Vediamo di capirci qualcosa

Essendo i telegiornali al momento al di fuori della mia comprensione, è difficile per me capire quello che sta capitando in Ossezia (o Ossetia, comunqe si scriva). I giornali non aiutano, perchè continuano a riportare dichiariazioni di questo e di quello senza spiegare molto della situazione REALE:

Per fortuna c’è internet: ecco un riassunto dei fatti. Peccato che Leonardo sia in vacanza!

NON PROVATECI!

Ho visto qualche articolo qua e là (su Wired, ma anche su Repubblica) riguardo alla storia della gente che, leggendo un articolo dell’università della Florida, ha provato a sterilizzare spugne in un forno a microonde, ritrovandosi con principi di incendio, fumi tossici, e forni da buttare.
Pare che non seguissero le indicazioni dell’articolo (e nemmeno quelle del buonsenso), “infornando” spugne completamente asciutte.
Saltellando di link in link, ho trovato decine di esempi di gente che mette nel forno qualsiasi cosa (inanimata, per fortuna), con effetti incredibili: luci caleidoscopiche da lampadine, effetti da “ritorno al futuro” da un CD-ROM, plasma da acini d’uva, fino a pezzi di sapone, iPod Nano, Furby, e molto, molto altro.
Mentre ero sopraffatto dall’agghiacciante stupidità di certe persone (non oso immaginare cosa debbano aver respirato aprendo il forno, o che esplosioni possano aver rischiato), sono finito sulla pagina di uno studente olandese: “Cose divertenti da fare con il tuo forno a microonde“.
Fra i vari “suggerimenti” c’è anche la mail di uno studente dell’università di Belgrado che racconta la sua esperienza durante la guerra in Kosovo, nell’esercito Yugoslavo.
Sicuramente fa effetto sentir parlare della NATO come de “il nemico” (ma è una storia lunga), ma mi ha colpito l’uso che facevano dei forni a microonde come contromisura radar!
Effettivamente sapevo che radar e forni a microonde sono stati scoperti nella stessa occasione, ma da li a pensare che potessero essere utilizzati come “esche”…
Ecco la storia, scritta in un inglese un po incerto e poi tradotta da me in italiano 😛 :
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50 anni di Bikini

L'esplosione di BravoOggi cade il 50° anniversario della detonazione di “Bravo”, la prima bomba H testata dagli occidentali il primo marzo del 1954, nel tristemente famoso atollo di Bikini.

Ma facciamo un po di storia:

Dopo Hiroshima l’interesse del mondo militare per le armi atomiche era in piena crescita. Per mantenere il vantaggio rispetto all’Unione Sovietica, e per sperimentare gli effetti delle radiazioni e dell’esplosione, si decise di passare a un esperimento “reale”. Se durante la guerra i test atomici venivano effettuati in New Messico, nel dopoguerra gli USA pensarono bene di utilizzare un loro protettorato, le Isole Marshall, ricevute “in custodia” dopo essere state liberate dal governo Giapponese, e a debita distanza di sicurezza.
Si procedette, quindi…

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A chi giova manifestare?

Sono le 23:21, fra poche ore scade il famoso ultimatum.
Fuori dal mio balcone la bandiera della Pace proclama il suo messaggio al buio della notte.
Sabato sera, a Bomporto (MO), ci sarà una cosiddeta “Marcia per la pace”, direi che molto probabilmente ci sarò anch’io.
A cosa serve tutto ciò?
Cosa cambia? A cosa serve?
Mi serve presto una risposta; ora proverò a darmela.
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Perchè si fa una guerra, Parte II

Perché si fa una guerra? Te lo spiega il Politecnico…

Sta imperversando nella Rete italiana un documento in formato PowerPoint, del peso di circa 170K, che descrive uno “studio del Politecnico di Milano”, secondo il quale la presunta imminente guerra in Iraq sarebbe un colossale affare che agli Stati Uniti non costerebbe un centesimo, ma dal quale anzi gli USA trarrebbero circa 20 miliardi di dollari di guadagno, e che la guerra sarebbe in realtà pagata da “noi”, che presumibilmente saremmo noi europei. Continue reading