World Economic Forum IT Global Report 2007

Evidentemente è tempo di bilanci annuali sull’IT.

Dopo il rapporto IBM legato al settore e-commerce, eccone un’altro del World Economic Forum dedicato al settore IT in generale.

A parte i bassi costi di Broadband e Telefonia cellulare (in cui siamo piazzati rispettivamente terzi e secondi in classifica), in tutto il resto abbiamo molto da fare.

In classifica generale, l’Italia è al 42° posto. La Svezia? Secondo.

Le cose prendono forma

Arrivano aggiornamenti per alcuni aspetti della Svezia!

Telefono:

Non ho ancora una casa, ma ho già due numeri di telefono! L’azienda per cui lavoro gestisce due numeri, uno detto “di ufficio”, e “fisso”, e un numero di cellulare. Entrambi si utilizzano sulla stessa SIM, e con lo stesso cellulare! L’azienda mi ha già assegnato i numeri personali. Ovviamente, per amor di patria, il cellulare sarà un Sony Ericsson 🙂 , con riserva poi di  sceglierne uno definitivo dopo l’estate.

Computer / Internet:

Il mio nuovo portatile sarà disponibile già in luglio, PRIMA che inizi a lavorare. Dato che l’indirizzo in cui andrò ad abitare probabilmente non sarà definitivo (vedi sotto, in “casa”), non posso fare da subito l’allacciamento a una ADSL (o qualsiasi cosa abbiano lassù). Mi hanno suggerito di noleggiare una di quelle chiavette USB che da noi hanno iniziato a pubblicizzare questa primavera, vedrò dopo essermi trasferito come farlo e a quali condizioni. Sarà interessante confrontare le offerte, perchè qui c’è l’obbligo di sottoscrivere un abbonamento di due anni! Gli operatori sono i familiari “3” e “tele2”.

Banca:

Tutte le banche svedesi sono gestibili completamente Online, come le nostre Fineco e Mediolanum. Le più diffuse sono SEB e Nordea, e hanno più o meno le stesse condizioni. La sicurezza è gestita con un Token, ovvero una specie di generatore di password portatile, usato anche da alcune banche italiane (NON Fineco). La scelta della banca? Quella che offre il Token più piccolo e comodo da portare in giro! 🙂

Casa:

Come scritto qualche giorno fa, gli annunci di affitto ruotano a una velocità impressionante. Attualmente NON ci sono appartementi disponibili a partire da Luglio, ma solo da Maggio. La cosa più probabile è che vada inizialmente in un appartamento ammobiliato e affittato per l’estate, e poi che mi sposti verso la mia magione “definitiva”.
Auto:

Qui la cosa è ancora piuttosto oscura, devo vedere quali sono gli obblighi burocratici. Quello che è certo è che la Volvo e SAAB sono ovviamente la norma, e che a quanto pare il gusto diffuso è per i macchinoni: mi hanno offerto una V70 da 150Cv! Per qualcosa di definito occorrerà aspettare ancore un po…

Italia – Svezia

IBM ha pubblicato un’interessante studio su come i vari mercati nazionali “reagiscono” al commercio elettronico, l’ “e-readiness Ranking Results”.

Se non vi va di leggere il documento originale (in inglese, qui: IBM 2007 E-Readiness WhitePaper), pubblico il trafiletto riportato da “La Stampa” di oggi:

L’Italia si piazza al 25esimo posto, con un tasso di E-readiness pari a 7,55 su 10, mentre gli Stati Uniti che guidano la classifica toccano 8.95 punti, seguiti a breve distanza da Hong Kong (8,91) e Svezia (8,85). È quanto emerge dalla nona edizione della ricerca «e-readiness Ranking Results» realizzata da Ibm e dall’Economist Intelligence Unit, un’overview a livello mondiale sulla ricettività dei mercati nei confronti delle opportunità legate ad internet e alle tecnologie digitali.

Per quanto riguarda la posizione dell’Italia nelle 6 categorie chiave prese in esame dalla ricerca (infrastrutture tecnologiche, contesto di business, fattori socio-culturali, quadro legale di riferimento, policy e vision del governo, modelli di consumo e del business), il nostro Paese ottiene un buon piazzamento solo in relazione al «quadro legale di riferimento», collocandosi al primo posto tra gli stati dell’Europa Occidentale e all’ottavo a livello mondiale. Solo in questo settore, infatti, l’Italia appare nella top ten globale.

Per quanto riguarda le altre categorie l’Italia ha una classifica tutt’altro che lusinghiera, (ad es. le infrastrutture tecnologiche in cui il 13esimo posto a livello europeo e il 23esimo a livello mondiale la collocano tra le peggiori fra le economie avanzate; sotto il profilo del contesto tecnologico, l’Italia è il fanalino di coda a livello europeo – al pari della Grecia – e si colloca al 41esimo posto nel mondo). Un leggero miglioramento si riscontra nelle categorie fattori socio-culturali (12esima a livello europeo, 20esima a livello mondiale), policy e vision del governo (rispettivamente 13esimo posto e 23esimo) e modelli di consumo e del business (15esima posizione europea e 27esima mondiale).

Grazie all’analisi approfondita della ricettività dell’economia italiana verso le opportunità offerte dalle tecnologie digitali, maintaining momentum giunge a raccomandare l’adozione di alcune azioni capaci di incrementare l’e-readiness italiana, in particolare: una politica di investimenti strategici in infrastrutture, attuata in stretta collaborazione dal governo centrale e da quelli locali; una stretta partnership tra pubblico e privato per assicurare un sicuro progresso in tutte le aree interessate dalla ricerca e il sostegno a progetti d’eccellenza.

I grassetti sono miei, ovviamente.