Ireland’s call

Stasera serata gaelica: si va al Griffin Irish Pub per qualche pinta in compagnia, con la maglia verde del 6 nazioni, e si guarda il testmatch Eire – Italia in attesa dei mondiali di rugby….
Potrebbe essere la volta che mi appassioni ad uno sport.
Forse non tutti sanno che l’inno che viene cantato dalla squadra Irlandese non è l’inno nazionale dell’Irlanda, visto che nella squadra giocano anche cittadini dell’Ulster (ovvero Irlanda del nord, ovvero Regno Unito), ma un inno patriotico che parla di tutta l’isola, “The Ireland’s Call”.
E visto che mi piacciono i doppi sensi, ho pensato di crearmene una suoneria per cellulare (la userò con parsimonia, promesso). Ve la metto a disposizione, insieme a una versione MIDI che ho trovato in giro.
Niente SMS strani, niente abbonamenti, e niente soldi da pagare: scaricate il file .amr dai link qui sotto, copiateli sul vostro cell con Bluetooth, infrarossi o con la Memory Card, e… voilà !
Ora vado, la prima pinta chiama.

Ireland’s Call.amr
Ireland’s Call (mid).amr

Ed ecco qui sotto “l’originale”:

 

Perchè non mi chiamo Guybrush Threepwood

Guybrush Threepwood(punto di domanda finale a discrezione del lettore)
Probabilmente, se sei un videogiocatore di vecchia data, ti ricorderai del personaggio di cui sto
parlando: Guybrush è un giovane mucchietto di pixel che, nel 1990, inizia la sua avventura su Monkey Island, proclamando “voglio essere un
pirata!”. Da quel momento la sua vita è un continuo tentativo di raggiungere il suo scopo,
esplorando, cercando di combinare tutti gli oggetti che gli capitano a tiro, evolvendosi di livello
in livello.
In questi giorni sto riflettendo sulle differenze fra la sua vita e la mia, notando punti in comune
e differenze.
Prima di Natale sono stato in ballo qualche settimana su vari colloqui con un’azienda: ci sarebbe
stata la possibilità di trasferirsi a lavorare in Irlanda, cominciare un lavoro nuovo, in una casa
nuova, conoscendo gente nuova. La prima analogia mi è venuta alla mente mentre una sera stavo
guardando quello che avevo intorno, a casa mia.
Quello che mi si stava presentando era l’inizio di un nuovo capitolo della mia vita, proprio come
succede nelle avventure come quella di Gubrush. Il mio ultimo obiettivo era costruirsi una casa, in
senso ampio: trovare la casa, trovare il sistema di comperarla, trovare tutti gli oggetti
incontrati lungo l’esistenza, sapendo che prima o poi potranno tornare utili. Poi, piano piano,
ogni cosa prende il suo posto, fai il mutuo, trovi i mobili, poi metti da parte qualcosa, riesci a
comperare la cucina, il divano, lo spazio vuoto sulle pareti si riempie proprio con il quadro che
stavi cercando, le fotografie, poi il caminetto, l’impianto surround, il telefono che evolve in
ADSL e poi wi-fi, il servizio di piatti in tinta, i gerani d’estate. Tutto è completo, perfetto, al
punto che è difficile sapere cosa andare a toccare.
Quando la situazione sembra stagnare, “tac!” missione compiuta, prepararsi al capitolo
successivo.
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Diario d’Irlanda, 23 Luglio 2006

23 Luglio, Galway - Westport
Clock Tower Pub, Westport, 23 Luglio 2006, 21:40

http://www.hitchhiketheworld.com
http://www.kingafreespirit.pl

(seconda pinta, e uno con la chitarra che canta “walk on the wild side”). Giornata degli
autostoppisti, oggi. Prima una coppia di ragazzi tedeschi che ho portato con me a Galway, non ricordo
i loro nomi.
Mi sono deciso a visitare Galway solo per le descrizioni entusiastiche che me ne hanno fatto tutti.
E’ una cittadina graziosa e vivace, ma la sua essenza, a parte la variante di una gradevole
piazza/parco, sono le vie di negozi, che fra l’altro, essendo Domenica mattina, erano in buona parte
chiusi.
E’ cominciato improvvisamente un acquazzone, ed avendo lasciato l’impermeabile in auto, mi sono
rifugiato in un negozio di souvenir.
Ha smesso di piovere solo quando ho comperato qualcosa, e il sospetto che sul tetto ci fosse qualcuno
con una canna pronto a far piovere a comando era forte. 🙂
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Karaoke esistenziale: I Wish That I Could See You Soon

Colpo di fulmine per questa canzone sentita oggi su Rai due: dopo aver ravanato un po’ su Google ho scoperto che si tratta di un nuovo singolo di Herman Dune, che a prima vista sembra un improbabile hyppie svedese.
Del suo nuovo album, “Giant”, il singolo “I Wish That I Could See You Soon”.
Le parole sono semplici ma mi hanno colpito, ma a quanto pare in tutta Internet nessuno le ha ancora trascritte.
Il primo che mi manda il testo inglese riceverà “in omaggio” la traduzione, per adesso potete guardarne il video su YouTube:

Aggiornamento: Niente da fare, ormai mi è entrata in testa, non ho resistito. Visto che sui siti di lyrics non c’è il testo, l’ho trascritto e tradotto a orecchio!

Aggiornamento, 1 Agosto 2008: ho corretto un po la traduzione, ed inoltre il video che vedete qua sotto è del “making of”. Il video ufficiale è qui: http://www.youtube.com/watch?v=unc_GV4MeSs , ma non saprei dire quale mi piaccia di più 🙂

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Diario d’Irlanda, 22 Luglio 2006

22 Luglio, Kilrush - GalwayLighthouse Inn, Killbaha, 22 Luglio 2006, 11:00

Stamattina mi sono incamminato sotto un cielo pieno di nuvoloni grigi verso Loop Head, la punta
occidentale della contea di Clare. Alla mia sinistra, prati immensi decorati qua e là da gruppi di
mucche e da qualche cavallo che scorrazza.
Alla mia destra impervie scogliere e faraglioni. Durante un’esplorazione ho incontrato un temerario
pescatore che, seduto sul ciglio, gettava la lenza “so quanti” metri sotto.
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