luglio 28th 2010
Archive for the 'Diario' Category
marzo 7th 2010
Piccoli contrattempi
Ho appena perso per strada il portafoglio con un po di denaro, tre carte di credito, la patente e due carte d’identità, quella italiana e quella svedese.
A questo punto non c’è niente da fare e mi metterei volentieri a guardare l’ultima puntata di LOST, ma non credo che reggerei all’ironia della cosa.
marzo 6th 2010
Adesso glielo spiegate voi
… ai miei colleghi svedesi che si informano sull’Italia come sia possibile che dei partiti si presentino alle elezioni regionali con della documentazione non valida oppure uscendo a prendere un panino mentre si sta compiendo un atto necessario alla democrazia, e che poi il governo vari un decretino che permetta di ignorare le regole esistenti, e fra l’altro con un gioco di prestigio, un decreto interpretativo che non cambia la legge ma che ne consente una diversa interpretazione, che il Presidente della Repubblica garante dell’applicazione delle leggi diligentemente ha firmato, e che l’opposizione non possa dire nulla perchè ha presentato un candidato che per legge non potrebbe candidarsi (*) (Errani), anche se del resto anche un governatore presentato dalla maggioranza non è eleggibile per lo stesso motivo (Formigoni), ma nessuno dice niente sperando che non si lamenti nessuno.
E l’elettorato è bello tranquillo a pascolare.
Spiegateglielo voi, spiegateglielo.
(*) Cercate su Google
febbraio 8th 2010
Tornato!
Ecco, ora quasi tutto è tornato al suo posto.
Ho dovuto smadonnare alquanto perchè Wordpress non ha dato alcun problema, ma i MySql non voleva saperne di capire in che charset fossero salvati tutti i miei post, così il sito è stato per un po con strane lettere punti interrogativi invece di à,è,ò, e persino å, ä e ö.
Alla fine nemmeno Google ha saputo offrirmi una risposta (in realtà si era stratificato anche un problema derivato dal primo cambio di server), per cui mi sono messo come un amanuense a fare un “cerca e sostituisci” con un editor binario.
Ma alla fine, eccoci qui di nuovo ![]()
Se scovate qualcosa che non funziona a dovere fatemelo sapere che provvedo.
Ora si tratta di ricominciare a scrivere dei post!
gennaio 26th 2010
Il sogno italiano
Evidentemente la gente insegue il proprio sogno ovunque esso si trovi:
su diretta segnalazione della conduttrice Filippa Lagerbäck a Svedesi Dentro (grazie, Filippa!), vi comunico che dai primi di marzo su tv4 andrà in onda un nuovo programma: “Drömmen om Italien”, ovvero “il sogno italiano”.
Cinque coppie svedesi cercheranno di cambiare vita trasferendosi a Lepedona, nelle Marche, per gestire un bed & breakfast, impararando l’Italiano, a cucinare con una mamma italiana e farsi accettare dagli abitanti, che alla fine decreteranno la coppia vincitrice. Il programma sarà visibile sul sito di tv4, e sarà parte in italiano e parte in svedese. Come giustamente Filippa tiene giustamente a precisare: “Insomma, una specie di reality culturale, pulito e tranquillo…”
Mi attrezzerò per guardarlo e farvi sapere come va!
gennaio 24th 2010
Il mondo piccolo
L’ho già scritto, certe domeniche sono fatte apposta per i film in bianco e nero. Dalle vacanze di Natale ho riportato un DVD con i film di Don Camillo, e stasera ho riguardato per l’ennesima volta il primo film, del 1952.
Come tutte le volte in cui l’ho guardato, con un sorriso stampato in faccia dall’inizio alla fine, sono arrivati alla mia mente soprattutto odori: l’odore del fieno d’estate, Â della ghiaia polverosa dei caradòni, dell’acqua nei fossi, terra umida, dell’olezzo di stalla che arriva sulle ali del vento della notte, Â o di metallo e olio di vecchi trattori all’ombra di fienili di mattoni d’argilla…
dicembre 8th 2009
Arresti ad orologeria
Le dichiarazioni di Gioacchino Genchi, vicequestore di Palermo, sugli arresti di sabato:
Che dire?
novembre 22nd 2009
Intervistato da SR1
Probabilmente sapete che collaboro con il sito “Svedesi Dentro“, un portale dedicato a come la Svezia possa essere vista come un modello positivo di società.
Il racconto della mia esperienza al cinema a vedere Videocracy pubblicato su Svedesi Dentro è arrivato fino ad Erik Gandini, che ha segnalato a un suo amico reporter l’esistenza di un sito che deve avere per uno svedese un punto di vista particolarmente curioso.
Qualche settimana fa ho ricevuto da Lars Hermansson l’invito per un’intervista che ho accettato di buon grado. Ci siamo trovati davanti alla Kungsbiblioteket per una piacievole chiacchierata, che si è protratta in una passeggiata per Södermalm e in tratto in comune in metropolitana. Abbiamo discusso di varie cose sul modo di vedere la Svezia e l’Italia, e il risultato è stata una breve intervista che è andata in onda questa mattina in un programma di Sverige Radio 1 (la versione svedese della nostra Rai Radio 1) chiamato “Buongiorno mondo”, Godmorgon, världen! .
Per motivi di trasmissione l’intervista è stata ridotta a pochi minuti. Qui di seguito potete ascoltarne l’audio, e leggerne anche la traduzione che ho provato a farne dallo Svedese. Il taglio editoriale e la doppia traduzione hanno “compresso” molti concetti e punti di vista che sarebbero dovuti essere molto più articolati, io in questo post mi limito a riportare il testo così come è stato mandato in onda.
Premi il tasto “play” qui sopra per ascoltare l’intervista. Se non vedi il player, scarica l’MP3 da qui
Qui potete scaricare la versione originale svedese: den inre svensken, messa molto gentilmente a disposizione da Lars Hermansson, che ringraziona nche per la cortesia e la disponibilità. Di seguito ecco il testo da me tradotto:
Mentre l’Italia, attraverso l’esempio del suo primo ministro Silvio Berlusconi, sta sempre più all’esterno delle Comunità europea, ci sono italiani che vogliono immergervisi completamente, prendendosi cura del loro essere “Svedesi Dentro”.
Lars Hermansson hanno incontrato uno di loro.
“Nella cultura svedese, per come si vede da fuori, la società viene al primo posto. Quindi le cose pubbliche, le cose di tutti, e va dall’amministrazione a come si tengono i parchi, o il vicinato…”1
“Nella cultura svedese, la società viene in primo luogo, non l’individuo”, spiega Mauro Boffardi, uno dei quattro redattori della comunità online “Svedesi Dentro”, che tradotto letteralmente significa “Svedese dentro”. Coloro che fanno parte di questa rete intendono coltivare e sviluppare le qualità che essi percepiscono come tipicamente svedesi: avere il bene della società come primo valore, diffondere il rispetto per la natura e il prossimo, essere sempre onesti.
Svedesi Dentro raccoglie un paio di centinaia di membri attivi che sono coinvolti in discussioni sulla Svezia e sugli Svedesi. La maggior parte sono giovani, e Mauro li descrive come Italiani ordinari. L’interesse per questa inconsueta associazione continua ad aumentare e la home page ha molte migliaia di visitatori ogni giorno.
Nella dichiarazione della redazione, su una pagina del sito, si può leggere:
“Per spiegarlo in termini semplici, possiamo affermare che lo svedese è un esempio morale. Possiamo tutti aspirare a diventarlo e, anche se può sembrare strano, si può considerare con orgoglio essere Svedesi Dentro.”
Chiedo ovviamente a Mauro Boffardi se non creda che la loro visione dello svedese sia un po’ idealizzata.
“Credo quasi sicuramente di sì. Quando si conosce un paese si ragiona per stereotipi, e per quello che colpisce di più.”2
Sì, sicuramente sta idealizzando.
Quando si conosce un paese, dice Mauro, è facile partire da stereotipi e notare solo le differenze più vistose. E poi dice che la stragrande maggioranza dei membri di “Svedesi Dentro” spesso si lamentano dell’antica, e spesso autoattribuita proprietà degli italiani, chiamata “furbizia3“.
Non so quante volte ho sentito la frase:
“Bisogna essere furbo per vivere in questo paese4”
Ovvero: “Bisogna essere scaltro, astuto, malizioso, intelligente – il dizionario propone molti suggerimenti – per prosperare in questo paese.” Una spiegazione storica per come questa possa essere diventata una caratteristica nazionale è che l’Italia dalla fine dell’Impero romano alla sua unificazione nazionale nel 1861, è stata sottoposta alla sovranità di diverse culture – spagnola, francese, austriaca, e anche gli araba nel meridione – il che significa che la gente aveva necessità di sviluppare un certo egoistico pragmatismo, di prendersi cura di se stessi e dimenticare gli altri – per per sopravvivere. Atteggiamento che, ovviamente, può essere visto come peculiare del neo-liberismo, che è prevalente in molte parti del mondo. Chiedo a Mauro Boffardi se “Svedesi Dentro” abbia ambizioni politiche:
“Non è una questione partitica. Non è una scelta di appoggiare questo o quel partito.”
Mauro è sicuro che non ci siano partiti politici in Italia che potrebbe attrarre tutti coloro che sono coinvolti in “Svedesi Dentro”, ma poiché il movimento è basato su valori che sono percepiti tipici svedesi, come l’anti individualismo, l’uguaglianza sociale e5 la libertà, “Svedesi Dentro” non si può definire apolitica. Ciò che si mette in gioco, dice Mauro, è il fatto che i cittadini che lavorino per questi valori, la nella vita privata e lavorativa. Ma in Italia è una strada in salita.
“C’è poca speranza, è un sistema che è frutto di anni e anni e anni di storia del paese [...] ed è difficile da cambiare. Per cui a un certo punto uno si stanca di essere controcorrente e decide di cambiare, di fare qualcos’altro.”
C’è davvero molta poca speranza, dice Mauro, la strategia italiana di una carriera basata in parti uguali di nepotismo e di “furbizia6” è talmente profonda che è difficile vedere un qualsiasi cambiamento nel futuro prossimo. E così sono molte le buone forze a lasciare il paese, dice Mauro. Che vive in Svezia ormai da un anno e mezzo e lavoro a tempo indeterminato in una società Internet. Sta considerando l’idea di acquistare un appartamento e di mettere radici qui. Cosa che ovviamente non è del tutto semplice. Racconta di quando ha visto il documentario del regista Eric Gandini Videocracy qui in Svezia qualche tempo fa, un film molto critico sull’ottundimento dell’intelletto che la posizione dominante dei media di Silvio Berlusconi ha creato nella patria di Mauro.
“Si sentiva il pubblico ridere per certe situazioni, era una risata non di scherno, di imbarazzo, di.. come è possibile che queste cose succedano [...]Â ma quello che vedevo era qualcosa che faceva parte della mia cultura.”
Le persone fra il pubblico ridevano di quello che vedevano, non con malizia, forse, ma più per sorpresa – come è possibile che le cose possano essere così? – Ma, dice Mauro, è con quello che io sono cresciuto con, è il mio background culturale, che fa ridere la gente. Se c’è qualcosa che rende difficile vivere in Svezia, ha detto Mauro, è il dover essere costantemente associato con l’Italia che Berlusconi rappresenta. Chiedo se la Svezia, dopo un anno e mezzo, corrisponda ancora a queste alte aspettative. Faccio notare che anche qui c’è l’ingiustizia sociale, la solitudine, il mobbing, le persone che soffrono e si uccidono. “Oh, sì, me ne rendo conto, naturalmente, sono cose che succedono in tutti i paesi, ma in una prospettiva internazionale questi problemi in Svezia sono molto più piccoli”, spiega Mauro.
“Leggendo quotidianamente le notizie da casa e un po’ quello che succede in altri paesi del mondo, veramente si nota la differenza lo stesso.”
Mauro Boffardo (sic! NdT), uno dei redattori del sito “Svedesi Dentro”, in cui si vede la Svezia come un modello e un paese in cui spostarsi.
Reporter: Lars Hermansson.
note:
1 Intendevo “Neighborhood”, come quartiere. Contaminazione dall’inglese! (NdT)
2 Oh Dio, ho risposto davvero “Credo quasi sicuramente di sì” ? (NdT)
3 In italiano nel testo (NdT)
4 In italiano nel testo (NdT)
5 In corsivo nel testo (NdT)
6 In italiano nel testo (NdT)
ottobre 27th 2009
Timidi segni che la crisi sta passando
Quasto lunedì abbiamo avuto una nuova monadsmöte, ovvero la riunione mensile (più o meno) in cui in azienda da noi si parla di come vanno le cose, di quali sono i piani per il futuro, e si passa un po di tempo insieme. Avevo scritto un post simile l’anno scorso, ma nel frattempo è scoppiata l’onnipresente crisi, che ha fatto le sue vittime anche fra i miei colleghi.
Ora c’è qualche segno di ripresa. Abbiamo molti nuovi clienti, alcuni fra i più popolari siti e marchi svedesi. Il livello di complessità e qualità dei progetti che ci sono richiesti si sta alzando notevolmente, e paradossalmente siamo in difficoltà perchè non riusciamo a trovare personale qualificato da assumere!
La riuione è durata buona parte del pomeriggio, e visto che la cena era fissata per un’ora piuttosto tarda (le sette e mezza), sul tavolo da riunione sono stati messi a disposizione polarbrod, salume, formaggio, burro, peperoni, cetrioli e frutta assortita. Mentre l’amministratore delegato spiegava i piani per il futuro, la gente assorta si confezionava spuntini. Alle cinque e mezza, alla fine dell’orario lavorativo, ci siamo incamminati verso una meta misteriosa, sede dell’attività di intrattenimento e di team building. Anche la ripresa di questa consuetudine è positiva, visto che in tempi più magri l’intrattenimento poteva consistere in una gara di video divertenti su YouTube
. Dopo una passeggiata di una decina di minuti siamo arrivati ad un Nöjecenter, letteralmente un “centro per divertimenti” pensato proprio per queste occasioni. dopo una prima accoglienza con prosecco siamo entrati in una grossa sala con tavoli da biliardo, simulatori di golf, tiri a segno, canestri, bersagli da freccette e postazioni di Wii.
Divisi in cinque squadre, ci siamo cimentati in una versione svedese delle boccie, della quale purtroppo mi è sfuggito il nome. Al termine di una pista verde è posato un pallino bianco. A metà della pista è disposto trasversalmente un listello di legno che imedisce di tirare direttamente sul pallino. Le regole sono le stesse delle boccie, ovvero bisogna far arrivare le palle del proprio colore il più vicino possibile al pallino, eventualmente spingendo via quelle avversarie. A complicare le cose il fatto che le boccie devono essere fatte rotolare e non lanciato, e hanno un peso da una parte che fa prendere loro una traiettoria curva. Lo scopo è quindi fare in modo che la palla “aggiri” il blocco di legno al centro, per raggiungere il pallino. Non facile! La nostra squadra si è aggiudicata una vittoria schiacciante!
La seconda prova era la caccia all’alce: un tiro a segno computerizzato in cui sparare a una minuscola sagoma di alce mirando attraverso un fucile telescopico. Io qui mi sono aggiudicato il record assoluto: dicutendo con la mia collega Anna, probabilmente avevo focalizzato la persona giusta da immaginare come bersaglio al posto dell’alce
La nostra squadra è stata quindi premiata con una medaglia, che per questa settimana potremo sfoggiare in ufficio
Dopo la premiazione siamo rientrati in ufficio, dove divisi in squadre diverse ci siamo dedicati alla preparazione della cena. Le ricette sono state dichiarate venerdì scorso, in modo da verificare che si potesse rientrare nel budget previsto e si potesse fare la spesa. Nel pomeriggio la responsabile delle risorse umane è arrivata in ufficio con le sportone della spesa, e un quantitativo inenarrabile di lattine di birra da mettere in frigo!
La squadra “antipasto” ha preparato un toast con rucola, caprino, miele e aceto balsamico, veramente buono. Il vino scelto, per motivi che sfuggono a qualsiasi umana comprensione, era un moscato Asti Cinzano. La squadra “piatto principale” si è prodigata in un ottimo filetto al pepe con insalata, purè di patate alle mandorle, salsa di trattkanterellen (raccolti a mano da una collega nel fine settimana) , e cetrioli con condimento a base di prezzemolo fresco che li ha fatti piacere persino a me. La mia squadra, dessert, si è lanciata in una combianzione di sorbetto e frutta glassata al cioccolato forse superiore alle nostre capacità.
La cena è stata preparata in sala riunioni con tovaglie, luce di candela, e musica soffusa, in un’atmosfera molto “calda”. Alla fine, in orario definito “scandalosamente tardo” (le dieci e mezza) tutti hanno dato una mano a sparecchiare, preparar i sacchi per la raccolta differenziata e caricare le lavastoviglie, per poi congedarsi per la buona notte. Gli avanzi oggi sono stati riprosti a buffet dalla persona di turno della cucina.
Nei prossimi giorni, quando si saranno conteggiati i risultati del sondaggio anonimo lanciato oggi sulla nostra intranet, si saprà il vincitore, e si assegnerà il premio a sorpresa.
Certo è stata una giornata molto lunga, ma ne è valsa la pena: sono convinto che leggere, viaggiare e soprattutto mangiare ti portino ad essere molto ben inserito in società
e io in queste tre attività sono un professionista
Ecco alcune foto della serata!
ottobre 14th 2009
Blogfesten ‘09 (update)
Domani o al più tarndi nel weekend faccio un riassunto della situazione.
Ma quanti siamo? Tanissimissimi! Si prevede un ritrovo dal pomeriggio di sabato (magari con un giro sotto la neve?) con cena, e il pranzo di Domenica.
Grazie, a tutti intanto!























