Stockholm International Comics Festival 2012

Sabato sono andato in uno dei miei luoghi preferiti della cittá, la Kulturhuset, in occasione della fiera internazionale del fumetto.

Dietro un nome abbastanza pretenzioso si nasconde una piccola “fiera del fumetto” con disegnatori locali, qualcosa nello stesso spirito ma distante anni luce dalla nostra Lucca Comics, ma abbastanza interessante per trascorrervi un paio d’ore vagabondando fra bancarelle dell’usato e di piccoli disegnatori locali, e per catturare qualche immagine qui e là.

Album su Flickr

Dopo la fiera ne ho approfittato per tornare a Kungsträdsgården sotto i ciliegi (finché durano!), e ho rubato un paio scatti a un matrimonio che in Italia sarebbe impossibile. La dolcezza degli sguardi é difficile da descrivere…

Intorno  alla coppia a osservare i passanti e a scattare fotografie c’era anche Clara Von Rettig, a sorridere e a compiacersi del fatto di aver fornito una cornice adeguata alla felicitá di due persone in più.

La storia del giardino dei ciliegi

No, non mi sto riferendo alla tragicommedia di Čechov, ma al giardino dal quasi impronunciabile nome di Kungsträdgården, nel cuore di Stoccolma:

 Venne creato nei primi anni del 1700 come giardino botanico e come orto per rifornire il vicino palazzo reale. Da lí deriva il suo nome, kungs significa “del re” e träds-gården significa “giardino degli alberi”. Ovviamente nel corso dei secoli é cambiato, si é evoluto, ed ha passato alterne fortune.

Da poco piú di dieci anni é stato ristrutturato, e diviso in grossomodo quattro zone: la parte più a sud é un’aiuola fiorita con siepi, statua di supporto ai piccioni e barettino con tavolini all’aperto. Poi una zona alberata con grossi salici e una fontana circondata da cigni, poco piú a nord uno spazio aperto con un palcoscenico permanente e una grossa fontana che d’inverno si trasforma in pista di pattinaggio.

Ma la zona piú popolare é senza dubbio la parte nord, in cui una bassa “vasca”  é fiancheggiata da quattro file di ciliegi.

La vasca d’inverno é vuota e funziona come spazio aperto per stand ed esposizioni d’estate offre il suo palmo d’acqua a bimbi e uccelli e porta frescura alle persone sedute sui suoi gradini. Sotto gli alberi la gente passeggia, gioca a scacchi  oppure curiosa fra i padiglioni di diverse iniziative temporanee, come i mercatini di Natale di Dicembre.

Ma il vero appuntamento imperdibile é la fioritura dei ciliegi: per una sola settimana all’anno, prima ancora di mettere foglie, gli alberi creano una cupola rosa che fa sorridere tutte le persone che vi passano sotto. Non é solo uno spettacolo botanico, é un simbolo della primavera che arriva, delle prima giornate in cui ci si può godere le panchine e il sole sul viso, e chi abbia passato piú di un inverno qui sa a cosa mi riferisca. Il fatto che nessuno possa predire con esattezza quando fioriscano, lo rende ancora più importante, nel mese di Aprile ci si chiede “ma sei passato da Kungsträdgården?” “I ciliegi a che punto sono?” “oh, accidenti, nevica ancora, poveri ciliegi di Kunsgträdgården!” e cosí via.

Proprio per compiere  uno di questi “turni di guardia” l’altro giorno mi sono trovato con amici per fare una passeggiata nel giardino, e vi ho incontrato inaspettatamente il mio amico Gilbert, venuto a fare fotografie. Gilbert si era intrattenuto in chiacchiera con una signora che si godeva il sole e osservava compiaciuta le persone ed i ciliegi, scattando fotografie, coperta da una vistosa sciarpa verde.

Clara Von Rettig

Dopo le presentazioni di rito vengo a conoscenze del fatto che questa signora, che si chiama Clara Von Rettig, é una delle persone che ha suggerito e realizzato i filari di ciliegi. Urbanista, artista, architetto delle luci e anche attrice in un film del 1988 (“Det finns för lite indianer”), nel 2000 ha saputo che i piani per la ristrutturazione del giardino comprendevano in questa zona un’ampia spianata di cemento, dato che i tigli che c’erano in precedenza erano tutti moribondi a causa dell’inquinamento del terreno.

Gli accordi con i fornitori erano giá stati presi, e il budget già assegnato, per cui pareva proprio non ci fosse nulla da fare. Clara si é messa in movimento e ha trovato una soluzione che, pure mantenendo la pavimentazione, permettesse di avere un po’ di verde. Stilato il progetto dei filari di ciliegi, si é presentata in piazza con un grande arco di rami fioriti di ciliegio. I passanti potevano acquistare un rametto e contribuire cosí alla raccolta fondi. Il budget fu cosí salvo, i fornitori contenti, ma il giardino ha potuto avere questo tocco di verde… e di rosa.

Clara negli ultimi venti anni ha lavorato in quasi tutti i settori artistici della città, e c’é lei dietro al sistema di illuminazione del Globen o all’illuminazione dei grattacieli bianchi di Hötörget in cui lavoro, cosí come a dibattiti su qualità e quantità dell’illuminazione di strade e giardini.

Tempo addietro realizzò delle aiuole fiorite nella conosciutissima plattan , ovvero la piazza a triangoli bianchi e neri ai piedi della Kulturhuset.

In questa pagina potete vedere alcune fotografie delle sue opere: http://culturehall.com/artwork.html?page=2649

Clara quel pomeriggio si stava godendo i frutti del suo lavoro, ovvero tutti i sorrisi che anno dopo anno sbocciano insieme ai fiori di ciliegio. Eclettica come tutti gli artisti, si spostava di panchina in panchina, fermandosi a chiacchierare con gente di tutto il mondo, e discutendo di ambiente, di come i fiori portino gentilezza, di consapevolezza ambientale e di filosofia. Discutendone tanto appassionatamente che in effetti é stato difficile trovare il modo di finire la conversazione e di proseguire la nostra passeggiata! Tanto per screditare il luogo comune di svedesi timidi e taciturni 🙂

Sará piacevole, ogni volta che passeggerò sotto gli alberi, pensare al fatto che persone come Clara e tutte quelle che hanno contribuito a finanziare il progetto dimostrano che é possibile prendere possesso della propria cittá, e creare cambiamenti che possono migliorare la vita di tutti, anche per la durata di un’effimera esistenza di un fiore di ciliegio.

Filmfrukost

Il “Bio Rio” è uno dei vari piccoli cinema d’essay che si possono trovare in città. Vi si può assistere a festival, dibattiti, a volte opere teatrali, e sono la possibilità più preziosa di guardare film italiani, in particolar modo piccole produzioni, che però danno uno spaccato più reale e meno… patinato dell’Italia vista dal di dentro e dal di fuori.
In cinema come questi ho visto Videocracy, Focaccia Blues, Italy Love it or Leave it, e tanti altri, spesso seguiti da dibattiti con i registi.
Ma l’iniziativa più simpatica va decisamente al Bio Rio, e si chiama “filmfrukost”, ovvero “colazione da film”.
Ogni domenica mattina il cinema apre alle 11 e presenta vari film o, come nel momento in cui scrivo, una rassegna di cortometraggi. Agli spettatori viene dato all’ingresso un “cestino” con un panino, macedonia, un piccolo dessert, e caffè e succo d’arancia a volontà.
Ci si può così godere qualche spunto interessante, circondati da gente rilassata nella pigrezza della domenica mattina, con il tepore e il profumo di una tazza di caffè, così diversi dal risucchio di bicchieri di coca cola e dallo sgranocchiare di patatine 🙂
L’ambiente è estremamente confortevole, grazie agli attaccapanni all’interno della sala, e da alcuni tavolini da cui è possibile guardare il film se non si vuole sedere sulle poltroncine.
Ci si sente quasi in colpa a non togliersi le scarpe entrando 🙂

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