A.A.A. Bunker Antiatomico Vendesi

Se vi interessa un luogo ameno dove trascorrere le vacanze in tutta tranquillità, nel mezzo della Svezia a Falköping, località Torbjörntorp, avete un’occasione imperdibile: sul sito di annunci “Blocket” vendono un bunker antiatomico.

Il comune di Falköping accetta offerte per un bunker di circa 665 m² completo di cucina, bagni, impianti e camere da letto per circa 50 persone. Un acquisto che sembra proprio la fine del mondo!
Grazie ad Anna per la segnalazione su Facebook 🙂

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Aurora Boreale sopra Stoccolma e Ultima Thule

Non sono stato l’unico ad aver visto l’Aurora ieri, e almeno due “siti amici” hanno pubblicato foto molto più belle delle mie: vi consiglio di guardare la differenza della stessa aurora vista ad Akalla dagli amici di Stoccolmatto e le meraviglie catturate da Morgaine le Fée ad Ultima Thule!

Verso una società senza contante

Negli ultimi mesi lo stato svedese e le banche hanno deciso di dare una forte spinta alla transizione verso una società cashless, ovvero senza contante.

La tendenza era già piuttosto forte, dato che è da molto tempo che è possibile pagare con carta di credito qualsiasi tipo di importo, il mio record é stato di 20:- SEK, circa 2 euro. Inoltre, al ristorante è prassi che ciascuno paghi la sua quota con la propria cara di credito, e mai nessun cassiere, gestore o cameriere ha mai battuto ciglio. Il “mio” record é stata una cena di 13 persone pagata con 13 carte di credito diverse, e con 13 importi diversi!

Nell’ultimo mese hanno preso il via due diversi servizi. Uno che si chiama  SEQR, di un’omonima azienda internazionale, e Swish, frutto di un consorzio delle sei più grandi banche del paese.

Entrambi i servizi si basano su un sistema di sicurezza chiamato BankID: dal sito della propria banca si può generare un certificato elettronico (simile a quella che in Italia è la firma della PEC) che si può installare solo su uno specifico telefono. Al momento dell’installazione si sceglie un PIN che verrà usato per “firmare”.

SEQRSEQR è un sistema di pagamento per i negozi e per trasferimento di denaro fra utenti, simile ad una carta di credito. All’installazione dell’applicazione si inserisce il proprio codice fiscale e si firma con BankID, e viene fatto AL VOLO un controllo sullo stato di solvibilità (digressione: la solvibilità si può controllare in modo immediato e per via elettronica. Il venditore paga una piccola somma per il servizio, e il giorno dopo si riceve una lettera che riporta chi ha fatto una verifica di solvibilità, e l’esito.Il proprio indirizzo è indissolubilmente legato al proprio codice fiscale).

Se tutto va bene, l’applicazione è pronta per essere usata: quando si è per esempio in fila alla cassa del supermercato basta aprirla, e inquadrare con la telecamera del telefono uno speciale barcode che “contiene” l’identificativo del negozio e l’importo da pagare. Il tempo di un “bip”, si firma con il proprio PIN direttamente sul telefono, e il pagamento è fatto.

Tutte le spese finiscono sul conto SEQR, ogni transazione è visibile immediatamente nell’applicazione. Si può così anche vedere quanto si ha ancora a disposizione, dato che c’é un limite mensile di 5000:- SEK. Alla fine del mese si riceve per posta (o per posta elettronica) una fattura che si può pagare presso (il sito del)la propria banca. È anche possibile inviare denaro a qualcuno, “autofatturandosi” una somma che verrà poi trasferita sul conto del destinatario.

Swish non è un metodo di pagamento, ma è stato ideato per i piccoli trasferimenti di denaro fra persone. Si tratta in pratica un modo veloce ed elegante per fare un bonifico: il proprio conto corrente viene collegato ad un numero di telefono (sempre attraverso una firma digitale), e ci si può scambiare denaro semplicemente indicando il numero di telefono del destinatario.

Mettiamo che io mi sia offerto di acquistare il regalo per un compleanno per conto di un gruppo di amici. Alla festa, ognuno di essi può tirare fuori il telefono, scegliere il mio numero dalla rubrica, “firmare”, e via. Il denaro sarà trasferito istantaneamente sul mio conto, e la transazione sarà visibile immediatamente sull’estratto dei due conti correnti. Niente importo minimo, niente commissioni, niente giorni di valuta, nemmeno un minuto! Le banche risparmiano sul contante in circolo e probabilmente sul numero delle transazioni “normali”.

L’utente ci guadagna in semplicità e sicurezza: sul sito si fa un esempio riguardante una situazione molto molto frequente, la compravendita di oggetti usati su Blocket. Metto in vendita la mia bicicletta, il compratore si presenta per guardarla e confermare l’acquisto, e mi manda il denaro immediatamente con il suo telefono. Io sul mio verifico immediatamente che la transazione sia avvenuta e che i soldi siano arrivati sul conto, e a quel punto lascio andare via il mio acquirente con la bici. Niente anticipi, niente contanti, nessun bisogno di aspettare il giorno dopo per vedere se il bonifico sia arrivato.

Tutta questa “digitalizzazione” può far storcere il naso, perchè si presta a monitoraggio e controllo. In generale, è l’espressione di una società in cui alla privacy si preferisce l’apertura e la trasparenza. Questo restringe la privacy ma anche la possibilità di compiere truffe ed atti fraudolenti, o non pagare le tasse. Inoltre, invita a riflettere sul senso di falsa sicurezza, perchè pur sembrando un sistema troppo poco protetto e troppo tracciabile, è di fatto esattamente equivalente alla carta di credito protetta da PIN.

Altre considerazioni sparse: ogni tanto le banche lavorano anche nell’interesse del cliente, “accontentandosi” dei risparmi portati dalla semplificazione e dalla riduzione della carta. Non come la Banca Popolare dell’Emilia Romagna che anni fa si faceva pagare 50€ all’anno (ora non so) per attivare l’internet banking, ovvero per far fare a ME operazioni che a loro, allo sportello, sarebbero costate molto molto di più. Seconda considerazione, a distanza di quasi cinque anni persiste la mia sospettosità italiana che mi fa chiedere “loro cosa ci guadagnano” e “dove sta la fregatura”, mentre gli svedesi sono molto molto più rilassati, e hanno una mirabile fiducia sia nello stato che nelle imprese.

Lungimiranza

Sono tornato da una fiera che si tiene da 34 anni a Borås, una cittadina del sud vicina a Göteborg. La fiera si chiama distanshandelsdagen, ovvero il giorno del commercio a distanza, che una volta significava cataloghi spediti per posta come agli inizi dell’IKEA, e oggi é ovviamente commercio elettronico.

La nostra azienda ha ricevuto un premio diretto e un premio indiretto: il premio come miglior Business Partner in Svezia nel 2012, e il premio per il miglior sito di m-commerce svedese del 2012, per il nostro cliente Stadium. Un sito di m-commerce é un sito su cui é possibile fare acquisti usando un telefonino, cosa piuttosto frequente in una nazione in cui praticamente tutti hanno uno smartphone.

Io non ho nulla a che vedere con il premio, pur lavorando occasionalmente per Stadium io non ho avuto a che fare con il progetto, che é stato realizzato da colleghi.

Mi é venuto in mente peró un episodio di quasi dieci anni fa: nell’azienda in cui lavoravo, il gruppo che sviluppava e-commerce stava muovendo i suoi primi passi, mentre il guru della comunicazione ed ex presidente della Telecom Franco B. ci aveva appena acquisito per formare un “gruppo di aziende per il valore aggiunto nelle telecomunicazioni”. Nei primi giorni in cui veniva in visita, riverito come un megadirettore fantozziano, chiesi il permesso al mio capo di potergli mostrare una cosa a cui avevamo lavorato con i colleghi, ovvero un prototipo di sito di commercio elettronico, funzionante su un allora avveniristico Nokia Communicator. Era molto semplice, ma eravamo convinti che fosse il futuro, che avremmo dovuto sviluppare il concetto (grazie anche ai contati in Telecom) ed essere i primi a sbarcare in questo settore. Franco (lo chiamavamo Franco, ovviamente di nascosto, ufficialmente andava chiamato “Dottor B.” o, per gli amici, “Dottore”) osservò il telefonino incuriosito per una trentina di secondi, non lo prese nemmeno in mano, poi mi rivolse un sorriso di condiscendenza. In azienda non ne avremmo mai più parlato.

Blogfesten, informazioni di servizio

Ciao, la data si avvicina!
Il punto di ritrovo è la galleria del centro commerciale in Sergelsgatan nel centro di Stoccolma ( http://goo.gl/maps/g8lp9 ), ci sono un paio di porte a vetri scorrevoli fra un negozio di Björn Borg e uno di vestiti.
Noi saremo li alle 13:00 per dare il benvenuto, e poi ci sposteremo al 17 piano dove avremo un posto tutto per noi. Se arrivate piú tardi, o passate anche solo per un saluto, chiamatemi al telefono e vi verrò a prendere! Se non avete il numero contattatemi in questi giorni all’indirizzo di posta mauro@boffardi.net .

Per la cena: se riuscite a portare qualcosa da condividere in convivialità va benissimo, ma se non riuscite non vi preoccupate. Nella zona intorno ci sono svariati ristoranti che fanno cibo da asporto, dal Mac Donald alle prelibatezze della Hötorgshallen con tutto quello che ci sta nel mezzo, per cui possiamo tranquillamente organizzarci con la cena quando siamo li!
Sará anche possibile fare qualche collegamento Skype, per cui se non riuscite a partecipare di persona scrivetemi che ci organizziamo per un “telesaluto” 🙂
Vi aspetto, a presto!

Visida guidata di Göteborg al prezzo di un biglietto del tram

La seconda cittá di Svezia, Göteborg (che prima o poi mi decideró a visitare seriamente), ha un efficente sistema di trasporto pubblico basato non sulla metropolitana ma sui tram di superficie. I turisti in visita peró si assiepano sui classici bus dei tour organizzati, per ascoltare la spiegazione della guida e sapere quali parti della cittá visitare.

La compagnia dei trasporti pubblici ha pensato che forse avrebbe potuto suggerire un sistema piú efficente, rilassato, ed organizzato: scaricando gratuitamente un’applicazione per smartphone si puó visualizzare una mappa della cittá, ed essere guidati fino alla piú vicina fermata di uno dei tram. Una volta avviata la guida elettronica, essa racconta quello che si vede dal finestrino, e suggerisce dove, come e quando cambiare tram. Il tour puó essere gestito come meglio si crede, perché l’applicazione grazie al GPS sa esattamente in che punto vi trovate e quindi é in grado di darvi informazioni relative al posto in cui siete 🙂

Il tutto, come dice il video promozionale, al costo del biglietto del tram 🙂

Lost in Google

La miniserie italiana “Lost in Google” é una delle cose piú divertenti, geniali, e soprattutto nerd che abbia mai visto!

Dalla regia di Francesco Ebbasta, che ricalca le orme del mai dimenticato Maccio Capatonda, una serie che parte dalla domanda “Cosa succede se provo a cercare ‘Google’ su Google?” e si sviluppa seguendo i commenti degli spettatori su Youtube!

Una vera genialata, con ospiti di eccezione ed effetti speciali hollywodiani! Ma ecco il primo episodio: internet non sarà più la stessa!