amico svedese, e mi sono reso contoche non ci sarebbe modo di farlo, che il presente narrato apparirebbe alieno, grottesco, inconcepibile. E non credo che sia migliorato negli ultimi 14 anni. E’ vero, non è tutto oro quello che luccica, si generalizza, lo sport preferito di noi Italiani è la lamentela (dico, con tono lamentoso e generalista). Però, porca miseria.
Guardo i bimbetti inquadrati e in fila con i giubbettini fluorescenti, i ragazzi un po “narcotizzati” che vanno a scuola e incontro in metropolitana, le mille contraddizioni del “lagom“, della provocatoria legge di Jante e della dubbelmoral , e mi chiedo: nonostante tutto, se davvero fossi costretto a scegliere, in quale dei due ambienti preferirei crescere mio figlio? Ho paura di conoscere già la risposta. Magari ci ripenso quando ce l’avrò, un figlio.

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