Sixpence None The Richer : Kiss me

Sixpence None The RicherSu richiesta di Nuvoletta, pubblico la traduzione di una bellissima canzone, “Kiss Me”. La versione originale è di un gruppo che risponde all’improbabile nome di “Sixpence None The Richer“, ed è tratta dall’omonimo album del 1997. Un altro celeberrimo singolo è la cover di “There she goes” dei The La’s.

Ma torniamo a Kiss Me: è una delle mia canzoni preferite, ed ascoltandola e leggendone il testo sembra di essere fuori all’aperto in una profumata notte d’estate. Molti artisti, fra cui Katie Melua e Avril Lavigne, ne hanno fatto covers. Ce n’è anche una versione giapponese!!

Ed ecco a voi la versione originale e il testo in italiano:

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Persepolis – Marjane Satrapi

L�€™edizione di Repubblica che raccoglie l�€™opera completaPersepolis” è il racconto a fumetti dell’infanzia dell’autrice, Marjane Satrapi, cresciuta in Iran nel difficile periodo di transizione fra la rivoluzione islamica e la guerra del golfo.
L’opera mi ha colpito moltissimo, perchè i disegni ed i testi sono semplici, schematici, ridotti al minimo, e nonostante quest
o (o proprio grazie a questo?) hanno una forte, fortissima carica emotiva.
Persepolis - una tavolaUna curva più o meno accentuata sul tratto di una bocca, nell’inclinazione dello sguardo, in un’occhiaia o in un paio di labbra a “cuoricino” esprimono un bagaglio intero di emozioni, di stati d’animo, o aiutano a riconoscere persone ed identità in momenti in cui tutte le protagoniste portano il velo.

E’ facile commuoversi e capire il vissuto di questa ragazzina, persino emozionarsi nel vederla crescere e cambiare fisionomia e pensiero, nonostante i fatti siano sempre raccontati in modo piuttosto asciutto, quasi distaccato.
Mi è servito anche per conoscere qualcosa di più su quella che una volta era la Persia, e oggi è un paese con un passato prossimo, un presente ed un futuro molto incerti.
Consigliatissimo.

L’opera è stata pubblicata in diverse edizioni e in due o quattro volumi, ma la versione più comoda è quella che pubblicò La Repubblica nella serie “i classici del fumetto”, con la serie completa.

Nel 2007 è uscito un film di animazione (scheda su IMDB) che, a giudicare dalle immagini, ha mantenuto lo stesso stile, anche se passando dal bianco O nero al “bianco e nero”. Sembra interessante.

Le tredici vite e mezzo del Capitano Orso Blu

Immagine di Le tredici vite e mezzo del Capitano Orso BluQuesto importante caposaldo della letteratura zamonica (secondo solo al rinomato “Dizionario Enciclopedico dei portenti, degli organismi e dei fenomeni bisognosi di spiegazione di Zamonia e dintorni”, del Prof.Dott.Abdul Noctambulotti) narra le prime tredici e mezzo delle ventisette disponibili di Orso Blu, alla scoperta di tutto il mondo ma in particolare del continente Zamonico.
E ciascuna vita è intessuta di avventura, amore, terrore, romanticismo, cultura, e tanta, tanta tanta fantasia, da fare impallidire persino il Barone di Munchausen.
Non ci sono intrecci evoluti o morali illuminanti, si tratta di un vero e proprio rimanzo in cui tutto è all’insegna della fantasia, condita con un pizzico di ironia.
Se si riesce a farsi prendere per mano e a sospendere ogni incredulità , si viene portati a spasso, senza meta, in un mondo di nattiftoffi, deserti di zucchero, scarafonchi, pippioni, e così via, in un elenco che copre tutto il retro di copertina.
Se volete tornare bambini e viaggaire con la fantasia, anche grazie alle simpatiche illustrazioni, è il vostro libro!

Eclissi di luna, 20 febbraio 2008

Stellarium, simulazione della fine dell’eclissiAccidenti, quest’anno non sono riuscito a fare delle foto, a differenza dell’anno scorso.

Mi consolo con questa immagine di Stellarium: verso l’alba, nella fase finale, la luna è in buona compagnia, fra Saturno e Regolo della costellazione del Leone. Se non conoscete questo programmma scaricatelo e provatelo, merita veramente.

Anche Io Paladino!

Anche io Paladino della GhirlandinaMolto ha fatto discutere l’opera artistica di Mimmo Paladino scelta dal comune per coprire la Ghirlandina, simbolo della città di Modena, durante i due anni necessari al restauro. Per la serie “io per me facevo una cosa meglio”, ora c’è anche un concorso web, “anche io Paladino” (http://www.webalice.it/annovi.frizio/iopaladino.htm).
Ecco il mio contributo 🙂

Update: il sito è stato segnalato in prima pagina su un quotidiano locale :-)Â 01_mo1702.pdf

è uno sporco lavoro…

Sapevo che allaa conferenza di Jena sarei dovuto arrivare preparato, ma non immaginavo si dovesse trattare di preparazione fisica!

Martedì io e un mio collega siamo partiti alle 8 alla volta di Jena, in Turingia (regione della ex Germania Est), per una smacchinata di 8/9 ore. All’altezza di Monaco non abbiamo potuto fare a meno di fare una pausa, scegliendo il paesino di Ayingen, famoso per la sua birra. Nel tipico ristorante al centro del paese, con corna di cervo e quarti di pancetta affumicata alle pareti, un discreto numero di persone anziane con il loro boccale da litro, ciascuno di forma corrispondente ad una esatta tipologia di birra. Il bicchiere più piccolo in commercio equivale alla nostra birra media, e viene bevuto tranquillamente, confidando che i bratwurst e i sauerkraut di rito ne smorzino l’effetto, insieme al tazzone di caffè.

Il viaggio prosegue tranquillo per tutto il pomeriggio, fino a Jena. Pausa in albergo, e poi ritrovo al PaperMuhle, con un paio di dozzine di tedeschi, belgi, inglesi, svedesi, norvegesi, cecoslovacchi e italiani assortiti, da fare invidia alla più tradizionale delle barzellette. Anche se io avrei già fatto giornata, ci viene offerta una birra di benvenuto. Quando siamo tutti al completo, parte un giro illustrativo dell’edificio, che altro non è che una birreria. Alla fine della visita con un entusiasta mastro birraio che illustrava in inglese le procedure (scivolando inavitabilmente nel tedesco alla fine di ogni frase), ci attende una fila di boccali per l’assaggio della loro birra chiara (assaggio equivalente a poco meno di una lattina). E poi, della birra chiara speciale. E poi, della birra scura. E poi, della birra scura speciale. I teutonici sorridevano e tracannavano come acqua fresca, io a stomaco vuoto agognavo ad almeno un preatzel. Tornati a tavola, cena con boccale di birra: l’acqua non è nemmeno contemplata.

Almeno una passeggiata nelle vie di Jena schirisce le idee, e una consultazione al programma descrive la cena come “welcome dinner – complementary drink inlcuded”. Non scherzano!

La mattina dopo la conferenza nella Intershop Tower, una grattacielo di 28 piani di cristallo che si innalza da una cittadina medievale mitteleuropea. Cinque anni fa la battezzai Barad-dûr 🙂

Tutti sono in “costume” (giacca cravatta e qualche sparuto tailleur), e nonostante (o grazie?) l’alcool della sera prima, tutti sono sereni e sorridenti, e si lavora in serena armonia per il buon futuro dell’e-commerce, godendo per pranzo del ristorante panoramico all’ultimo piano.

La riunione di lavoro si conclude a trallucci e vino (o meglio, a Birra e Praetzel) in un ristorante, e successivamente all’Avana Club, per rafforzare le partnership. Una buona dose di sonno è poi necessaria per il viaggio di ritorno di oggi, con seconda (e decisamente meno.. trasgressiva) tappa a Monaco, e svalicamento in patrio suolo.

E domani è venerdì.

Galleria su Flickr

Brithday Girl?

Sono confuso e un po lusingato, credo che questa ragazza si sia affezionata a me; ecco la mail che mi è arrivata oggi:

Ciao, siete disturbato tramite la gestione dei luoghi delle conoscenze dell’Italia. Siete registrato su uno dei nostri luoghi. Noi il messaggio è arrivato oggi, desideri belli di quella questa ragazza per ottenere al corrente di voi. Ci è il relativo messaggio più basso:

KatyI saluti lo sconosciuto, sono scritti da me voi dal grande paese della Russia, ho letto il vostro profilo e molto lo avete gradetto, vedo in voi piacevole l’interlocutore, io desidero ottenere più meglio al corrente di voi e scambiare le foto e non solo. Sarò molto felice se il nostro con voi rapporti non si arrestano su quello che comunicheremo soltanto su corrispondenza, I non contro il raduno di volontà voi.

Dirò un po’circa me:
I ragazza molto piacevole, socievole e allegra, molto gradico gli uomini sono maggiore me poichè sono più esperti i miei coevals.
A me di 27 anni, lo sviluppo 169, eyes il colore marrone, l’oscurità dei capelli, un peso di 54 chilogrammi, una costituzione di sport. Visito regolarmente la forma fisica il centro per sostenere la figura del figureIn e per gradire gli uomini.
Se siete self-assured e vi fidate di che può meritare la mia attenzione che scrive)) osserveremo che risulteranno …………)

Che faccio, rispondo?

Gesù lava più bianco

Gesù lava più biancoovvero: come la Chiesa inventò il marketing

di Bruno Ballardini

Il libro cambia identità mano a mano che si prosegue nella lettura: la prima parte è un vero e proprio manuale di terminologia e concetti di marketing, che usa come termini di spiegazione e confronto le opere della grande Multinazionale, la Chiesa Cattolica.
Si segue abbastanza bene, ma si capisce che è dedicato a chi del marketing conosce già qualcosa; in effetti a volte si toccano “picchi” come questi:

“Il riferimento a linguisti come Austin e Searle permette infatti di equivocare intorno a un ideale di performatività in virtù del quale il linguaggio verbale, secondo le regole di una procedura stabilita per convenzione, modificherebbe la realtà .”

Davanti a interi paragrafi di questttto tono, succede spesso di vacillare.
Nella seconda parte si ha invece un approccio più diretto alla discussione, evidenziando che la campagna marketing della Multinazionale è basata sull’autoaffermazione e sulla parola, in contrapposizione alla Logica.

Una nota a parte merita il capitolo 4 dedicato alle dimostrazioni logiche dell’esistenza di Dio. E’ estremamente divertente vedere le Unique Sell Proposition dimostrate dalle Reason Why, e dare la caccia a quali e quante “fallacies” siano utilizzate.

Non è un brutto libro, ma se siete alla ricerca di un testo che vi dica quello che già in cuor vostro sapete, leggete “Perché non possiamo dirci cristiani, e meno che mai cattolici” di Odifreddi.