Visita alla Citybanan

Avevo già scritto in passato della Citybanan, un progetto pluriennale per far passare i pendeltåg, uno dei treni di collegamento che attraversa Stoccolma, sotto il lago Mälaren, in modo da decongestionare i ponti che collegano le isole principali della città e di poter aprire nuove stazioni sotterranee in un paio di punti strategici della città.

Domenica scorsa, grazie alla segnalazione tempestiva di Davide ed Elisa, ho potuto partecipare con loro ed altri amici a una “giornata di apertura”, ovvero una domenica in cui l’ente pubblico che ha commissionato il progetto, il Traffikverket, apre i cantieri e permette a chiunque lo voglia di vedere come la costruzione procede, quali saranno i prossimi interventi, e di avere informazioni su come saranno le cose a progetto ultimato.

Una delle sezioni del tunnel subacqueo

Coda!

I cantieri aperti erano un paio, ma abbiamo deciso di visitare quello in Söder Mälarstrand, ovvero il punto in cui il tunnel che passa sotto la città sbuca sul fondo del lago. Già un ora prima dell’apertura la fila era abbastanza consistente, ma nel giro di pochi minuti si è allungata a dismisura. Dal telegiornale e dal sito della Citybanan abbiamo poi appreso che i visitatori sono stati più di tremila, ma le persone in fila sono state molte di più, con tempi di attesa anche di un paio d’ore. Meno male che siamo stati puntuali!

L'ingresso

La curiosità è stata solleticata sin da prima di entrare. In coda con noi c’erano le persone più disparate, gente in attrezzatura da trekking, mamme con mocassini e passeggino, la versione svedese di umarélls da cantiere. Come al solito la presenza di bambini era massiccia, e si vede che chi ha organizzato l’evento era consapevole: mentre alcuni srotolavano nastro bianco e rosso e preparavano le corsie, impiegate in giubbetto catarinfrangente distribuivano non solo un foglio informativo sulla visita, ma anche caschetti per bambini (in grossi contenitori IKEA, ovviamente), casacche con scritto “da grande per andare al lavoro userò la Citybanan), palloncini rossi e persino banane “sponsorizzate”. Mamma mia quanto piacciono le banane agli svedesi! Anche noi comunque ne abbiamo approfittato 🙂 A framezzare le file, cartoni per raccogliere i rifiuti.

Distributrice di informazioni e di... banane 🙂

Da grande...

Banana sponsorizzata

L’ingresso è stato preparato all’imbocco di un tunnel di servizio, ovvero un tunnel più piccolo in cui far entrare e uscire i mezzi ed il personale. Quando giunge il nostro turno, ci bardiamo di casacca catarinfrangente ed elmetto, e ci uniamo a un gruppo. La guida chiede se vogliamo anche la spiegazione in inglese, ma coraggiosamente nessuno del mio gruppo interviene, e ci concentriamo per capire la spiegazione in svedese. La prima tappa della visita è a meno di 20 metri, vicino all’altarino di Santa Barbara, protettrice dei minatori e degli esplosivi. Seppure la Svezia sia un paese molto… secolarizzato, questa usanza è sopravvissuta in tutti i cantieri sotterranei e le miniere.

Prima tappa

Santa Barbara (sulla destra)

La visita prosegue, ci si incammina lungo il tunnel di servizio che scende sensibilmente, fino ad arrivare a una sala un po più grande in cui sono parcheggiati macchinari improbabili. Le guide si danno il cambio, e spiegano tutti i vari procedimenti e gli strumenti utilizzati. Poco oltre a sud, e qualche metro sopra di noi, si trova una chiesa che però appoggia su un suolo molto sabbioso, stanno provvedendo a iniettare del cemento in modo da poter poi scavare all’interno. In altri punti del tunnel stanno facendo i conti con un grosso collettore fognario che nessuno ha voglia di far saltare in aria con la dinamite, e al di là di esso ci sono le fondamenta di alcuni grossi palazzi. In questo caso, hanno provveduto a svuotare le cantine, costruire nuovi pilastri di cemento armato per rinforzare le fondamenta dal disotto, e poi costruire il tunnel esattamente in mezzo ai pilastri. Sul soffitto si snodano strani tubi gonfiabili che servono per l’aerazione, e al di la delle transenne si vede il tunnel proseguire indefinitamente… il tunnel di servizio è piuttosto irregolare, devia, sale e scende, facendosi largo attraverso le profondità della città.

Tunnel di servizio

Da lì sbuchiamo poi nel tunnel vero e proprio, quello in cui passeranno i treni. L’effetto è tutt’altro che claustrofobico, la volta è molto ampia, e persino i macchinari parcheggiati sono più grandi.

Il tunnel principale

Mentre la guida avvisa i bambini che scorrazzano di stare attenti ai troll delle miniere, ci conduce verso una enorme porta di metallo, che copre tutta l’estremità della galleria. Si tratta di una porta di emergenza che divide il tunnel vero e proprio dalla sala successiva, che si trova già sotto il lago! Questa stanza è occupata quasi interamente da un’impalcatura, che serve per costruire l'”attacco” dei componenti del tunnel subacqueo. Quando il primo elemento sarà collegato, questa stanza sarà sommersa, e poi l’acqua sarà pompata via una volta sigilillato il tutto.

L'innesto degli elementi subacquei

Tunnel principale

La visita non si conclude all’uscita. Dopo aver restituito elmetto e casacca si arriva davanti a una tenda in cui vengono offerte bibite, succhi di frutta, e ovviamente caffè e le immancabili kanelbulle. Da li si accede a un piccolo capannone in cui sono esposti vari utensili, cartelloni esplicativi, e si possono vedere filmati che spiegano i lavori in corso ed i progetti futuri.

Fika!

Un po come in un cinema 🙂

Intorno ai visitatori si muovevano cameramen e fotografi, non solo delle TV locali, ma anche del Trafikverket stesso, che ha un sito ed un canale Youtube dove pubblica continuamente informazioni, notizie, foto e video sull’avanzamento dei lavori. Uno dei filmati più interessanti, che spiega come funziona la costruzione del tratto subacqueo, lo potete vedere qui sotto. E’ molto comprensibile anche per chi non conosce lo svedese!

E’ stata una mattinata molto divertente ed interessante. Fa riflettere il fatto che alcune giornate come questa, inserite in un progetto pulriennale e da miliardi di Euro, non incdano praticamente nulla nelle spese, ma siano importantissime per tenere informati i cittadini, renderli partecipi e consapevoli di come vengono spesi i loro soldi, di quanto i lavori procedano, e del motivo per il quale stiano affrontando alcuni disagi, come strade chiuse, stazioni spostate, e qualche centinaio di esplosioni nel cuore della città 🙂

 

Freeze!

No, non per il freddo (almeno questa volta).

Il 31 gennaio scorso, in due punti della città (Kungsträdgården e la Stazione Centrale), centinaia di persone si sono “congelate” e sono rimaste nella stessa posizione per 5 minuti esatti, per poi continuare quello che stavano facendo come se non fosse successo niente. Queste iniziative “sociali” si chiamano “Freeze”, e sono state promosse per la prima volta da un gruppo che si chiama Improv Everywhere, che congelò la stazione centrale di New York. Lo scopo? Riflettere sui ritmi frenetici della propria vita quotidiana, e vedere quanto fermarsi per soli 5 minuti possa rendere una giornata così diversa. Quanto adoro queste cose! Peccato non averlo saputo in tempo. Sarà per il prossimo freeze (il primo di aprile, forse?) o di sicuro alla prossima giornata internazionale delle cuscinate.

[Via Krallo’s]

08/08/08, festa grande per gli 08ers

Oggi non è solo il giorno di apertura delle olimpiadi, ma anche una ricorrenza curiosa per Stoccolma.

Per qualche bizzarro motivo culturale gli abitanti della capitale si identificano con il loro prefisso telefonico, che è “08”, tanto da chiamarsi fra di loro com o 08ers (“ziroeighters”), “quello dello 08”. Per cui, oggi, pioggia permettendo, grande festa: Stureplan (questa piazza qui) sarà chiusa al traffico, e diventerà una colossale discoteca all’aperto.

Ospiti della serata, gli “Octopus Project” (e vabbè) con “an evening with rhtrha” (scritto proprio così, a voi indovinare la pronuncia).

Info sull’evento su Hustler Of Culture.

21 Giugno 2008!

“La Via prosegue senza fine
Lungi dall’uscio dal quale parte.
Ora la Via è fuggita avanti,
Devo inseguirla ad ogni costo
Rincorrendola con piedi alati
Sin all’incrocio con una più larga
Dove si uniscono piste e sentieri.
E poi dove andrò? Nessuno lo sa.”

Così cantava Bilbo Baggins, prima di partire per un lungo viaggio. E così canto io, alla vigilia della mia avventura svedese, che potrà durare qualche mese, qualche anno, o chissà.

Dato che vorrei avere il tempo parlare con tutti, salutare tutti, ricordare tutti, invito chiunque mi conosca a una gioviale cena

Sabato 21 Giugno 2008

Non sono previste cerimonie, discorsi, animazioni, commiati strappalacrime, cotillons. Sarà una cena a cui potrà partecipare chiunque io conosca, un’occasione per vedere o rivedere amicizie comuni, oppure per vedere persone di cui vi ho sempre parlato ma che non avete mai incontrato, del buon cibo, un po di musica di sottofondo… e via. 🙂

*Aggiornamento* La cena si terrà nella sala della Polivalente Forum di Bastiglia, sopra al bar / sala da biliardo. L’inizio della cena è alle 21.00, il menu è a base di gnocco fritto, salumi, pinzimonio, e… lambrusco! La spesa, indicativa, sarà sotto i 15€ a testa, dipende molto dal numero dei partecipanti.
L’incasso della cena non andrà al sottoscritto, ma andrà a coprire le spese e, per il rimanente, a finanziare la struttura ospite. La qualità del cibo in ogni caso è assicurata!

Nel frattempo, in qualità di collega, amico, conoscente, compagno di strada, corsaro, compagno di bisca, compagno di palcoscenico, un misto di questi o in relazione qui non contemplata, ti invito a:

  1. Tenerti libero per il 21 giugno, e passare a cena o anche solo per un saluto
  2. Se ti fermi a cena, lascia un commento a questa pagina, indicando il numero di persone, e se hai il dubbio che non ne sia in possesso, un contatto. Altrimenti chiama, scrivi, ma fammi sapere se vieni per cena!
  3. Diffondi la notizia a tutti gli amici che abbiamo in comune, indicando il contenuto di questa pagina. Più siamo, più chiacchiere si faranno quella sera!

Per comprensibili motivi organizzativi dovrei essere in grado di avere un’idea del numero dei commensali entro domenica 15 giugno, per cui, che aspettate? Iscrivetevi, e fate girare la voce!

Vi aspetto!

Per qualsiasi info o chiarimento, scrivetemi a mauro <chiocciola> boffardi.net, oppure (se vi sentite fortunati) chiamate il 339 1177276.

In alternativa, vi toccherà venire a Stoccolma a trovarmi!

Singolarità

A volte nella nostra vita si verificano minuscoli eventi pseudocasuali, attorno ai quali ruotano, si consolidano, e prendono forma eventi sempre più grossi ed importanti, come pianeti o galassie.

Credo di avere vissuto una di queste singolarità.

(In Astrofisica la parola singolarità ha un significato ben preciso. Appasionati di astrofisica che le leggete (?), perdonatemi quindi se utilizzo questo termine a sproposito, ma non riesco a trovare la parola che cercavo, di solito usata nel cercare di spiegare la soluzione ai paradossi dei viaggi temporali).

Durante una serata gioviale alla fine di una conferenza di lavoro, fra discussioni multinazionali su figli, droghe leggere e Viagra, a una tavola su cui era scorsa tanta tanta birra, ho espresso il desiderio di lavorare in un paese straniero, possibilmente del nord europa, per conoscere realtà lavorative diverse, modi diversi di condurre progetti. A questa frase è seguito un passaggio di mano di un biglietto da visita, e da lì si è messo in moto un ciclone di eventi, di cui ora forse vedo solo le prime avvisaglie.

Forse quel piccolo rettangolino blu è la chiave, l’elemento mancante per passare al livello successivo.

Gli effetti hanno già cominciato a farsi sentire, e non piccoli: hanno preso forza i rimuginamenti fra me e un mio colleg amico, si sono considerate opzioni, si sono fatte telefonate. A un viaggio in Svezia (che ha incrociato le storie di altre due persone, ma questa è un’altra storia) è seguita un’offerta di lavoro, che già di suo ha condizionato la vita di ex-colleghi aspiranti soci, ex-colleghi amici, amici di ex colleghi, e amici colleghi.

All’accettazione dell’offerta sono seguite le dimissioni di questi giorni, e l’inizio (finora più teorico che pratico) dei preparativi per il trasloco a Stoccolma, che dovrebbe avvenire nel mese di Luglio, e che ovviamente tocca la famiglia e gli amici.

Come da un granello di polvere si forma un fiocco di neve, una goccia di pioggia o un chicco di grandine, in modo inaspettato questa scelta sta generando effetti imprevisti, che non voglio spiegare tutti qui. Comunque, so per certa una cosa: anche se si dovesse risolvere in nulla, in una bolla di sapone (e non sarà così, non può essere così), già oggi, prima ancora di  fare la valigia, ne sarebbe valsa la pena.