marzo 2nd 2010

Snö, snö, snö

Nonostante siano i primi giorni di marzo, la neve non accenna a smettere di cadere. Secondo l’opinione dei tassisti questo é uno degli inverni piú nevosi di sempre:  la prima spruzzata di neve arrivó a metá ottobre, seguita da un’ondata di gelo che ha reso tutto bianco, splendente e scricchiolante, e poi da un bianco Natale, da temperature polari in gennaio e poi neve, neve, neve, fino a oggi.

La temperatura oscilla secondo i capricci del vento siberiano, ma affacciandosi molto molto raramente al di sopra dello zero, uno, due, tre gradi massimo. In una di queste occasioni Aftonbladet titolò ottimisticamente “den kommer värme“, “arriva il caldo”.

L’oscillare della temperatura facilita la formazione di enormi ghiaccioli lunghi anche piú di un metro che pendono dai tetti. Da settimane campeggiano  ovunque, appoggiate alle grondaie, delle aste di legno dipinte di giallo e arancione fluorescente, per tenere la gente alla larga da quelle vere e proprie spade di Damocle. Uno strano equivalente nordico degli spazzacamino armeggia sul tetto assicurato con una fune, e spala giú neve e rompe ghiaccioli (a volte con mezzi non proprio ortodossi, come un colpo di fucile!). L’acqua scorre lentamente, e ingloba tutto ció su cui gocciola in scrigni di cristallo trasparentissimo.

In molte strade i marciapiedi sono separati dalla strada da un cumulo di neve che arriva all’anca, o anche piú. Alcuni parcheggi come quelli di Kista o dell’aeroporto hanno vere e proprie catene montuose , e in un paio di occasioni la neve non é stata solo spazzata, ma portata via con ruspe e camion. La strada é coperta da uno strato di ghiaccio scuro ed uniforme di una decina di centimetri, coperto da una polvere di neve che, asciuttissima, viene spazzata dal vento. La sensazione é che non si scioglierá mai :)

Un paio di settimane fa una nevicata eccezionale ha messo in ginocchio il traffico ed i mezzi pubblici: la metropolitana nei tratti esterni non funzionava, i treni ed il pendeltåg (il treno dei pendolari) sono rimasti in stallo fino a quando l’esercito non ha liberato i binari. In un paio di giorni l’emergenza é rientrata, ma l’aspetto paradossale é che invece di addurre cause di forza maggiore ed abbozzare, magari consigliando di portare con sé coperte e panini come fece in Italia l’amministratore delle Ferrovie dello Stato Moretti, le societá di trasporti hanno fatto un vero e proprio mea culpa. Lo stesso primo ministro Reinfeldt ha affermato in un’intervista riportata da The Local:  ”I understand that people are irritated…. Winter is after all one of the four seasons in this country and we have to ask ourselves why we haven’t been able to handle the situation better” – ovvero “Capisco che la gente sia arrabbiata… L’inverno dopotutto non é che una delle quattro stagioni di questo paese e dobbiamo chiederci perché non siamo stati in grado di gestire meglio la situazione”.

La classica “chicca” alla svedese é che la societá dei trasporti pubblici di Stoccolma, la SL, ha messo in pratica la sua politica di “resegaranti”, ovvero garanzia del servizio. In questa pagina di pochi paragrafi e nessuna riga piccola, e nessun termine burocratichese, si puó leggere il contratto. Qui una versione tradotta (non troppo bene) da Google.

Se i mezzi causano un ritardo di 20 minuti che non sia stato anticipato e comunicato in precedenza,  inclusi malfunzionamenti di ascensori e scale mobili delle stazioni se si é in carrozzina, la SL rimborsa fino a 800 SEK (80 euro circa) per viaggio sostitutivo in treno, in taxi, o con qualsiasi altro mezzo.

La procedura é semplice: si compila un modulo sul sito delle SL, si stampa e si invia per posta insieme alla ricevuta del mezzo, e si riceve il rimborso. In fondo per chi ha un biglietto é un diritto arrivare in orario, no? :)

Update, grazie a Zarinaia: il rimborso non è abbastanza, evidentemente: la SL in questa pagina (tradotta con Google) annuncia uno sconto sul rinnovo di tutti gli abbonamenti

Solo ieri sono caduti 15 centimetri di candido manto,  e le previsioni per i prossimi giorni non sono incoraggianti. Il sito dell’SHMI, l’istituto metereologico svedese, annuncia neve e un picco di -16° per i prossimi giorni. Dopo, forse, la schiarita :)

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gennaio 24th 2010

Cronache norrlandesi

cartwheel(Notizia tratta da TheLocal.se)
Luogo: Piteå, 65°N

Una studentessa nel nord della Svezia si sta riprendendo dalle ferite per congelamento a dita di mani e piedi riportate facendo ripetutamente “la ruota” nella neve con indosso solo la biancheria intima, come parte di un evento organizzato dall’unione studentesca della sua università.

In una lettera di descrizione dell’accaduto all’Arbetsmiljöverket (L’autorità svedese per la sicurezza sui luoghi di lavoro) il preside della scuola spiega di aver ricevuto una telefonata dalla madre della ragazza.

Il genitore, preoccupato, ha detto che la ragazza è stata curata dalle ferite al pronto soccorso locale dopo la gara di “ruote” del 22 Dicembre, un giorno in cui la temperatura era intorno ai -13°.

“Questo tipo di evento non sarà consentito l’anno prossimo”, ha scritto il preside, che gestisce ragazzi fra i 16 e i 19 anni. Ha aggiunto che tutti gli eventi organizzati dovranno ricevere un’approvazione anticipata.

La madre ha rassicurato il preside che la figlia si è ristabilita perfettamente.

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gennaio 12th 2010

Fa un po’ freschino

Mia madre mi ha insegnato che quando si fa il brodo è meglio sgrassarlo lasciandolo per un po fuori dalla finestra, in modo che il grasso si raffreddi e condensi in superficie. Mia madre non ha mai abitato dove stare intorno ai 10 sotto zero è la norma, evidentemente.
Ecco come si presentava la pentola del brodo una volta ritirata dal davanzale, un monoblocco solido di 4Kg:
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ottobre 2nd 2009

Tempra

tèmpra, témpra ['tÉ›mpra], [ 'tempra] s.f.

trattamento dei metalli e del vetro che consiste nel sottoporli a forte calore, seguito da brusco raffreddamento, allo scopo di conferire loro maggiore durezza e resistenza alle sollecitazioni

Questo è quanto grossomodo è accaduto da ieri. Per tutto settembre l’estate ha continuato a riecheggiare nell’aria, sia per la temprature e per il sole, che per i suoi ricordi di sole, mare, leggerezza dei vestiti, birra bevuta all’aperto, idee di barbecue. Ieri, primo di Ottobre, l’attesa dell’autobus notturno per rientrare a casa aveva già fatto intuire che le cose sarebbero cambiate, aveva lanciato qualche messaggio neanche troppo nascosto facendo intravedere la condensa del fiato, qualche ramo virato al dorato (o è la luce dei lampioni?) o un profumo pulito, cristallino, nell’aria.

Stamattina la conferma: quando solito Taxi per  il solito aereo per Oslo arriva, il cielo è ancora buio. Ma soprattutto, sulle macchine si presenta, a quanto pare con un mese di anticipo rispetto all’anno scorso, uno straterello di ghiaccio. Oggi siamo scesi sotto lo zero. Ricomincia la giostra!

E con il ritorno del freddo si rafforzano i ricordi, le impressioni di normalità: comincia il secondo giro, cominciano le cose già viste: le bancarelle del cibo internazionale in Sergelstorg, la campagna contro il tumore al seno, il primo Jam durante il quale l’anno scorso ho conosciuto molti dei miei amici di oggi, il primo MTC Pub, oggi il kanelbullesdagen. E con ogni ciclo acquisiamo maggiore resistenza.

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febbraio 17th 2009

Domani si parte

Nel dubbio, metto in valigia una maglietta di lana:

lapland

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