Lost in Google

La miniserie italiana “Lost in Google” é una delle cose piú divertenti, geniali, e soprattutto nerd che abbia mai visto!

Dalla regia di Francesco Ebbasta, che ricalca le orme del mai dimenticato Maccio Capatonda, una serie che parte dalla domanda “Cosa succede se provo a cercare ‘Google’ su Google?” e si sviluppa seguendo i commenti degli spettatori su Youtube!

Una vera genialata, con ospiti di eccezione ed effetti speciali hollywodiani! Ma ecco il primo episodio: internet non sarà più la stessa!

Il titolare della mia azienda!

…e giusto un assaggio della libertá di pensiero in Svezia 😉

In questa pubblicitá che gira in TV in questo periodo ci sono il mio capo e suo figlio! Sono stati fermati per strada e gli é stato chiesto se volessero girare una pubblicitá, dato che serviva la versione “giovane” e “adulta” della stessa persona 🙂

L’azienda oggetto dello spot si chiama Svensk Addressändrinig, e in caso di trasloco si occupa di notificare al posto tuo tutte le utenze, iscrizioni, banche e servizi il cambio di indirizzo. Inoltre, insieme alle Poste del Regno, si occupa di far arrivare alla nuova residenza la posta che sia stata spedita al vecchio indirizzo. L’esistenza di questo servizio la dice lunga sulla frequenza dei traslochi, almeno a Stoccolma 😉

ecco il testo:

“Parigi, 2 giugno 1999.

Mio caro Kjell, mio piccolo bon-bon, mi sono innamorato di te sin dal primo momento in cui ti ho visto. Hai rubato il mio cuore e l’hai portato via con te in Svezia.

Questa é la terza volta che ti scrivo, ti prego, rispondimi.

Kjell, vieni con me a Parigi.”

Kjell oggi vive con Britt-Marie.

Non perdere la corrispondenza importante.

Ordina l’inoltro della posta quando traslochi.

“Un croissant?” – “No, sto bene cosí…”

Addressändring – La tua posta, dove vuoi.

 

 

 

 

Blogfesten 2012

Cari espatriati italici che vivete quassù in Svezia e ne raccontate sui vostri blog, amici, concittadini: anche quest’anno è giunta l’ora della BLOGFESTEN: il weekend del 6-7 ottobre 2012!
 
In occasione di questa quarta edizione ci sono delle novità che speriamo vi piacciano: il ritorno a Stoccolma dopo l’esperienza in provincia della terza edizione, una sede speciale che permetta di stare assieme in libertà senza dover per forza di cose essere legati agli orari di apertura di un locale ed infine la possibilità di pernottare (per chi desidera passare anche la serata in compagnia) in un Vandrarhem.
Il ritrovo del sabato sarà in centro, in Mäster Samuelsgatan 42, dove avremo a disposizione un attico tutto per noi al 18° piano di un palazzo in cui chiacchierare, mangiare e bere, approfittare di un collegamento wi-fi (per i praticanti del blogging estremo, il live blogging) e guardarci il panorama della città. L’idea è quella del “knytkalas” ossia ognuno porta qualcosa da mangiare (finger-food) e da bere. In loco ci sono microonde per scaldare, macchine per il caffè, stoviglie ed una cucina attrezzata. Ci sarà spazio in abbondanza, anche per i più piccoli che immaginiamo saranno parecchi. Ovviamente nei dintorni ci sono anche moltissime opzioni per il take away.
Visto che nelle passate edizioni più di qualcuno si è fermato sia il sabato che la domenica, abbiamo pensato all’opportunità di pernottare in una struttura comune, per coloro che non hanno qualche amico blogger Stoccolmese che  li ospiti (io ho due posti disponibili!). Segnaliamo quindi il Mosebacke Hostel a Södermalm in Högbergsgatan 26 dove si può usufruire anche dei locali comuni (tra cui la cucina). Si tratta di una struttura nuova, pulita e carina e non troppo dispendiosa e ad oggi ha piena disponibilità di posti. Approfittatene prenotando direttamente tramite questo link (ci sono camere singole, doppie o camere da 5 o 7 letti). Poi ci si può anche trasferire dall’attico all’ostello in compagnia.
Per riuscire ad organizzare al meglio la Blogfesten 4 tutti sono pregati di utilizzare il solito sistema che abbiamo già sperimentato con successo nelle passate edizioni indicando quando intende partecipare (sabato, pernottamento del sabato sera al Mosebacke Hostel, domenica mattina/pranzo) indicando anche il numero di persone tra parentesi. Questo sistema ci servirà anche per poter mantenere i contatti e comunicare l’orario di ritrovo del sabato o altre info utili.
Accorrete numerosi e pubblicizzate l’evento sui vostri blog/siti con il passaparola!  Arrivederci a presto! Blogfesten è anche su Facebook.
Grazie a Gabriele e Silvia di Onewaytosweden per l’organizzazione!

Forsmark e la sua centrale nucleare

Oggi ho fatto con amici una gita fuori porta con destinazione piuttosto inusuale: la centrale nucleare di Forsmark, a meno di un centinaio di kilometri a nord di Stoccolma.

Sul sito della Vattenfall (equivalente svedese dell’Enel) c’é una pagina dedicata a questo impianto e al vicino paesino, che fornisce informazioni, presenta le possibili attività, e spiega come organizzare una visita guidata gratuita. Quando ho deciso di organizzare la visita ho scritto all’indirizzo e-mail, e una segretaria mi ha risposto con un documento che spiega come prenotare, dato che il giro é in pullman e ovviamente ha posti limitati.

Insieme al documento c’era un modulo da restituire compilato con nome, cognome e personnummer (codice fiscale) di ogni partecipante, probabilmente per motivi di sicurezza o per avere una lista in caso di (ehm) incidente.

Siamo partiti, scherzando e facendo battute un po’ nervose, complici anche gli adesivi rimasti alle fermate del Pendeltåg dalla pubblicizzazione di un film dell’orrore chiamato Chernobyl diaries:

L’autobus parte da Forsmarks Bruk, un piccolissimo agglomerato di casette bianche e ordinate che sembrano uscite dalla scenografia di un film di Tim Burton. La parola Bruk indica, nei toponimi, tutti i posti legati alla lavorazione del ferro. L’acqua del lago che bagna il paese é stata prima usata per la lavorazione del legname, del carbone e delle fucine, e poi per una delle primissime produzioni di energia idroelettrica della Svezia.

Oltre alle casette c’é un piccolo laboratorio per bimbi, una värdshus, ovvero “locanda”, un piccolo immancabile caffè, ed un museo a ingresso gratuito dedicato al passato e ricostruzioni,  con mobili e suppellettili originali, di ambienti domestici, di una scuola, di uno spaccio, e con esposizione di molti attrezzi di uso agricolo e artigiano.

Ritirati i pass all’ufficio informazioni vicino al caffé, siamo saliti sull’autobus che ha iniziato il giro attraverso i boschi fino ad arrivare agli impianti, girandoli intorno e proseguendo verso l’Info Center. Qui la visita guidata é proseguita con spiegazioni su pannelli informativi, per poi ripartire e proseguire nell’area intorno alla centrale, e intorno al lago creato con le acque di raffreddamento.

Il tour dura un’ora e mezza, e purtroppo non mostra nulla dell’impianto in sè, ma solo li edifici dall’esterno. Anche la parte nell Info Center é abbastanza breve, la guida é stata brava ed esauriente, ma c’é stato pochissimo tempo per leggere i pannelli informativi e guardare gli oggetti esposti. La guida ovviamente parlava un buon inglese, ma la spiegazione é stata data solo in Svedese.

Ma ecco alcune curiosità sull’impianto: Forsmark contiene 3 dei 10 reattori nucleari correntemente attivi in Svezia, che forniscono circa il 40% dell’energia elettrica prodotta nel paese (piú info: http://www.world-nuclear.org/info/inf42.html , http://www.sweden.se/eng/home/society/sustainability/facts/energy/ ). Forsmark 1 e 2 sono i reattori piú vecchi e sono vicini, Forsmark 3 è poco distante ed è più nuovo e potente.

Gli impianti usano il calore della fissione per generare vapore, che fa girare turbine che producono elettricità. Il vapore viene poi raffreddato passando in uno scambiatore che preleva acqua di mare e la restituisce più calda ma senza che sia entrata in contatto diretto con il vapore possibilmente radioattivo.

Nel 2006 si é verificato un incidente che ha portato allo spegnimento del reattore 3, fortunatamente senza nessuna conseguenza. Un responsabile dell’impianto dichiarò che tutto andò bene per pura fortuna, e che si sarebbe rischiato di creare il terzo incidente più grave della storia, dopo Chernobyl e Three Mile Island (Quello di Fukushima non era ancora capitato). Questa dichiarazione é stata smentita da altri suoi colleghi, per fortuna non si avrà modo di verificarla!

Le barre di combustibile esaurite  vengono spostate in un edificio a circa un kilometro, chiamato “stoccaggio a radioattività breve”, dove vengono stoccate per un periodo di tempo relativamente breve (mesi) in piscine apposite, in attesa che i processi radioattivi più “veloci” scemino. Dopo questo periodo sono stoccate in un non meglio precisato posto nelle vicinanze, in attesa di una sistemazione definitiva per almeno i prossimi 100.000 anni.

Le barre vengono infilate in capsule con pareti di rame spesse alcuni centimetri, e chiuse con termosaldatura. Se ne vede una nelle classiche foto alla fine del post. Queste capsule (circa 6000) saranno poi seppellite in enormi depositi sotterranei che dovranno essere poi sigillati nel miglior modo possibile. Un deposito è in costruzione a Onkalo, in Finalndia, e un gemello dovrebbe sorgere su questa sponda del Baltico.

A proposito di Finlandia, da Forsmark parte un elettrodotto che permette di scambiare corrente con questo paese: dato che c’é un fuso orario di differenza, la centrale svedese può convogliare la sua energia nell’ora mattutina in cui la Finalndia si sveglia, e riceverla alla notte quando i finlandesi vanno a letto un’ora prima dei loro vicini.

Incidenti, scorie e quello che è successo in altre parti del mondo sono ovviamente fonte di preoccupazione per l’opinione pubblica. Dopo l’incidente di Three Miles Island in USA,  nel 1979 gli svedesi hanno votato un referendum che prevedeva la progressiva uscita del nucleare, che si sarebbe dovuta compiere entro il 2010. Negli  ultimi anni il governo ha posticipato la chiusura, e nel 2010 l’ha sospesa del tutto, consentendo agli impianti di funzionare. In compenso, é stato lanciato un (ottimistico) progetto che punta a rendere la Svezia libera dai combustibili fossili entro il 2020 e a passare a emissioni zero entro il 2050. Raccomando la letura di questo articolo di Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Energia_nucleare_in_Svezia .

L’acqua calda usata per il raffreddamento viene immessa in un canale che confluisce in un lago che si trova a 4 metri dalla superficie del mare. Dato che non si conoscono bene gli effetti dell’innalzamento della temperatura sull’ambiente circostante, la comunicazione del lago con il mare é controllata e misurata. Il lago é usato come punto d’osservazione ecologico: piante, pesci e uccelli sono osservati e studiati per capire come reagiscono a qualche grado in più. L’ufficio di pubbliche relazioni la “condisce” bene dicendo che dato che il Baltico si sta progressivamente scaldando, questi studi sono utili per capire cosa succederà.

A quanto pare pesci e uccelli non disdegnano, perché i pesci di acqua dolce crescono e prosperano, e la superficie è ricchissima di volatili, inclusi aironi, cormorani, e le bellissime aquile marine. Pare non si sia ancora trovata traccia del pesce triocchiuto dei Simpsons 🙂

Forsmark Nuclear Power Plant, 2012-08-25 – un set su Flickr

Forsmark Nuclear Power Plant, 2012-08-25 – un set su Flickr

 

 

 

Volare, oh oh…

[Post autoreferenziale]

In qualche post precedente accennavo al fatto che nel mio primo anno da espreatriato svedese avessi preso più aerei di quanti ne abbia presi in totale nel resto della mia vita.

Questo trend pare continuare di anno in anno! Grazie al fatto che dall’estate 2010 uso un servizio molto comodo e gratuito, TripIt, per tenere traccia di prenotazioni e spostamenti (non solo aerei: in macchina, treno, bus, prenotazioni di alberghi, musei, spettacoli…), ho potuto compilare una mappa dei voli da Agosto 2010 ad Agosto 2012:

Clicca per ingrandire

So che ovviamente c’é chi viaggia molto (ma molto) piú di me, ma non riesco a capacitarmi del numero di volte in cui in 24 mesi sono stato ad Arlanda (0,7 volte alla settimana!) e di aver percorso piú di 81.000km, ovvero due volte il giro del mondo!

La mappa si puó generare grazie al lavoro di Gem-Ray, accessibile al link http://cem.re/tripit/ . Grazie Gem-Ray!