Stasera sono andato a vedere Wall-E. Concordo in pieno con la critica di Leonardo (non per niente è Blogger dell’anno, congratulazioni, Leo!) . Ma vorrei aggiungere una cosa: credo che l’obiettivo più ambizioso del film della Pixar fosse quello di provare ad emozionare con OGGETTI, invece che con esseri viventi o antropomorfi (anche la “spalla”, uno scarafaggio,è ricostruito senza occhi o bocca con cui comunicare empatia). E devo dire che ci sono riusciti. Se io mi sono commosso in una delle sequanze finali, la ragazza tre posti più in là aveva tanto di lacrimoni, e il silenzio in sala era quasi toccante.
Eve è decisamente carina e ben rende una scintillante modernità, gli umani sono paradossalmente bambolotti che fanno tanto più ridere quanto si comportano da oggetti, ma il centro della storia è sicuramente Wall-E.
Wall-E è a volte eccessivamente maldestro, per motivi di comicità, probabilmente, ed inoltre è decisamente somigliante al mai dimenticato “Numero 5″ di Corto Circuito (l’ho notato solo io? CIngoli, Occhi, mani, il laser, persino una passione per i frullini!), ma è un personaggio azzeccato.
Note: 1) Il pilota automatico dell’astronave ha l’occhio di HAL9000. 2) quando il comandante dell’astronave aziona l’interfono, il rumore e la posizione sono quelli del capitano Kirk!
Stasera ho guardato un film a sorpresa, mi è stato passato qualche tempo fa in una chiavetta USB senza una parola e con una strizzata d’occhio. Il film è “
Se ci pensate, tutte le aspettative che ci si costruisce su un film, derivano dal trailer (a meno che non abbiate letto il libro, ma è un’altra storia). I montatori dei trailer, che a volte non sono diretti dal regista che ha girato il film, possono dare il “taglio” che vogliono, collegando scene diverse che affiancate danno un risultato completamente stravolto, anche senza cambiare di una virgola i dialoghi.
Carina, proprio carina la serie