Karaoke esistenziale: Fade Together

Karaoke esistenziale specifico e ristretto a un particolare aspetto di un particolare momento di una particolare notte di primavera: “Fade Together”, di Franz Ferdinand. Cuore di tutto il significato del verbo “to fade”, che come di solito avviene per i verbi in Inglese, riassume in quattro letterine molti contesti, sfaccettature, significati. “To fade” significa “svanire”, sparire nel nulla. I ricordi “are fading”, o “are fading away”, sbiadiscono, perdono di consistenza e significato, la musica “fade out”, quando cala lentamente di volume fino al silenzio, la luce “fade to black”, si dissolve nel nero, l’illusionista “fade”, scompare.

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Singolarità

A volte nella nostra vita si verificano minuscoli eventi pseudocasuali, attorno ai quali ruotano, si consolidano, e prendono forma eventi sempre più grossi ed importanti, come pianeti o galassie.

Credo di avere vissuto una di queste singolarità.

(In Astrofisica la parola singolarità ha un significato ben preciso. Appasionati di astrofisica che le leggete (?), perdonatemi quindi se utilizzo questo termine a sproposito, ma non riesco a trovare la parola che cercavo, di solito usata nel cercare di spiegare la soluzione ai paradossi dei viaggi temporali).

Durante una serata gioviale alla fine di una conferenza di lavoro, fra discussioni multinazionali su figli, droghe leggere e Viagra, a una tavola su cui era scorsa tanta tanta birra, ho espresso il desiderio di lavorare in un paese straniero, possibilmente del nord europa, per conoscere realtà lavorative diverse, modi diversi di condurre progetti. A questa frase è seguito un passaggio di mano di un biglietto da visita, e da lì si è messo in moto un ciclone di eventi, di cui ora forse vedo solo le prime avvisaglie.

Forse quel piccolo rettangolino blu è la chiave, l’elemento mancante per passare al livello successivo.

Gli effetti hanno già cominciato a farsi sentire, e non piccoli: hanno preso forza i rimuginamenti fra me e un mio colleg amico, si sono considerate opzioni, si sono fatte telefonate. A un viaggio in Svezia (che ha incrociato le storie di altre due persone, ma questa è un’altra storia) è seguita un’offerta di lavoro, che già di suo ha condizionato la vita di ex-colleghi aspiranti soci, ex-colleghi amici, amici di ex colleghi, e amici colleghi.

All’accettazione dell’offerta sono seguite le dimissioni di questi giorni, e l’inizio (finora più teorico che pratico) dei preparativi per il trasloco a Stoccolma, che dovrebbe avvenire nel mese di Luglio, e che ovviamente tocca la famiglia e gli amici.

Come da un granello di polvere si forma un fiocco di neve, una goccia di pioggia o un chicco di grandine, in modo inaspettato questa scelta sta generando effetti imprevisti, che non voglio spiegare tutti qui. Comunque, so per certa una cosa: anche se si dovesse risolvere in nulla, in una bolla di sapone (e non sarà così, non può essere così), già oggi, prima ancora di  fare la valigia, ne sarebbe valsa la pena.

Annuncio di servizo

swedishflag.jpegQualche cosa dai twit si poteva immaginare, comunque solo a partire da oggi posso giocare a carte scoperte:

Oggi ho presentato le mie dimissioni, e a partire dal primo di Agosto lavorerà in una società di consulenza di Stoccolma dedicata esclusivamente al commercio elettronico.

Rimarrò nella Bassa fino all’inizio di Luglio (mese di chiusura per le aziende svedesi), per poi traslocare nella nuova città e prendere familiarità con l’ambiente.

Cercherò di tenervi aggiornati sulle situazioni e sulle curiosità che un’esperienza di questo tipo fa vivere.

Intanto, martedì ho una riunione “d’appello”, probabilmente non con uno ma con due amministratori delegati. Ho già preparato la mia risposta 🙂 :

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Irvine Welsh: Acid House

Immagine di Acid house Ho conosciuto Irvine Welsh con Trainspotting, prima con il film, e poi con il libro, trovato ancora più geniale e… spietato.
Acid House mantiene sicuramente alto lo standard: è un insieme di racconti cui lo scopo è stupire, o per la forma narrativa, o per il linguaggio, o per la struttura e la trama della storia.
Devo ammettere che mi ha lasciato un po spiazzato, forse perchè non sono più “ggiovane” come quando lessi Trainspotting; le idee sono buone, ma a volte il linguaggio forzatamente “slang” rende difficile la lettura.
E poi, non so, mi sembrava che, a dispetto dei temi trattati, Trainspotting fosse più … scanzonato, allegro, mentre in Acid House prevale più l’amaro.
Magari mi sto intenerendo…
rimane comunque un libro agrodolce, in cui ridere di tragedie umane di miseria, violenza, degrado e criminalità. Vedete voi…

Karaoke esistenziale: la linea d’ombra

mi offrono un incarico di responsabilità
domani andrò giù al porto e gli dirò che sono pronto a partire
getterò i bagagli in mare studierò le carte
e aspetterò di sapere per dove si parte quando si parte
e quando passerà il monsone dirò “levate l’ancora
diritta avanti tutta questa è la rotta questa è la direzione
questa è la decisione.

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Jovanotti – La linea d’ombra

La linea d’ombra
la nebbia che io vedo a me davanti
per la prima volta nella vita mia mi trovo
a saper quello che lascio e a non saper immaginar quello che trovo
mi offrono un incarico di responsabilità
portare questa nave verso una rotta che nessuno sa
è la mia età a mezz’aria
in questa condizione di stabilità precaria
ipnotizzato dalle pale di un ventilatore sul soffitto
mi giro e mi rigiro sul mio letto
mi muovo col passo pesante in questa stanza umida
di un porto che non ricordo il nome
il fondo del caffè confonde il dove e il come
e per la prima volta so cos’è la nostalgia la commozione
nel mio bagaglio panni sporchi di navigazione
per ogni strappo un porto per ogni porto in testa una canzone
è dolce stare in mare quando son gli altri a far la direzione
senza preoccupazione
soltanto fare ciò che c’è da fare
e cullati dall’onda notturna sognare la mamma… il mare.

Mi offrono un incarico di responsabilità
mi hanno detto che una nave c’ha bisogno di un comandante
mi hanno detto che la paga è interessante
e che il carico è segreto ed importante
il pensiero della responsabilità si è fatto grosso
è come dover saltare al di là di un fosso
che mi divide dai tempi spensierati di un passato che è passato
saltare verso il tempo indefinito dell’essere adulto
di fronte a me la nebbia mi nasconde la risposta alla mia paura
cosa sarò? dove mi condurrà la mia natura?
La faccia di mio padre prende forma sullo specchio
lui giovane io vecchio
le sue parole che rimbombano dentro al mio orecchio
“la vita non è facile ci vuole sacrificio
un giorno te ne accorgerai e mi dirai se ho ragione”
arriva il giorno in cui bisogna prendere una decisione
e adesso è questo giorno di monsone
col vento che non ha una direzione
guardando il cielo un senso di oppressione
ma è la mia età
dove si guarda come si era
e non si sa dove si va, cosa si sarà
che responsabilità si hanno nei confronti degli esseri umani che ti vivono accanto
e attraverso questo vetro vedo il mondo come una scacchiera
dove ogni mossa che io faccio può cambiare la partita intera
ed ho paura di essere mangiato ed ho paura pure di mangiare
mi perdo nelle letture, i libri dello zen ed il vangelo
l’astrologia che mi racconta il cielo
galleggio alla ricerca di un me stesso con il quale poter dialogare
ma questa linea d’ombra non me la fa incontrare.
Mi offrono un incarico di responsabilità
non so cos’è il coraggio se prendere e mollare tutto
se scegliere la fuga od affrontare questa realtà difficile da interpretare
ma bella da esplorare
provare a immaginare come sarò quando avrò attraversato il mare
portato questo carico importante a destinazione
dove sarò al riparo dal prossimo monsone
mi offrono un incarico di responsabilità
domani andrò giù al porto e gli dirò che sono pronto a partire
getterò i bagagli in mare studierò le carte
e aspetterò di sapere per dove si parte quando si parte
e quando passerà il monsone dirò “levate l’ancora
diritta avanti tutta questa è la rotta questa è la direzione
questa è la decisione.”