Ayo – Down on my Knees

Altra traduzione “su commissione”, si tratta del testo di “Down on my knees”, tratto dall’album “Joy”, il primo della cantante Ayo.
Riporto da www.pagineradio.com:


Tra le canzoni dell’estate spicca “Down on my knees”. Un nome particolare, una storia originale che caratterizzano la musica di questa giovane artista: Ayo nella lingua Yoruba significa “gioia”. Nata nei pressi di Colonia nel 1980, papà nigeriano (arrivato in Germania negli anni ’70) e mamma romena, Ayo cresce in una comunità gitana. Si trasferisce prima a Parigi e poi a New York, esperienze che arricchiscono il suo bagaglio e la sua identità musicale. Autrice, compositrice ed interprete, il suo linguaggio semplice e diretto è quello gitano della strada, ben rappresentato dal suo primo singolo. Con “Down on my knees” ha scalato la classifica francese, in tre settimane ha venduto oltre 50mila album (“Joyful”, prodotto da Jay Newland) ed è entrata direttamente al # 1 della classifica download.

Su Youtube si può guardarne una versione live. Continue reading

Back to London and back

Londra, 24-27 Agosto 2006E così, come previsto, sono tornato sano e salvo. Non ho trovato Londra molto diversa rispetto a 10 anni fa: qualche palazzo moderno in più, il grande “occhio” panoramico, stessa folla frenetica a spasso.
Le scoperte sono state due: viaggiare con mio fratello, come mai era capitato prima, e i musical!
“Mary Poppins” e “Sette spose per sette fratelli”, diversi in molte cose, ma entrambi esperienze meravigliose. Non avendo mai visto un musical dal vivo non è facile rendersene conto, ma vedere cantare, ballare e suonare dal vivo è veramente coinvolgente!
Vale la pena organizzare un volo veloce in un Week End solo per vederne uno (è difficile sbagliare), e sono già in attesa per Spamalot dei Monty Phiton e Wicked, la storia delle quattro streghe del mondo di Oz!

Sorpresa!

Indubbiamente questa storia puzza parecchio. Però almeno un lato positivo l’ho trovato: grazie a una rinuncia dell’ultimo minuto, da domani approfito di un lungo week-end, pagato, a Londra, compreso il biglietto per il musical di Mary Poppins.
Niente nel bagaglio a mano per il viaggio di ritorno (ma più per evitare noie alle code che per altro), ma i disagi dovrebbero finire qui.
Farewell!

Google Maps!

Ho dovuto rimuovere il riquadrino a destra che visualizzava un’immagine a caso presa dalla galleria, dato che un tizio di nome r0nin, grazie ad esso (è una storia lunga) è riuscito a cambiare qualche pagina del sito.
Ora è tutto a posto, ma in compenso sono riuscito ad aggiungere alla galleria una funzione nuaova di zecca, molto divertente. Cliccando su questa immagine



dal riquadro a destra, o dalla barra di navigazione della galleria, potrete visualizzare una mappa del mondo che visualizza la posizione geografica delle fotografie!
Tutto questo è possibile grazie a Google, che mette a disposizione di chiunque delle funzioni per creare le proprie mappe.
Selezionando uno “spillo” si vede l’anteprima della foto (o dell’album), con la relativa descrizione. Cliccando sull’anteprima si va alla pagina di dettaglio.
A me piace molto, attendo commenti!

Diario d’Irlanda, 17 Luglio 2006

17 Luglio, Bray - Kilmore QuayBrowne’s Hill, 4Km a est di Carlow, 17 Luglio 2006, 14:00

Probabilmente non l’avevano pensato per questo nel paleolitico, ma un Dolmen è un ottimo posto per
riposare all’ombra.
In realtà si pensa che potesse essere un portale per condurre i defunti verso la loro nuova vita,
oppure come grossa, stabile pensilina per aspettare l’autobus. Questo, aggiunto al fatto che nel
paleolitico gli autobus non esistevano, potrebbe spiegare il ritrovamento degli scheletri in perenne e
paziente attesa.
Sono arrivato su questa collina assolata dopo aver percorso una strada bellissima attraverso le
Wicklow Mountains.
Il lago (“lough”) Tay sembra uno specchio di zaffiro, e la strada con il suo muretto si snoda
attraverso le collinette di torba fino al Sally Gap.
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Diario d’Irlanda, 16 Luglio 2006


16 Luglio, Dublino - Drogheda - Bray
Isaac’s Hostel, Dublino, 16 Luglio 2006, 8:15

Dormire in una camerata da otto è senza dubbio la soluzione più economica, anche se a volte dà più l’impressione di
essere in una caverna che in un albergo.
Stamattina la scena è stata davvero bizzarra: mi sono svegliato un po prima per andare in aeroporto a noleggiare
l’auto, ma sono rimasto a sonnecchiare qualche minuto, in dormiveglia.
Ho sentito muoversi qualcuno in uno dei letti superiori, e con mia grossa sorpresa ne è balzata giù una ragazza che,
in prefetto silenzio, si è cambiata ed è uscita in punta di piedi dalla porta.
Io stavo per scoppiare a ridere, perchè continuava a venirmi in mente una scena dei cartoni animati nella quale
Silvestro viene catapultato in una caverna di ferocissimi orsi in letargo, che russano sui loro letti, e lui cerca
di svignarsela senza fare il minimo rumore…

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Diario d’Irlanda, 13-15 Luglio 2006


13-15 Luglio, Dublino e dintorni
Aeroporto di Bologna, 13 Luglio 2006, 19:30

“… deduco, quindi, che siamo pronti per partire!” Così scrisse una mia amica nella dedica di un libro di fiabe
irlandesi che mi regalò nel Natale del 1995.
La deduzione si rivelò piuttosto errata, perchè il programmato viaggio in Irlanda saltò e non vide più la luce,
perlomeno fino a oggi, 10 anni dopo.
Arrivo in aeroporto dopo essere uscito dall’ufficio e, vuoi perchè è giovedì sera, vuoi perchè viaggio da solo, mi
aspettavo di essere praticamente l’unico a fare il check-in.
Invece mi ritrovo davanti a un intero contingente da sbarco italiano, pronto ad invadere le strade di Dublino, tanto
che mi chiedo se ci sarà posto per tutti.
L’assortimento è quello tipico degli italiani in vacanza, famiglie, coppie di anziani in tenuta da esploratore,
persino la Dinamica Coppia, due ragazzi sulla trentina che si presentano al check-in organizzatissimi, con la Lonely
Planet sottobraccio e il biglietto comperato su Internet, e che si tengono per mano.
Fra tutti spicca una famiglia irlandese di ritorno in patria: madre, padre, tre figlie e un monello, tutti con occhi
azzurri e capelli rossi, in ottemperanza agli stereotipi. Mi fanno simpatia (sono di un’allarmante tinta color
scottatura solare), provo ad avvicinarmi per ascoltare il loro accento ma c’è troppa confusione; direi che avrò
tempo per conoscerlo a fondo, nei prossimi giorni!
Io non devo essere troppo folcloristico come turista, visto che l’addetto alla sicurezza legge il biglietto e mi
indirizza cortesemente “to the left”. In compenso la ragazza del controllo bagagli guarda il mio zaino nel monitor,
e mi chiede se lì dentro ho una “pochette”: imbarazzato, non posso che rispondere “non so , cos’è?”, ma questo non
mi attira le sue simpatie, e devo svuotare tutto.
Comunque sono qui all’imbarco, fra poco si parte.
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Eccomi tornato!

Mentre le ultime ore di ferie scivolano via lente e inesorabili, ne approfitto per rimettere ordine nelle foto e nei ricordi del mio viaggio in Irlanda. A partire da oggi pubblicherò la trascrizione del mio diario giornaliero, cercando di tenermi al passo con la scrittura delle didascalie dell’album “Irlanda 2006“.
Buon rientro a tutti!