Tekniskamuseet

Ieri ho passato il pomeriggio al Tekinskamuseet, ovvero il “Museo della Scienza e della Tecnica” che si trova in ogni grande città che si rispetti. Di solito in posti come questi ci sguazzo, mi ricordo una giornata al museo de “La Villette” a Parigi interessantissima.

La versione di Stoccolma è un’altro paio di maniche, non c’è che dire. La sezione più interessante è la cosiddetta “Sala Macchine”, in cui sono esposti diversi tipi di “Macchine” in senso stretto, come mulini a vento, orologi, motori a vapore, eliche, razzi, e “mezzi”, dai primi velocipedi ed automobili fino ad alcuni aeroplani. Niente di particolare, magari una buona fonte di ispirazione per fotografare qualche dettaglio, non fosse che… mi sono portato dietro la macchina senza memory card. Le poche foto che ho fatto sono scattate con il cellulare, e sono… quel che sono.

Oltre alla Sala Macchine, c’è un plastico ferroviario (accessibile due volte al giorno), un cinema 4d che lascia veramente il tempo che trova, ed un esposizione sulla ISS che per la maggior parte consiste in filmati.

Il piano inferiore è ambientato in una miniera e parla dei vari minerali, ma le didascalie sono tutte solo in Svedese, e comunque non regge una visita a Falun o a Sala.

Interessante anche il Tecnorama, una sezione di un paio di grosse sale in cui ci sono giochi, esperimenti, esperienze dedicate ai bambini, con spiegazioni dei principi di base della fisica, che da quello che ho capito tutti i mercoledì rimane aperta fino alle 8 di sera, con diverse animazioni da parte dello staff del Museo.

Ma ero oggettivamente un po fuori target per apprezzarla 🙂

Mah, mah, mah.

The Dark Knight

Visto stasera, mi è piaciuto molto. Qualche rimpianto per i dialoghi, quando Batman parla in inglese con la raucedine si capisce poco o niente. Sopra ogni altra cosa, e di solito io sugli attori non mi sbilancio, l’interpretazione di Joker, veramente grandiosa. Molto di più di quella di Batman o del capitano Gordon, che io fra l’altro avrei giurato e spergiurato che fosse il “commissario Gordon”. O il commissario era Basettoni?

Boh!

Guida la tua canoa

Ieri ho dedicato l’intera giornata ad un’escursione in Kayak. Ho cercato qualche noleggio che mi consentisse di vagare per il centro città, ma da quello che ho visto molti sono aperti solo al sabato e alla domenica, mentre i “Kajak klub” più organizzati sono distanti dal centro città.

Così ho preparato una borsa con un cambio, acqua e un po di frutta, e alla mattina sono partito in direzione di un noleggio nei pressi dell’Università. Da li, non potendo fare a meno di sorridere per un improbabile parallelo di una scena di “Into the Wild”, mi sono avviato pagaion pagaioni per i meandri del lago Mälaren, onnipresente ed infinitamente tortuoso.

Sulle sponde una gran quantità di gente prendeva il sole in spiazzetti fra le rocce, o si tuffava nel lago a schiamazzare. Una quantità di sentieri e piste ciclabili costeggiavano le sponde, e si potevano vedere le solite famiglie portare a spasso i bambini. Ho curiosato intorno ad un idrovolante, poi mi sono diretto verso un canale regolato da un semaforo che, passando sotto l’autostrada, conduce ad un ramo un po più trafficato del lago. Mi sono diretto verso sud, fino ad arrivare ad un ponte dell’autostrada, della ferrovia e della metropolitana, poi ho deciso di fare dietro front perchè da li in avanti sembrava ci fosse più che altro un quartiere industriale. Ragionando sul fatto che non sempre succede di passare sotto la metropolitana, ho fatto dietro front ed ho fatto rotta verso nord. Avvicinandomi alle zone residenziali, il paesaggio cambia: le rocce rosse ed i canneti lasciano il passo a piccoli moli di abitazioni private, che vanno dalla baracchina con attraccato davanti una vecchia barchetta in vetroresina, alle ville con veranda e tavoli in legno sul mare, con attracco privato di motoscafi di lusso. In entrambi i casi, molta gente sdraiata a prendere il sole e, nelle zone più amene, a fare il bagno davanti a casa propria.

Nei pressi di un “Marina Club” ho scelto un angolino e mi sono fermato per il mio pic-nic, per poi ripartire verso nord. Dopo un altro paio di ponti le case si sono rarefatte, e lungo le sponde sono apparse grosse ville storiche con giardini digradanti nel lago.

Dopo i giardini, solo un susseguirsi di rocce, spiaggette affollate di famigliole e canneti, in cui papere e cigni pensavano ai fatti loro.

Stavo decidendomi a tornare indietro, quando qualcosa ha attratto la mia attenzione, e avvicinandomi al centro del “fiume” ho visto… una renna! O meglio, una sagoma di metallo a forma di renna, dipinta, appoggiata a chissà quale scoglio al centro del lago…

Dopo aver visto questo ho fatto ritorno al club, incrociando un paio di persone che facevano sci nautico ed osservando la polizia in motoscafo che fermava e faceva la multa ad un tizio che correva su una moto ad acqua.

Arrivato al molo di partenza, ho salutato una famiglia che aveva appena noleggiato due canoe da due, una per mamma e papà con un figlio ciascuno, e tutti infagottati nei giubbotti salvagente stavano partendo per una pagaiata serale in attesa del tramonto…

Ho fatto quello che ho potuto per documentare la cosa, compreso portarmi dietro la macchina fotografica in una scatola di plastica da frigo:

Qui qualche spezzone di filmato,

Su flickr qualche foto, ed infine su Google Maps una ricostruzione del tragitto (che si può vedere anche con Google Earth).

Il mio nuovo ufficio

In questi giorni sono passato dall’ufficio un paio di volte a sistemare delle cose, mentre praticamente tutti i colleghi sono in ferie (qui il mese “sabbatico” è luglio). Ne ho approfittato per scattare un paio di foto e registrare un video (essendo solo in quel momento, il silenzio è un po spettrale, lo ammetto 🙂 )
Gli uffici sono in un vecchio stabilimento che si affaccia su uno dei mille porticcioli sul lago Mälaren. L’esterno non è ne spettacolare ne moderno, gli interni invece sono piacevolissimi.
La ditta è su due piani, gli uffici “di rappresentanza” al terzo piano e le scrivanie con la maggior parte dei programmatori al piano mansardato.
Come di tradizione nelle case, c’è parquet ovunque, e difianco alla porta e allo zerbino (qua si usa sempre lo zerbino DENTRO alla porta, e non fuori) c’è una scarpiera, probabilmente per i mesi invernali in cui si gira con scarpe pesanti che sarebbero scomode da portare tutto il giorno.
Sul mio piano (quello nel video) c’è un divano con dei cestini di frutta, che l’azienda procura fresca ogni settimana. Su entrambi i piani c’è una cucina con i tavoli per la pausa pranzo, completa di frigorifero, fornelli, microonde e lavastovigile. Il caffè è distributo gratuitamente, basta prendere uno dei 50 tazzoni dell’IKEA nello scolapiatti, e riporlo nella lavastoviglie dopo l’uso.
Un foglio appeso indica il turno settimanale del dipendente che ha l’incarico di tenre la cucina in ordine, e di far andare la lavastoviglie.
In un ripostiglio, a disposizione per chi ne volesse prelevare, polo e felpe con il nome della ditta ricamato. Non oso chiedere per quale scopo, ma ci sono in giro almeno tre scatole di Nintendo Wii e svariati manuali di programmazione del Commodore 64, compreso un vecchio Joystick Albatros!
Sono curioso di vedere cosa sarà lavorare qui, al ritorno dei colleghi…




Le foto sono del piano inferiore, il video del piano mansardato..

Prove tecniche di trasmissione

E’ uscita uma versione di WordPress per iphone/iPod touch. Si possono creare nuovi articoli, controllare e modificare quelli vecchi, e lavorare anche offline per pubblicare poi i post in un secondo momento. Se state leggendo, vuol dire che funziona!
Certo, usare la tastierina virtuale non e’ la stessa cosa di usare la tastiera del pc, ma ci si fa la mano…