Su certe cose non si scherza.

Eh, no signori. Non si possono fare certe cose. Oggi su “La Repubblica” (cartaceo) c’era un bel titolone tutta pagina che annunciava la presenza dei Pink Floyd (TUTTI i Pink Floyd, Roger Waters compreso) al Live 8, il concertone benefico di Bob Gelof, in Hyde Park a Londra.
E’ stato solo dopo aver cercato biglietti su Ryanair e Ticketone che, per scrupolo, sono andato a vedere: sul sito di Live 8 non ce n’è traccia, mentre su Brain damage scrivono che

Update clamoroso! Mentre stavo scrivendo questo post mi si sono aggiornate sotto le pagine sia di Live 8 che di Brain Damage! E’ Vero! E’ Vero!
Tornano insieme!

Tru Calling

Tru CallingCarina, proprio carina la serie Tru Calling iniziata stasera. Peccato che stasera sia un po puntiglioso, per cui obietto che:

  • La voce di Tru è quella della bravissima Giuppy Izzo, quindi proprio non riesco a non immaginarmi, in quell’obitorio, Lorelai Gilmore
  • Sempre a proposito di doppiatori, il pompiere del secondo episodio ha la voce di Jack di Will e Grace, che con i pompieri ci farebbe ben altro
  • Assomiglia un po troppo al mitico telefilm del sabato mattina, quello del tipo che riceve il giornale con un giorno di anticipo… non mi ricordo come si chiama…
  • Nel primo episodio Tru ha come cellulare un Nokia 3650 azzurro (o equivalente versione americana), nel secondo invece un qualcecosa “a cozza” grigio. Il trillo però è lo stesso…
  • Stesso discorso per l’orologio: a parte che gli orologi digitali credevo si fossero estinti nel 1980, ma a quanto pare si leggono meglio in telecamera, nel primo episodio ne ha uno, nel secondo, ambientato due giorni dopo, uno diverso.
  • Non ne posso davvero più di quelle inutili sequenze in Bullet Time alla Matrix, soprattutto dopo due ore di CSI. C’erano anche ne “La passione di Cristo” !!!!
  • Edie Brickell & New Bohemians, Shooting Rubberbands At The Stars

    Ho scoperto questo disco quando qualcuno mi ha detto che contiene la famosissima canzone della pubblicità della “coppa del nonno”. Se, come la metà delle persone che conosco, siete interessati anche voi a quella canzone (“I feel good, i feel fine…”), sappiate che non è vero, e che è stata composta da tale Gisella Cozzo, si intitola effettivamente “I Feel Good I Feel Fine”, ed è nell’album “Joy”.
    Ma torniamo ad Edie Brickell, che fra l’altro è uscita da poco con un nuovo album, Volcano (sul sito si possono ascoltare i brani).
    Ho penato un po a trovarlo, credo sia stato uno dei miei primi acquisti di cd online, ma Shooting Rubberband at The stars (Tirando elastici alle stelle) è un album semplicissimo e incredibilmente accattivante. Da pezzi lenti con solo voce e chitararra a pezzi ritmati, è come ascoltare la primavera.
    La presunta “sosia” della coppa del nonno (ma solo nell’attacco del ritornello) si intitola “Circle of friends”. Anche di questa, sul sito di Amazon, si può sentire un estratto, ed effettivamente è una delle più belle. Eccone la traduzione: Continue reading

    Le cinque persone che incontri in cielo


    Albom Mitch, 2005, 267pag, Ed. BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, ISBN: 8817006386
    8,40€ per l’edizione economica su BOL
    Questo lobro è un oggetto che ha una storia particolare, dato che si tratta di qualcosa che è emerso da una specie di realtà parallela. L’accezzione classica di internet è che sia un mondo virtuale, e il più delle volte è percepito realmente come tale. Ogni tanto ha qualche interazione con il mondo “reale”, come quando ti arriva per posta qualcosa che hai comperato, ma rimane sempre un’emanazione di qualcosa di “automatico” ed apersonale, un po come una stampa. Quando invece ti piomba nel mondo reale qualcosa di “umano”, come ad esempio un post-it scritto a penna, o una telefonata, è un po’ come trovare sulla scrivania le impronte del bianconiglio :) , o, a volte, parlarci direttamente.
    Vabbè, sto divagando. Il libro che mi ha mandato Ardesia, in cambio de “La lega antiNatale” di Michael Curtin l’ho letto in un pomeriggio, cercando di non farmi influenzare da pregiudizi.
    La storia è quella di Eddie, un anziano tecnico della manutenzione di un Luna Park, che muore cercando di salvare una bambina da un incidente con una giostra, e si ritrova in un ecumenico aldilà (anzi, in vari ecumenici aldilà ).
    Ebbene, la prima cosa che mi ha fatto venire in mente Continue reading

    Margherita Dolcevita

    Beh, non so come scrivere una recensione di questo libro senza ripetere quanto scritto su Momoblog, per cui ripeterò.
    Margherita Dolcevita (Ed.Feltrinelli, 208pg, 14€) è l’ultima opera di Stefano Benni, uno dei miei autori preferiti, e l’ho bruciato in meno di 12 ore (mettendoci in mezzo una cena, una notte di sonno e una mattina al lavoro).
    Già il finale apocalittico de “La compagnia dei celestini” faceva capire che la coperta ricamata del lieto fine cominciava a far trasparire, sempre più lisa, la spigolosa realtà . L’apice del pessimismo cosmico credo sia stato “Achille piè veloce.“, preannunciato dalla malinconia di Saltatempo.
    Beh, Margherita Dolcevita non fa eccezione a questo andazzo, forse si ripetono qualche clichè e qualche ossessione per ometti astiosi con toupet, ma la fantasia, la poesia e l’ironia che si respira attraversando le pagine sono veramente impagabili.
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    Ancora una volta ho perso il treno

    Mi capita spesso di sentire vicino a me la signora fortuna , è talmente vicina da poterla afferrare con una mano.. ne sento anche il profumo inebriante ma puntualmente perdo il treno in cui lei sta viaggiando in cerca di qualcuno giusto a cui darsi.
    La fortuna, il successo e la realizzazione di tutti desideri viaggiano su un treno che regolarmente io perdo pur vedendolo, arrivo in ritardo ,sbaglio il binario o in quel momento non m’importa niente.
    Mi dispiace sul momento, avevo sentito il rumore sulle rotaie, l’odore di ferraglia e l’allgro fragore fischiettante, lo spostamento d’aria mi aveva soffiato sul viso con arroganza, ma l’ho perso di nuovo.
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