luglio 28th 2010
settembre 4th 2009
Sardegna 2009
Informazione di servizio, a chi può interessare. Ho finalmente trovato il tempo di sistemare e pubblicare le foto di questa estate in Sardegna, le trovate su Flickr:
giugno 4th 2009
E’ arrivata l’estate anche qui (reprise)
Non faccio in tempo a pubblicare un post, che ne devo pubblicare la smentita.
Oggi Giove Pluvio si è scatenato al suo meglio, con rovesci e vento gelido. Il termometro fuori segna a malapena i 6°, alla fermata dell’autobus il fiato formava nuvolette spazzate via immediatamente dalla bora, e a qualcuno è parso di intravedere qualche fiocco di neve.
La prova che è estate almeno astronomicamente l’ho avuta ieri sera sorseggiando un cocktail al bar dello Scrapan, uno degli edifici più alti del mondano quartiere Södermalm. Che ci crediate o meno, queste foto sono state scattate poco prima della mezzanotte…
febbraio 23rd 2009
Into the wild
Con più calma racconterò del viaggio in Lapponia Meridionale, ma visto che un’immagine vale più di mille parole, intanto ho caricato le foto su Flick, e ho montato due filmatini per dare un’idea delle emozioni che abbiamo vissuto…..
novembre 2nd 2008
Allhelgonahelg
Ieri era la giornata di Ognissanti, o Allhelgonahelg qui in Svezia.
Smaltita in fretta la nottata di Halloween, che ha lasciato qualche piccolo segno nella cronaca locale e in un’anomala presenza di cornina rosse, orecchie da gatto, ragnatele e pipistrelli nella popolazione della Tunnelbana, Stoccolma si è svegliata nei preparativi della giornata del ricordo.
Qui Ognissanti e il giorno dei morti coincidono, e la giornata di festa è dedicata al ricordo delle persone scomparse e all’accensione di candele, simbolo onnipresente nell’inverno svedese, simbolo della luce che sconfigge il buio incalzante, ed il cui significato si può leggere su molti piani differenti.
Insieme ad amici sono andato a Skogskyrkogården, un enorme cimitero nel sud della città, che accoglie protestanti, cattolici, ebrei, mussulmani, e religioni orientali. L’atmosfera non è mesta come ci si potrebbe immaginare, si prende parte ad un enorme rito collettivo. Un costante afflusso di persone si presenta agli ingressi, uscendo dai mezzi pubblici che attraversano anche il cimitero stesso (!). Appena fuori, qualcuno si attarda in ordinate file davanti ai venditori di Korv (la versione svedese dell’Hot Dog). Alcune bancarelle vendono corone di rami di abete e pigne, che preso dall’entusiasmo avevo scambiato per corone natalizie da appendere alle porte! Sono invece corone da deporre sulla tomba, ben più resistenti dei fiori alle gelide temperature invernali.
Poco più in là, un banchetto gestito da volontari della chiesa locale vendono tazze di caffè caldo e glögg.
Il cimitero ha ben poco a che fare con il luogo familiare a noi italiani: si tratta di una sterminata distesa verde, ombreggiata da pini e betulle, in cui piccole basse lapidi fanno capolino dall’erba, in mezzo a piccoli sentierini asfaltati. E’ impossibile vedere i confini del parco, che si distende sulle colline circostanti. Nonostante siano tre del pomeriggio, il sole si vede solo attraverso i rami degli alberi.
L’aria è gelida, le pozzanghere ed i laghetti sono ghiacciati, l’erba e le foglie calpestate scricchiolano.
Lungo i sentieri centinaia di persone passeggiano, portando con se dei ceri bianchi; c’è un’incredibile aria di serenità, i bambini scorrazzano sotto il controllo dei genitori, ma molte persone hanno lo sguardo assorto. Qua e là si intravedono piccole chiesette o cappellette, apparentemente aconfessionali, con lo stile delle classiche casette dei boschi, ma con l’aria di piccoli templi aconfessionali.
Al centro del parco la gente si concentra in una cappella monumentale, dal quale si vede la collina più alta, il Meddellund, o “luogo della memoria”. La collina è ricoperta da un basso prato verdissimo, e coronata da un cerchio di alberi e da un muretto quadrato. Il muretto è coperto di candele, ceri, fiori, piante, ed abbraccia decine di persone con il loro personale carico di ricordi, memorie, e mancanze.
La collinetta vicina è al limitare del bosco, e il sentiero per arrivarci è delineato da una lunghissima fila di ceri e luci, fino alla sommità, dove un piccolo monumento segna il posto in cui vengono deposte le ceneri più vecchie, o senza nome. Qui le luci e le persone formano un tappeto unico, in mezzo ai ceri fanno capolino cuori di erba ed aghi di pino intrecciati, fiori, messaggi scritti su biglietti.
Tutti sono seri, assorti ma vagamente sorridenti, i bambini aiutati dai genitori o dai nonni accendono sempre nuove luci. La Svezia ha contato moltissime vittime nello Tsunami del 2001, dato che il sud est asiatico è una meta popolarissima per le vanace invernali, e non sono pochi i messaggi con disegni dedicati a “mamma och pappa”.
Il sole cala in fretta, così come la temperatura. Cerchiamo di salvarci dal congelamento in una tenda riscaldata in cui operatori e computer sono a disposizone dei visitatori per trovare le tombe dei familiari, che peraltro sono accessibili anche sul sito http://hittagraven.stockholm.se/ . Graziosi libretti con consigli sull
a manutenzione delle “graven” sono disposizione, ovviamente gratuitamente.
Cominciamo a ripercorrere lo stesso giro in senso inverso, ormai sono le quattro e mezza e la luce del sole è ridotta a una fascia viola brillante all’orizzonte di un cielo limpidissimo. Con l’oscurità si vede il Globen acceso di blue e rosso spiccare
dagli alberi, e mano a mano che si risale sulle colline il panorama lascia senza fiato: ovunque, sotto gli alberi, in campo aperto, sparpagliate o allineate lungo le stradine, piccole lucine brillano nell’oscurità, migliaia di persone, storie, ricordi, affetti.
Mentre ci avviamno all’uscita molte persone continuano ad entrare. Altre, come noi, si stanno incamminando verso casa, pregustando il calore di una fika fra le mura di casa. Lasciato alle spalle Allhelgonahelg, cominciano ad apparire le prime luci alle finestre riflesse dal ghiaccio, i primi safranbulle, i primi fumanti bicchieri di glögg. E’ già il momento di pensare a Natale.
ottobre 29th 2008
Comincia
Signore e signori… vi annuncio l’arrivo di sua maestà il Ghiaccio, e consorte Galaverna…
settembre 11th 2008
Art in Tunnelbana: Vreten
Continua la mia raccolta di foto per la collezione “Art in Tunnelbana“.
Questa settimana sono incocciato per caso nella stazione di “Vreten”:




luglio 19th 2008
Una gita sull’arcipelago di Stoccolma
La giornata di Giovedì scorso è stata dedicata ad una visita all’Arcipelago di Stoccolma.
Secondo la Lonely Planet, sempre più simile nell’uso quotidiano alla Guida Galattica per gli Autostoppisti,
Se chiedete agli abitanti di Stoccolma quale attività estiva i turisti non dovrebbero perdersi, tutti vi risponderanno una visita all’arcipelago.
Esistono vari modi di visitare quest’area sterminata, ma in linea di principio o ci si aggrega ad una visita guidata con pranzo e cena a bordo e programma fisso, o si possono utilizzare i battelli pubblici che fanno la spola fra le varie isole.
Optando per la seconda scelta, di buon’ora sono andato in centro, sul molo fra il palazzo reale e il Grand Hotel, in cui turisti in fila per le varie “Sightseeing Boats” si mescolano a pendolari locali, con valigie per il fine settimana o zaini con cestini da picnic. Dopo pochi minuti di ordinata fila, si sale a bordo e con comodo, durante il viaggio, si può fare il biglietto. Anche sulla nave più piccola c’è a disposizione un piccolo bar che vende caffè caldo e panini.
La prima tappa è un molo nella parte sud della baia di Stoccolma, dove sopra uno Yacht Club veglia “Dio, nostro padre”, una statua del qui apprezzatissimo Carl Milles.
luglio 12th 2008
Seconda parte del giro nello Svealand
Ho sistemato anche le foto dell’ultimo giorno di viaggio:
A Sala si trova un’altra miniera, d’argento, di nome Silvergruva. La visita guidata è più carina di quella di Falun, ed in oltre per meno di 400€ a notte si può cenare, dormire e fare colazione in una stanza a 150 metri di profondità, fra pareti di roccia, mobili in legno e luce di decine di candele.
La città più grande a sud è Västeräs, con il suo centro moderno e dinamico ed i suoi viottoli pacifici alle spalle della Domkyrka.
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Proseguendo più o meno a casaccio verso la città di Eskilstuna, attorno al lago Malaren che si trova praticamente ovunque, ho scattato qualche foto ad un incisione rupestre, che racconta una leggenda che avrebbe ispirato nientemeno che il ciclo de “L’anello del Nibelungo”, e addirittura “Il Signore degli Anelli”.
Gironzolando per dare un’occhiata al lago sono arrivato ad una specie di spiaggia, con un molo pieno di imbarcazioni, e Svedesi che facevano il bagno, o si godevano allegramente una cena su uno dei barbecues messi a disposizione, con tanto di legna già tagliata! A capo del promontorio altri turisti si godevano la vista dai tavoli del ristorante aperto all’interno dello “Slottet”, il castello.

Ho inaugurato anche due “collezioni” di foto: una è dedicata ai cittadini svedesi (le cittadine in effetti sono molto…. caratteristiche), e un’altra alle loro finestre, vera “presentazione” di una casa. In futuro credo che queste due raccolte si allargheranno parecchio
luglio 12th 2008
Un giretto per lo Svealand
Questa settimana mi sono imbarcato in un giretto a nord di Stoccolma, fra le città raggiungibili comodamente in automobile. Le altre città significative sono a non meno di 450Km, per non parlare della Lapponia che è raggiungibile praticamente solo in aereo. Ci si penserà con più calma in futuro.
Le foto che ho raccolto le trovate su Flickr, o cliccando le miniature qua sotto:
C’è Uppsala, cittadina universitaria e centro storico del potere svedese prima di Stoccolma. Oltre all’Uppsala Slott, un castello rosa non completato, è significativa la cattedrale gotica. A Uppsala visse e lavorò Linneo, il biologo che inventò il criterio di classificazione delle specie viventi adottato sinora. Fuori Uppsala ci sono dei tumuli vichinghi ed un villaggio contadino trasformato in un museo all’aperto.
Dopo Uppsala viene Gävle, già parte del “Norrland”, ovvero la regione settentrionale. A parte la città vecchia, con viottoli che si snodano fra colorate case in legno, vi si trova un interessante museo delle ferrovie, e un centro balneare a quanto pare particolarmente disabitato, di nome Bönan.
A Falun si possono visitare le strutture di un’antica miniera di rame attiva fino a poco fa, e Kristine Kyrka. La struttura della città è identica ale altre: un fiume o canale centrale e una Kyrka in mattoni rossi ai piedi della quale si stende Stora Gatan, la via pedonale con i negozi. Sul navigatore, cercare “Stora Gatan 1″ (o “Stora Torget”, se è una piazza) vi porterà infallibilmente in centro.
Lungo la strada verso Sala c’era un raduno di possessori di auto d’epoca (anche qui ci sarebbero un sacco di cose da spiegare e raccontare, magari in un altro post), e l’arrivo è stato celebrato da un magnifico tramonto.
A breve le foto di Sala e di Eskilsuna, per ora, direi.. buonanotte




















