ottobre 19th 2010

米スナックや栗

Un mio collega di ritorno dal Giappone mi ha portato quesi bellissimi souvenirs! Sono gallette di riso di vari sapori, e una scatola di “marron glacé” :)

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ottobre 27th 2009

Timidi segni che la crisi sta passando

Quasto lunedì abbiamo avuto una nuova monadsmöte, ovvero la riunione mensile (più o meno) in cui in azienda da noi si parla di come vanno le cose, di quali sono i piani per il futuro, e si passa un po di tempo insieme. Avevo scritto un post simile l’anno scorso, ma nel frattempo è scoppiata l’onnipresente crisi, che ha fatto le sue vittime anche fra i miei colleghi.

Ora c’è qualche segno di ripresa. Abbiamo molti nuovi clienti, alcuni fra i più popolari siti e marchi svedesi. Il livello di complessità e qualità dei progetti che ci sono richiesti si sta alzando notevolmente, e paradossalmente siamo in difficoltà perchè non riusciamo a trovare personale qualificato da assumere!

La riuione è durata buona parte del pomeriggio, e visto che la cena era fissata per un’ora piuttosto tarda (le sette e mezza), sul tavolo da riunione sono stati messi a disposizione polarbrod, salume, formaggio, burro, peperoni, cetrioli e frutta assortita. Mentre l’amministratore delegato spiegava i piani per il futuro, la gente assorta si confezionava spuntini. Alle cinque e mezza, alla fine dell’orario lavorativo, ci siamo incamminati verso una meta misteriosa, sede dell’attività di intrattenimento e di team building. Anche la ripresa di questa consuetudine è positiva, visto che in tempi più magri l’intrattenimento poteva consistere in una gara di video divertenti su YouTube :) . Dopo una passeggiata di una decina di minuti siamo arrivati ad un Nöjecenter, letteralmente un “centro per divertimenti” pensato proprio per queste occasioni. dopo una prima accoglienza con prosecco siamo entrati in una grossa sala con tavoli da biliardo, simulatori di golf, tiri a segno, canestri, bersagli da freccette e postazioni di Wii.

Divisi in cinque squadre, ci siamo cimentati in una versione svedese delle boccie, della quale purtroppo mi è sfuggito il nome. Al termine di una pista verde è posato un pallino bianco. A metà della pista è disposto trasversalmente un listello di legno che imedisce di tirare direttamente sul pallino. Le regole sono le stesse delle boccie, ovvero bisogna far arrivare le palle del proprio colore il più vicino possibile al pallino, eventualmente spingendo via quelle avversarie. A complicare le cose il fatto che le boccie devono essere fatte rotolare e non lanciato, e hanno un peso da una parte che fa prendere loro una traiettoria curva. Lo scopo è quindi fare in modo che la palla “aggiri” il blocco di legno al centro, per raggiungere il pallino. Non facile! La nostra squadra si è aggiudicata una vittoria schiacciante!

La seconda prova era la caccia all’alce: un tiro a segno computerizzato in cui sparare a una minuscola sagoma di alce mirando attraverso un fucile telescopico. Io qui mi sono aggiudicato il record assoluto: dicutendo con la mia collega Anna, probabilmente avevo focalizzato la persona giusta da immaginare come bersaglio al posto dell’alce :)

La nostra squadra è stata quindi premiata con una medaglia, che per questa settimana potremo sfoggiare in ufficio :)

Dopo la premiazione siamo rientrati in ufficio, dove divisi in squadre diverse ci siamo dedicati alla preparazione della cena. Le ricette sono state dichiarate venerdì scorso, in modo da verificare che si potesse rientrare nel budget previsto e si potesse fare la spesa. Nel pomeriggio la responsabile delle risorse umane è arrivata in ufficio con le sportone della spesa, e un quantitativo inenarrabile di lattine di birra da mettere in frigo!

La squadra “antipasto” ha preparato un toast con rucola, caprino, miele e aceto balsamico, veramente buono. Il vino scelto, per motivi che sfuggono a qualsiasi umana comprensione, era un moscato Asti Cinzano. La squadra “piatto principale” si è prodigata in un ottimo filetto al pepe con insalata, purè di patate alle mandorle, salsa di trattkanterellen (raccolti a mano da una collega nel fine settimana) , e cetrioli con condimento a base di prezzemolo fresco che li ha fatti piacere persino a me. La mia squadra, dessert, si è lanciata in una combianzione di sorbetto e frutta glassata al cioccolato forse superiore alle nostre capacità.

La cena è stata preparata in sala riunioni con tovaglie, luce di candela, e musica soffusa, in un’atmosfera molto “calda”. Alla fine, in orario definito “scandalosamente tardo” (le dieci e mezza) tutti hanno dato una mano a sparecchiare, preparar i sacchi per la raccolta differenziata e caricare le lavastoviglie, per poi congedarsi per la buona notte. Gli avanzi oggi sono stati riprosti a buffet dalla persona di turno della cucina.

Nei prossimi giorni, quando si saranno conteggiati i risultati del sondaggio anonimo lanciato oggi sulla nostra intranet, si saprà il vincitore, e si assegnerà il premio a sorpresa.
Certo è stata una giornata molto lunga, ma ne è valsa la pena: sono convinto che leggere, viaggiare e soprattutto mangiare ti portino ad essere molto ben inserito in società :) e io in queste tre attività sono un professionista :)

Ecco alcune foto della serata!

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luglio 5th 2008

Ufficio e casa numero due

La mattina ho lasciato l’albergo alle nove e mezza; nel parcheggio, un gruppetto di turiste tedesche osserva un tizio che sta scalando la parete frontale del palazzo, attrezzata a palestra di roccia.
Il tempo di girare attorno all’isolato, e sono in ufficio ad avvisare che sono arrivato, e a ritirare le chiavi di casa numero due.
Mi apre la porta Karin, con il consueto sorriso, che mi fa accomodare. Oltre ad una tazza di caffè è a un pacchetto di cantucci, ha un sacco di novità per me. Conosco Petra, la persona a cui dovrò far riferimento. Ha cira la mia età, è alta qualche centimetro più di me, con occhi azzurri e lunghi capelli chiari. Poi incontro un altro collega (da quando ho accettato l’assunzione i dipendenti sono passati da 50 a circa 70) che ha vissuto per un po in Italia, e poi vado a conoscere il mio nuovo ufficio, che condividerò con due colleghe, a quanto pare nuove anch’esse.
Il mio PC è in alcune scatole sulla scrivania, direi che l’assemblaggio sarà il mio primo incarico. Ogniuno è responsabile del proprio computer.
Qualche chiacchiera, e poi la consegna del telfono, dei biglietti da visita e di qualche documento.
Mi sono stati assegnati due numeri: il cellulare vero e proprio, su cui ricevere gli SMS, è +46 733 370864. Ho poi un altro numero, che essendo di rete fissa è decisamente più economico da chiamare (soprattutto dall’estero ;-) ), ed è +46 8 41062310 (“08″ è il prefisso di Stoccolma). Il bello è che anche questo numero è rediretto allo stesso cellulare, per cui… due numeri, un solo apparecchio.
Il cellulare è un Ericcson 3G, ed è quello che attualmente mi consente di scrivere questo post, dato che nel contratto dell’azienda sono incluse alcune centinaia di Mb di traffico al mese.

Lasciamo l’azienda al seguito di Karin, per raggiungere un quartierino residenziale di Bromma, un distretto a Ovest del centro. Qui, parallele alla Tunnelbana che viaggia in superficie, corrono alcune strade principali a due corsie, dalle quali si dipartono delle traverse piccole e strette, il più delle volte a senso unico,  che salgono su colline rocciose e ricoperte di alberi. Sparse qua e là ci sono “stecche” di appartamenti, su due o tre piani, e che quasi mai si affacciano direttamente sulla strada. Buona parte dei quartieri residenziali sono fatti in questo modo.
Lungo una di queste stradine c’è Gustav III:s Väg 13, ovvero la mia casa numero due.
Il vialetto di ingresso è quello di un parco / asilo pubblico, con gabbie di conigli e una piscinetta profonda meno di una spanna, in cui stanno sguazzando educatamente una decina di monelli e monelle.
L’edificio è una “stecca” faccia a vista di tre piani e una dozzina di appartemaenti, in due scale da sei.
Arriva subito Celine, la padrona di casa, che avrà circa venticinque anni, e in due minuti mi mostra la casa.

L’appartamento è piccino ma completo, al piano rialzato. E’ composto da una zona giorno e da tre piccole stanzine con bagno, cucinotto e letto.
Da tutte le finestre entra molta luce, filtrata dagli alberi. Un balconcino si affaccia sul parco, di fianco alla porta d’ingresso.
Al piano di sotto, una lavanderia comune, con due lavatrici e un’asciugatrice industriali della Miele, che non mi faranno rimpiangere certo Beatrice (la lavatrice) ed Alice (l’asciugatrice) di San Martino.
Un breve scambio di convenevoli e le chiavi passano di mano, Celine e Karin si congedano. Un breve controllo dell’eventuale presenza di reti wireless aperte (accidenti, nemmeno qui, su una decina di quelle rilevate), si appoggiano le valige e si va a cercare un posto per pranzo. Il pomeriggio è dedicato alla spesa e al pellegrinaggio all’Ikea, se non altro per un tavolo al quale ci si possa sedere in più di du— ci si possa sedere, ecco. (il tavolo nelle foto è quello acquistato)

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